“You Are Alone” di If I Die Today
Ritornano i nostrani If I Die Today con la loro seconda prova su Wynona Records. Rispetto all’omonimo esordio di due anni fa, questo “You Are Alone” è un ep di soli tre pezzi che, oltre a fornire un assaggio di quello che sarà la direzione presa per il prossimo album, ci mostra anche la crescita musicale del quintetto piemontese.
Queste tre canzoni mostrano un ulteriore affinamento di quel sound ibrido che caratterizza il songwriting del gruppo, ovvero una baste punk hardcore (nella sua concezione più moderna e “commercializzata”) imbastardita con ritmiche rock e assoli metal, il tutto condito con una buona dose di melodia.
Il quintetto si fa forte di una tecnica invidiabile, con un’ottima padronanza degli strumenti e una voce in bilico tra melodico e urlato, dalle tonalità decisamente particolari, la cui unica pecca è quella di difettare un pochino in pronuncia.
Una cosa su cui possono tranquillamente lavorare e che aumenterebbe notevolmente la loro credibilità, già supportata da un’ottima prova strumentale.
Certo tre pezzi sono pochi per giudicare totalmente un gruppo, ma sono sicuramente un buon biglietto da visita che mette in evidenza le qualità del gruppo.
Diventeranno la nuova scommessa vinta dalla Wynona? Chi lo sa, ai posteri l’ardua sentenza.
Certo che in un paese con una cultura musicale superiore a quella italiana avrebbero già sfondato da tempo. Ma non devono scoraggiarsi per questo, anzi deve essere un motivo d’orgoglio per superarsi ulteriormente. E hanno tutti i mezzi per farlo.
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C’è una nuova corrente che sta prendendo piede nell’ambito dello screamo/post hardcore d’oltreoceano, ovvero la fusione tra quest ultimo e sonorità provenienti dalla musica rave e da discoteca. Mi vengono in mente Attack! Attack! e Handshakes & Highfives, tanto per citarne un paio. Oppure gli inglesi Enter Shikari, con un’accezzione meno commerciale. Un connubio che dieci anni fa (come minimo) sarebbe stato visto come una blasfemia enorme. Oggi invece, al di la del fatto che possa piacere o meno, appare come una boccata d’aria fresca per un genere che, come il metalcore negli ultimi anni, sta raggiungendo l’apice della saturazione.
I cosentini Duff fanno parte di quella schiera di gruppi dell’underground che è sempre andata per la propria strada, fregandonese delle mode e dei trend. Dediti da sempre ad un hardcore melodico di stampo californiano, i quattro hanno affinato il proprio stile album dopo album, dimostrando una crescita compositiva notevole.
L’etichetta italiana a breve pubblicherà il nuovo lavoro dei Troubled Heads, intitolato “Irritant”. 12 tracce dove energia e melodia si sposano con chitarre che giocano tra riff old school e divagazioni new school. Il punk rock di Social Distortion , Green Day, NoFx e Rancid rivive tra le pieghe dei brani senza dimenticare una sorta di tributo a Clash e Ramones.