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Amarone in Jazz

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Watzlawick

Biografia:
I Watzlawick sono una band Post-Rock di Pisa.
Non chiedete loro il perché di questo nome, non vi diranno molto, se non probabilmente che aveva un bel suono.
La loro storia è breve finora, il progetto prende forma nel Gennaio 2009; i primi mesi li dedicano a mettere in piedi un set live compatto e trascinante.
La formazione è solida: Filippo e Luca (basso e chitarra) suonano insieme ormai da più di 10 anni, Vanni (batteria) ha avuto diverse esperienze in altre formazioni, così come Luca (voce).
Tra Giugno e Dicembre 2009: 13 date, alcune presenze in radio e molta promozione sul web; ed il 1° Gennaio 2010 esce il loro primo EP autoprodotto “Prologue”.
Non curanti dei generi, trovano una collocazione all’interno di tutto ciò che viene definito “Post”.
Nel momento della composizione non realizzano alcun progetto programmato, mescolano continuamente direzioni e stili con apparente disinvoltura ed è spesso nell’improvvisazione che trovano le idee migliori.
The Dreaded Press dall’Inghilterra li ha definiti “epic and proggy post-metallers” .

Prossimi Concerti:

16/01/2010 – Livorno @ King Club
23/01/2010 – Cecina @ Black Jack Cafè
28/01/2010 – Prato @ Exenzia
23/02/2010 – Empoli @ Alchemist Pub
9/04/2010 – Pisa @ Titty Twister Pub

Discografia:
Prologue EP – 2010

Contatti:

www.myspace.com/watzlawickband
watzlawickband@gmail.com
Per acquistare “Prologue”:

rockit.it/watzlawick – 8 euro (spezione inclusa)
reverbnation.com/watzlawickband – 6 euro (mp3 download)



“Prologue” di Watzlawick

“Prologue” è un vortice ipnotico, che ti risucchia e ti culla tra le sue braccia forti. Si tratta di post-rock energico, con accenni metal e sfuriate hardcore. I Watzlawick sono tutto questo e molto di più. Vivono bene in aria satura e atmosfere dark, che tanto richiamano alla mente gli anni Novanta dei Tool e Nine Inch Nails, con inclinature goth ma mai troppo palesi o pesanti.
E’ un miscuglio ben riuscito di influenze e sonorità diverse, che denota una personalità già ben formata di questa band formata solo un anno fa. Così rabbia ed introspezione vengono serviti con un’ottima dose di sicurezza e determinazione, che portano questa band ad essere ad un livello già ottimo. Voci urlate o sussurrate, basso e chitarre sinuose e i testi inglesi proiettano questo lavoro verso l’estero, dove probabilmente sarebbe accolto nel migliore dei modi.  Il loro gusto verso il rumore controllato, l’urgenza di buttar fuori emozioni scure e il modo e la facilità in cui fanno tutto questo convince senza dubbio alcuno.
Dopo questo ep d’esordio non possiamo che aspettarci un seguito altrettanto interessante e pieno di trasporto.