
19/05/2009
Sound Magazine intervista kappa (o òrso dir si voglia), anima e voce di unòrsominòre, progetto solista del cantautore veronese, in passato cantante e chitarrista della band Lecrevisse.
Essendo un caro amico da anni, oltre ad essere un’intervista è un cordiale dialogo, talvolta un po’ strampalato ma estremamente sincero.
Valentina: Solitamente a inizio intervista chiedo che l’artista si presenti ai lettori: chi è unòrsominòre?
òrso. : E’ uno che pensa troppo. Però la faccenda delle stelle e della tana in effetti non si può non mettere.
Valentina: E allora parlacene…
òrso.: Uhm. uhm. No, dai. Odio essere ripetitivo. Secondo te chi è unòrsominòre? Non è che possiamo far finta di non conoscerci.
Valentina: Va bene, però io darei una visione troppo personale di unòrsominòre, mentre quello che mi incuriosisce è sapere come lo definiresti tu.
òrso. : Scusa, non è per fare quello che si fa le storie. Sul serio è che non mi piace dire banalità, e definirsi da soli è assurdamente complicato.
Valentina: Quando è iniziata la scrittura dell’album? c’è un momento particolare che ti ricordi?
òrso.: Uh. La canzone che ho scritta per prima è stata anche provata con i lecre (Lecrevisse, precedente band di kappa, ndr), è una coscienza di meno. L’ultima invece ha avuto il suo testo definitivo pochi giorni prima di registrare. Mi ricordo un momento seduto sul letto di casa mia con l’acustica in mano, non so se stavo componendo sono stato anch’io sereno o di passaggio, una delle due… e ho pensato che le avrei suonate da solo, senza gli altri.
E… boh, è stato strano. Sai, quando uno realizza che è a una svolta. In mezzo son successe mille cose. è stato un disco che è nato piano piano, spalmato lungo un periodo di tempo molto lungo…il contrario di quello che vorrei succedesse per il prossimo.
Valentina: Quindi hai già nuovi pezzi pronti?
òrso. : No no, calma. Sto iniziando a lavorarci. diciamo che non vorrei prendermela troppo comoda. Sai, ho un’età. Mica posso pubblicare un disco ogni 5 anni.
Valentina: Vedendo il buon risultato di questo direi che sarebbe auspicabile sentire nuove canzoni al più presto, tralasciando l’aspetto dell’età.
òrso. : Ti ringrazio. Tutto sta in come ti sorprende l’ispirazione. mi è già successo di stare per mesi senza riuscire a scrivere niente, e poi in due settimane, plop, 3 pezzi tutti interi.
òrso.: “plop”, non male.
Valentina: “plop” è un brutto suono…non potevi sceglierne un altro?
òrso. : Orso sono.
Valentina: Si è vero, è bene non dimenticarlo.
òrso. : Never.
Valentina: Come sai ho ascoltato per bene la tua creatura e ho avuto la piacevole conferma sulla tua capacità nello scrivere i testi.
òrso.: Ti ringrazio.
Valentina: Bei testi, mai banali, ma sempre con un grosso impatto emotivo. Escono semplicemente o ci impieghi del tempo a “confezionarli” così bene?
òrso.: Tempo. tanto tempo. Scrivere un buon testo per me è un’impresa titanica. Per lo più vengo sorpreso da una buona idea, un’immagine, una combinazione di parole che mi colpisce e mi sembra possa funzionare. ma poi da lì in avanti è tutto un lavoro di lima e di scalpellino.
Valentina: Quindi la cura che traspare è reale.
òrso. : Per quanto posso, per quanto riesco. Magari butto giù abbastanza di getto una base, una bozza – a volte mi ci vuole un’ora, a volte una settimana, ma poi la lima va avanti per mesi, le virgole le cambio fino all’ultimo momento.
Valentina: Per poi essere soddisfatto al 100%?
òrso. : Più che altro, più invecchio e più divento esigente verso me stesso e verso i miei testi…beh, noto una maturazione. I testi di questo disco mi piacciono molto quasi tutti, e quelli che mi piacciono meno sono per lo più fra i più datati. Poi io non sono mai soddisfatto di me stesso al 100%, penso sempre che si possa far meglio. E appunto, come ti dicevo, col passare del tempo divento sempre più esigente. inoltre anche trovare nuove angolazioni per raccontare certe cose è difficile.
Ma è una sfida che mi appassiona. I sentimenti sono sempre quelli, quello che succede è che si cercano nuove immagini e combinazioni di parole per rappresentarli. Quando si riesce a combinare tutto in un modo che funziona, scatta qualcosa.
Valentina: Io ho avuto l’occasione, o la fortuna dir si voglia, di conoscerti prima dell’era “unòrsominòre” e ho notato una maturazione,come dici tu, nei testi e un avvicinamento verso il pop, verso sonorità meno complesse e ostiche, tipiche dei Lecrevisse, e l’ho apprezzato perchè il cambiamento è sempre positivo in questi casi.
òrso.: Mah, questa cosa delle “sonorità ostiche” dei lecre un po’ mi ha sempre lasciato un po’ lì. Alla fine eravamo molto pop secondo me. Facevamo canzoni lunghe, qualche suono strano, ma insomma l’osticità è un’altra cosa mi pare.
Valentina: Non è una definizione che mi appartiene, visto il grande rispetto che ho sempre avuto verso il gruppo, è più un aggettivo altrui riportato spesso. Ma la psichedelia c’era però.
òrso. : Bè, tu definiresti “ostica” la psichedelia?
Valentina: No di certo.
òrso. : E poi ok, c’era qualche brano deviante e deviato, ma c’erano anche parecchi pezzi al limite del pop… almeno, dal mio punto di vista.
Valentina: Ma vorrei solo evitare di usare quei modi di dire televisi come “mi arriva meno”, “mi arriva di più”.
òrso. : eheh. Guarda, ti dico la verità. Rispetto ai lecre fondamentalmente c’è che sono io da solo a comporre e anche a dare una certa “impronta” ai suoni e al mood generale. Quindi escono solo le “mie” componenti, che nei lecre si dovevano fondere con quelle delle altre teste pensanti del gruppo. Quindi, ad esempio, certe mie sbandate pop allora venivano sempre mediate dai gusti più eccentrici degli altri; ma poi funzionava anche in senso opposto, per cui alla fine il risultato era che c’era sempre un guizzo di qualche tipo, frutto dell’invenzione di uno dei cinque. Ora io scrivo e io realizzo; dove io sento “pop”, esce pop. non so se mi sono spiegato…
Un pezzo come “un orso minore” probabilmente con i lecre sarebbe stato trasfigurato in chissà cosa.
L’òrso invece lo suona come se lo immagina, ma non c’è una scelta deliberata, ecco.
Valentina: Su questo non avevo dubbi, credo che questo tipo di musica necessiti di una buona dose di sincerità e si sarebbe sentito lontano un chilometro se avessi scelto deliberatamente di staccarti da ciò che facevi prima. La mia frase iniziale voleva essere una costatazione positiva.
òrso. : Non l’ho presa per niente di diverso! Volevo solo chiarire come funziona.
Valentina: Conoscevo bene la musica dei Lecrevisse, avevo un po’ di timore di scoprire unòrsominòre e di ritrovarci dentro chissà cosa, invece mi ha piacevolmente sorpreso l’aria di novità, il poterti scoprire in vesti ancora diverse, più mature come hai detto tu.
òrso.: Sì? Ti ringrazio, io su questo non so bene cosa dire. Non riesco a capire se è più presente l’eredità che è rimasta o più il cambiamento che è arrivato. Me lo faccio dire da chi ascolta.
Valentina: Poi ovviamente chi ascolta da una propria interpretazione dei sentimenti che emanano i pezzi…
òrso.: Beh, non può essere altrimenti, l’arte è fatta così. Uno crea qualcosa, e poi è l’occhio o l’orecchio di chi ne fruisce che sceglie cosa trarne.
Valentina: Com’è stata la tua reazione di fronte alle prime recensioni dell’album?
òrso.: La primissima che ho letto è stata la meno positiva delle quattro uscite finora, quindi mi sono un po’ allarmato. Poi le successive sono state tutte piuttosto incensanti, no? Non posso negare che queste cose danno molto soddisfazione, ero un po’ timoroso, dopo tanto tempo tornare sulla scena e da solo… poi sono ben conscio che non è che cambi molto, ma quello è un altro discorso.
Quella su mescalina in particolare mi ha proprio colpito.
Valentina: In cosa ti ha colpito?
òrso.: Beh, è molto dettagliata, molto accurata. Poi beh, l’autore ha usato parole abbastanza forti… superlativi assoluti che mi hanno lasciato a bocca aperta pare che il disco gli sia proprio piaciuto insomma. non l’ho pagato, giuro.
Ops, ma si può parlare della concorrenza?
Valentina: ormai l’abbiamo fatto!
òrso.: Vabè, poi tu taglia quello che vuoi eh, mi fido.
Valentina: Non si taglia nulla, amo la sincerità e poi me la sono cercata . La risposta del pubblico invece?
òrso.: Pubblico? eheh
Valentina: Non puoi dirmi che non hai venduto nemmeno una copia…
òrso.: No, dai. Bè, non so molto… qualcuno mi ha scritto facendomi dei bei complimenti. Ma per il resto è tutto in mano ai miei magnaccia, i gunclubbi e il minollo. Comunque non parlerai sul serio di “vendite”… ormai non vende più manco Ramazzotti, eh.
Valentina: era una piccola provocazione per carpire i primi commenti dei fruitori della tua creatura.
òrso.: Per quanto mi riguarda, il “supporto cd” è destinato a morire in tempi brevi. Beh ma poi mica lo dico io, non ricordo quale major multinazionale ha già annunciato che di qui a qualche anno il cd non esisterà più. Beh, i commenti tutti positivi, ma mica posso cantarmele e suonarmele io da solo no?
Valentina: Non sia mai, ma io sono una di quelle che non si prodiga in super complimenti ai gruppi che va a sentire, quindi ero curiosa di capire se invece c’è gente che riesce a parlare con i cantanti.
òrso.: Ahah, beh, amici di vecchia data per lo più. Mah, poi qualche lode inaspettata mi è giunta (ma prima ancora che uscisse il cd, solo dai brani caricati su myspace) da qualche artista che stimo molto… è stata una bella soddisfazione.
Valentina: Visto che si parla di concerti…unòrsominòre non suona da solo live, per ovvi motivi. Com’è nata la collaborazione con i ragazzi che suonano con te?
òrso.: Beh, è gente che conosco da una vita. Quando si sono sciolti i lecre mi sono rivolto ai musicisti che già conoscevo e che più mi parevano vicini al mio modo di interpretare la musica. Con il Ted già suonavo in un progetto divertente, una tribute band beatlesiana, è stato naturale coinvolgerlo. Apprezzavo il batterismo di Manuel già da tempo e Mauro (che in realtà è stato il primo che ho contattato, e che poi per un periodo non è stato con noi per poi ritornare dopo la realizzazione del disco) è un musicista pieno di inventiva e di curiosità. Ma poi ci siamo trovati subito molto bene anche come gruppo di persone, e avere a che fare con un orso non è facile, te lo assicuro. Più che altro, è nato subito un equilibrio molto solido… al contrario di quello che spesso avviene nei gruppi, in questo caso tutti abbiamo capito fin da subito il ruolo di ciascuno. funziona tutto molto bene, e spero che dicendolo non si rovini niente.
Valentina: Non credo molto negli scongiuri,ma le corna le sto facendo, sotto banco.
òrso.: Eheh. Faccio per dire anch’io eh. sono un ultra-razionalista, lo sai bene.
Valentina: Ti aspetta un’estate concertistica? Avete già date programmate?
òrso.: Eh, stiamo mettendo giù il programma, sì. In giugno dovrei avere qualche data interessante. In particolare – non ancora confermato al 100%, diciamo al 99% – aprirò il concerto dei Diaframma al Kroen di Villafranca… è un onore per me!
Valentina: Ovviamente le date saranno prontamente pubblicate sul nuovo sito: www.unorsominore.it
òrso.: Senza meno e anche sullo space, e financo su facebook.
Valentina: Come è nata invece la collaborazione con i Dischi del Minollo?
òrso.: Beh, per quello devo ringraziare i miei mecenati, i ragazzi della gun club management, che si sono occupati della trafila di spedizioni e contatti per trovare una produzione una volta che il disco è stato pronto. Francesco dei dischi del minollo si è fatto avanti… la sua è un’etichetta ancora piccolina ma è molto agguerrita, e lui ci mette passione autentica. e poi le altre band sono tutte molto valide, il che non capita sempre. è un’etichetta di qualità, lo dico sinceramente. La consiglio.
Poi niente, ci siamo incontrati al Mei 2008 a Faenza, due parole, strette di mano e contratto multimilionario firmato.
Valentina: Un ottimo affare per entrambe le parti allora…anche se la parola multimilionario mi fa un certo effetto.
òrso.: Beh, dovresti chiedere a Minollo, proponigli un’intervista, no?
Valentina: Potrei pensarci in effetti,sarebbero più unici che rari.
òrso.: Sì, sono ricco ora. vivo nel lusso.
Valentina: E vivi ancora in Italia.
òrso.: Scherzi? per chi vive nel lusso l’Italia è un paradiso.
Valentina: In effetti…
òrso.: Sono i poveri cristi che devono bestemmiare per arrivare in fondo al mese… ma per fortuna ora grazie a minollo records ho voltato pagina e anch’io faccio le vacanze in costa smeralda. tsk
Valentina: E vai alle feste con l’aereo privato, diciamolo.
òrso.: Macché privato. A spese dei contribuenti, ciccia. Aereo di stato.
Valentina: Caspita,si vede che non ho ancora firmato per il Minollo.
òrso.: Mica firmano cani e porci col minollo. Solo orsi.
Valentina: Beh, un po’ della specie ci sono anch’io…ma giustamente non posso aspirare a tanto.
Direi che dopo questo piccolo delirio posso lasciare l’orso libero. Ti ringrazio tanto d’aver risposto alle mie domande e d’aver pazientato.
òrso.: Ma piantala!
Valentina: I ringraziamenti sono di rito, non puoi esimerti!
òrso.: Sgrunt
Valentina: Ma io ignoro i tuoi lamenti e ti abbraccio forte.
òrso.: rowl. (abbraccio ricambiato di cuore!)
Valentina: E col cuore ci salutiamo,sperando di potersi rivedere presto!
òrso.: Sappiamo entrambi che così sarà. Ciao e grazie!
www.unorsominore.it
www.myspace.com/unorsominore