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Amarone in Jazz

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“Weight Of The World” di This Is Hell

Il peso del mondo. Così i This Is Hell introducono il loro nuovo lavoro, terzo album della loro discografia. Il combo di Long Island, che dopo ripetuti cambi di line-up si è stabilizzato come quartetto, torna più in forma che mai, portando avanti il discorso iniziato con il precedente ep “Warbirds”.
Questo “Weight Of The World”, oltre a portare una ventata di freschezza nel sound del gruppo, è anche una dimostrazione di come si possa evolvere il proprio stile senza snaturarlo del tutto: quello che agli inizi era un hardcore grezzo e diretto si ritrova ora imbastardito con il metal (attenzione, non metalcore…), di cui riprende lo “shredding” (assolo rapido in tapping) e la compattezza esecutiva. Attitudine e foga esecutiva li tengono legati alle loro origini, ed è proprio questo connubio a rendere interessante e allo stesso tempo particolare questo nuovo capitolo della loro discografia.
“No One Leaves Unscathed”, “Out Come The Bastards”, “The Search”, “Shadows” e “Worship Syndrome” sono pugni nello stomaco, compatti e dritti all’obiettivo, con il riffing potente di Rick Jimenez e la voce di Travis Reilly che da sempre contraddistinguono lo stile dei This Is Hell, coadiuvati dal basso potente di Andrew Jones e dalle ritmiche potenti e precise del batterista Benny Mead (in prestito dai Dead Swans).
Molti dei testi sono stati ispirati dalla figura di Terry Funk, colui che è considerato il padre del wrestling moderno, che si è costruito da solo la strada per il successo, vivendo sempre al limite, ma senza che questo riuscisse a dargli alla testa.
Una grinta e determinazione che contraddistinguono da sempre il quartetto di Long Island: da quel lontano 2005 quando, dopo aver fatto uscire il loro ep, si imbarcarono subito in un tour europeo promuovendosi da soli, fino ai giorni nostri, quando si sono ritrovati a suonare nei maggiori festival nel mondo, con mostri sacri come Anthrax e ultimamente anche i Guns’n'Roses (o quel che ne rimane). Rimanendo sempre umili e con i piedi per terra.
Ah, se tutti i gruppi avessero un’attitudine simile…



Intervista con This Is Hell

this is hell

 

 

21/10/2009

La redazione di Sound Magazine incontra i This Is Hell, storico gruppo hardcore di Long Island, Ny, che ha all’attivo due album e diversi ep.
Risponde alle nostre domande Rick Jimenez, chitarrista del gruppo. Cogliamo l’occasione per ringraziarlo per la sua gentilezza e disponibilità.
Di seguito riportiamo l’intervista in lingua originale.
Domande a cura di Michael Simeon

Hey ragazzi, è bello avervi qui su Sound Magazine. Innanzitutto vorreste presentarvi ai nostri lettori?
Rick: Sono Rick, suono la chitarra e ogni tanto canto. Travis canta, Andrew suona il basso e Benny suona la batteria. Tre newyorkesi e un inglese.

Avete recentemente pubblicato un ep intitolato “Warbirds”. Vorresti parlarcene?
Rick: Ha 3 nuove canzoni e 2 due nuove cover. Sono passati quasi due anni dalla nostra ultima uscita e siamo cresciuti come musicisti, abbiamo qualche nuovo membro etc., quindi “Warbirds” è leggermente diverso dal nostro vecchio materiale. E’ stato grandioso poter espandere il nostro suono e buttar fuori un nuovo 7″. E’ su Think Fast Records.
Sono felice di aver potuto usare il mio pedale wah ed è divertente suonare questi nuovi pezzi dal vivo.

Avete lasciato Trustkill Records e il vostro nuovo ep è stato pubblicato da Think Fast Records. E’ una scelta temporanea o contate di far uscire un album per loro?
Rick: No è un’uscita unica. Think Fast è stata fantastica. Veramente pochissimo stress. Tutta la realizzazione è stata divertente e Think Fast è un’ottima etichetta. Stiamo lavorando sugli ultimi dettagli con una nuova etichetta per far uscire un album.

Non siete mai stati fortunati con la stabilità della line-up. Avete cambiato molti elementi durante gli anni, con te e Travis come unici membri fondatori. Vuoi parlarci dei due nuovi compagni?
Rick: Andrew suona il basso nei Soldiers e ha suonato nei The Backup Plan ed è un amico da molti anni, quindi è stato semplice prenderlo come bassista. Benny suona nei Dead Swans e viene dall’Inghilterra quindi è sconveniente al 100% su ogni livello tranne che è un ragazzo fantastico, un buon amico e un bravissimo batterista, e queste qualità sono più importanti di qualsiasi convenienza.

Parliamo delle cover sull’ep. Quella dei Warzone è familiare, ma quella degli Inxs è quasi inaspettata. Come siete arrivati a questa scelta?
Rick: Mi piacciono gli INXS. Li stavo ascoltando un giorno in furgone e il nostro vecchio bassista Johnny se ne è uscito con l’idea di rifare “Never Tear Us Apart” quasi per scherzo. La canzone è lenta e malinconica quindi anche se non è hardcore si presta bene al nostro lato più oscuro quindi ho detto: “Si, sarebbe figo farla”. Quasi un mese dopo ho detto: “Facciamo quella canzone dei INXS?”, “Certo, sarebbe figo”, ed eccola lì. Ci ho lavorato su e l’ho fatta nostra e l’abbiamo imparata. Mi piace veramente il processo di prendere una canzone di un genere quasi completamente diverso e farla hardcore, o perlomeno una canzone in stile hardcore. Stare lontani dal “Facciamola veloce e mettiamoci dei breakdown alla fine” è anche divertente. E’ la strada più semplice, ma anche il modo più facile per rovinare una canzone. Penso che la nostra versione sia ben riuscita.

Recentemente avete fatto un tour europeo coi Grave Maker. Vi siete divertiti?
Rick: Per la gran parte si. Molti dei concerti sono stati veramente buoni e abbiamo passato dei grandi momenti assieme ai Grave Maker e al nostro autista Turkish. Stringere 10 di noi in un furgone non è stato per niente il massimo e non mi piace gran parte del cibo europeo, ma i concerti sono la cosa importante e quella è stata la parte migliore.

Rick, tu hai anche due progetti paralleli, Soldiers e The Ice Age. State pianificando di far uscire qualcosa di nuovo con i Soldiers? E il cd dei The Ice Age è pronto?
Rick: Abbiamo composto lentamente ma stabilmente coi Soldiers per quasi un anno. Tutti nel gruppo hanno altri gruppi e altre priorità nella vita quindi i nostri programmi non coincidono più come una volta. Quando saremo pronti per registrare faremo un nuovo cd con Trustkill e dei tour prima e dopo l’uscita. Con i The Ice Age abbiamo finito di registrare il nostro album “Dead Kings” quasi due mesi fa, e ora stiamo di cercare quale sarà il momento giusto per farlo uscire, e anche l’etichetta giusta. Stessa cosa, suoniamo tutti in altri gruppi e abbiamo altre priorità e questo rende difficile fare molte cose.

Quali sono i vostri progetti futuri? Un nuovo album? Tour incessanti?
Rick: Saremo sia a registrare in Gennaio/Febbraio sia in tour nella parte est del mondo a Marzo, o viceversa. Il nuovo cd sarà fuori in tarda primavera o ad inizio estate. Stiamo scalpitando per far riuscire entrambi i progetti.

C’è qualche gruppo che vorresti consigliare ai nostri lettori?
Rick: Sights And Sounds, nostri amici dal Canada. Un gran gruppo. Non un gruppo hardcore, ma Andrew dei Comeback Kid ci suona la chitarra e canta.

Bene Rick, grazie mille per l’intervista. C’è qualcos altro che vorresti dire ai nostri lettori?
Rick: Il wrestling professionale è la più grande forma di intrattenimento mai inventata, gli Yankees sono la più grande squadra negli sport umani e “Rust In Peace” dei Megadeth è quello che suonerò oggi con la mia chitarra.

 

 this is hell

 

Hey dudes, it’s nice to have you here on Sound Magazine. First of all would you like to introduce yourselves to our readers?
Rick: I’m Rick, i play guitar and do some vocals. Travis sings, Andrew plays bass and Benny hits the drums. 3 new yorkers and an englishman

You’ve recently released a new ep called “Warbirds”. Would you like to talk about it?
Rick: It’s got 3 new songs and 2 new covers. It’s been almost 2 years since our last release and we’ve grown as a band, have some new members etc, so “Warbirds” is a bit different from our older stuff. it was awesome to expand on our sound and bust out a new 7″. It’s out on Think Fast Records. It was rad to be able to use my wah pedal and its been fun playing these new joints live.

You’ve parted your ways with Trustkill Records and now your ep was released by Think Fast Records. Is it a temporary choice or are you planning to release a full length with them?
Rick: No it’s a one off release. Think Fast  has been amazing though. Extremely low stress. The whole process has been a lot of fun and Think Fast  is a rad label. We’re working out the final details with a new label for a full length.

You’ve never been lucky with line up stabilities. You’ve changed a lot of members during the years, with you and Travis resulting the only former members actually. Would you like to say something about the new members?
Rick: Andrew plays bass in Soldiers and played in The Backup Plan and has been a friend for many years, so him taking over on bass was simple. Benny plays in Dead Swans and is from the UK so its 100% inconvenient on every level except for the fact that he is a great dude, good friend and awesome drummer, and those are more important than convenience.

Let’s talk about the covers on the ep. The Warzone one is pretty familiar, but the INXS one came quite unexpected. How did you come to this choice?
Rick: I like INXS. I was listening to them one day in the van and our old bass player Johnny brought up the idea of re-doing “Never Tear Us Apart” half as a goof. The song is slow and moody so although its not hardcore it seemed to lend itself to our darker side so I was like “yeah that would be sick to do this”. A month or so later it was “hey you wanna do that INXS song?” “sure, thatd be cool” and there it was. I messed with it and made it ours and we learned it. I really enjoy the process of taking a song of a somewhat if not completely different style and making it a hardcore or hardcore-ish type of song. Staying away from the whole “lets make it fast and then add some whak ass breakdown at the end!” routine is fun too. Thats the easy way out, as well as the best way to ruin the song. I think our take on it is rad.

You’ve recently went on an European tour with Grave Maker. Did you enjoy it?
Rick: For the most part yeah. Most of the shows were real good and we had a great time hanging with Grave Maker and our driver Turkish. Cramping 10 of us in a van was a bitch and im not a big fan of most european food but the shows are most important and that was the best part.

Rick, you’ve also got two side projects, Soldiers and Ice Age. Are you planning to do something new with Soldiers? And is the Ice Age cd ready?
Rick: We’ve been writing slowly but steadily with Soldiers for about a year or so. Everyone in the band has other bands and other life priorities so our schedules don’t match up like they used to. When we’re ready to record we’ll be doing a new cd with Trustkill and hopefully some touring pre and post release. With Ice Age we finished recording our full length “Dead Kings” about 2 months ago and now we’re trying to figure out when timing will work out to release it as well as the right label. Same thing, we all have other bands and other life priorities so it makes it difficult to do a lot of things.

What are your plans for the future? A new full length? Endless touring?
Rick: We’ll be either recording in jan/feb and hitting the road to the eastern part of the earth in march or vice versa. Cd should hopefully be out by late spring or early summer. We’re looking real forward to both of those plans quite a bit.

Is there any band you would like to suggest to our readers?
Rick: Sights And Sounds, our friends from Canada. Great band. Not a hardcore band but Andrew from Comeback Kid plays guitar and sings.

Well Rick, thank you very much for the interview. Anything else to say to our readers?
Rick: Professional wrestling is the greatest form of story telling ever invented, the Yankees are the greatest team in human sports and Megadeth “Rust In Peace” is what i’m going to play on my guitar today.



“Misfortunes” – This Is Hell

this is hell cover“Misfortunes” è il secondo album della band hardcore punk statunitense This Is Hell, pubblicato nel febbraio 2008 da Trustkill Records.

Tracklist
1. Reckless
2. Infected
3. Disciples
4. In Shambles
5. Realization: Remorse
6. Without closure
7. Remnants
8. Resuscitate
9. Fearless Vampires
10. You are the antithesis
11. End of an era
12. Memoirs
12. Last days campaign




This Is Hell – Lucinico (Go) – 25/09/09

this is hellGiunge alla terza edizione la Stay Rad! Night, uno dei freschi eventi hardcore al Pieffe Factory. Dopo aver ospitato Terror e Carpathian nelle prime due edizioni, il piatto succulento di questa terza serata sono i new yorkesi This Is Hell. Ma andiamo con ordine.
Ad aprire la serata ci pensano i friulani No Reason, gruppo attivo dal 2003 che ha visto diversi cambiamenti di formazione e soprattutto nuove direzioni musicali. Dal nu metal degli esordi si è passati ad un metalcore compatto di stampo moderno, con accelerazioni swedish metal abbinate a tanti breakdown che non mancano di provocare movimento e headbanging sotto il palco. La scaletta è totalmente incentrata sui brani dell’ep d’esordio “Live In Ignorance”, e la voce di Alice continua a soprendere sempre di più, dimostrandosi il valore aggiunto del gruppo.
A seguire i Dine In Hell, giovane quintetto di Ravenna, autori di un metalcore molto compatto e potente. I pezzi risultano un po’ derivativi, con echi che rimandano a Parkway Drive e gruppi affini, ma il gruppo dimostra comunque una discreta personalità destinata a crescere con l’accumulo di esperienza. Anche per loro la scaletta è incentrata sui brani del loro ep d’esordio “Bites Of Time”. Una buona esibizione, anche se in un contesto diverso avrebbero avuto maggior risalto.
Tempo di un rapido cambio palco e ci troviamo di fronte ad uno dei due gruppi portanti della serata, i canadesi Grave Maker. L’impatto è devastante, il quartetto picchia duro con bordate potentissime di hardcore, provocando le prime avvisaglie di mosh e stage diving. Il gruppo si diverte e diverte, con una capacità incredibile di coinvolgere i presenti, segno di maturità ed esperienza accumulata in numerosi tour. La scaletta pesca a piene mani dalla loro discografia, principalmente dall’album “Bury Me At Sea” e regalando anche una chicca dall’ ep “Home Is Where The Heartache Is”, in uscita nelle prossime settimane. Un’esibizione veramente da applausi.
A seguire, gli headliner della serata, ovvero i This Is Hell da Long Island, NY. Il gruppo sale sul palco proponendo “Among The Living” degli Anthrax come intro, ma è con le successive “Prelude” e “Permanence” che inizia il massacro sotto il palco. La scaletta prosegue con brani come “The Search”, “Warbirds” e “Worship Syndrome”, dal loro recente ep “Warbirds”, assieme a classici dei loro precedenti lavori, come “Reckless”, “The Polygraph Cheaters” e “Broken Teeth” e una cover dei Cro Mags come bis.
Che dire? Il gruppo ha sfornato una prestazione grandiosa, segno anche di un’esperienza che li ha portati a ritagliarsi un posto non indifferente nella scena hardcore mondiale. Buona la prova vocale di Travis, grandioso Rick alla chitarra, potentissima la sezione ritimica composta da Andrew e Benny dei Dead Swans. E tanto tanto coinvolgimento.
Il pubblico risponde alla grande, finendo esausto e sudato, ma con la consapevolezza di aver assistito ad un grande show.
Un gran bel concerto che testimonia ancora una volta come il Pieffe Factory stia diventando uno dei locali di maggiore spessore – come qualità e proposta – a livello nazionale.



Dead Swans + The Blackout Argument + This Is Hell – Ajdovscina (Slovenia) – 29/03/09

Dopo varie peripezie, tra pioggia battente e lunghe strade interminabili, riusciamo ad arrivare al Baza Club di Ajdovscina (pronuncia aidiuscina) in Slovenia.
Il posto non è grande, il luogo del concerto è una stanza di media grandezza capace di tenere al massimo un centinaio di persone. La location ideale insomma per un concerto hardcore.
Aprono le danze gli inglesi Dead Swans. Le due volte precedenti che li ho visti live li ho dovuti osservare da lontanissimo al London Astoria e a debita distanza dalla furia dei kids inglesi al Camden Underworld sempre a Londra. Quindi ho avuto finalmente la possibilità di vedermeli attaccati al palco e di godermeli pienamente: i cinque inglesi propongono un set di sfuriate hardcore pescando dal loro ep Southern Blue e regalando qualche chicca dall’imminente album su Bridge 9 Records. Spettacolo. Seguono i tedeschi The Blackout Argument e qui le direttive si spostano verso un hardcore imbastardito da puntate metal e inserti melodici. Il loro ultimo lavoro Remedies mi aveva lasciato un pò l’amaro in bocca rispetto ai lavori precedenti, ma devo dire che dal vivo fanno la loro buona figura e san tenere bene il palco.
Terzo e ultimo gruppo sono gli americani This Is Hell: il gruppo, ora ridotto a quartetto, sfodera grintosi assalti hardcore per la gioia dei presenti, che offrono una risposta calorosa e partecipe. I quattro newyorkesi si destreggiano tra i brani dei due album, regalando una prestazione eccelsa. Alla fine ci ritroviamo tutti sudati, ammaccati, ma paghi di un concerto veramente coinvolgente. Nel post concerto tempo di prendere d’assalto il banchetto del merch, autografi, complimenti, veramente una bella serata. Colgo l’occasione di ringraziare Nick dei Dead Swans per l’intervista rilasciata a noi di Sound Magazine.