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Amarone in Jazz

Posts Tagged ‘ this is core ’



“Space Punk Ep” di Punch In Mouth

L’abito non fa il monaco. Quante volte abbiamo sentito questo detto e quante volte l’abbiamo usato con un’accezione negativa smascherando la positività di facciata? Beh, per una volta sono contento di poterlo usare nel senso contrario. Quando mi sono trovato per le mani questo lavoro dei Punch In Mouth, non conoscendo il gruppo sono andato a documentarmi. Ho raggiunto la loro pagina myspace (si questo sito esiste ancora…) e ho trovato una foto enorme dei quattro che giocano a poker, effettata a dovere con photoshop. Facendo erroneamente due più due ho pensato subito che potessero essere un nuovo gruppo sulla scia di All Time Low e soci, cosa che in un certo senso non mi sarebbe dispiaciuta visto che apprezzo, ma che comunque mi aveva dato le coordinate per un certo tipo di recensione.
E invece faccio partire l’ep “Space Punk” e rimango piacevolmente spiazzato: gli anni di paragone non sono più quelli dell’ultimo decennio, bensi i primi anni 2000. Quelli degli anni d’oro della Drive Thru Records. quando i New Found Glory stavano appena assaporando la gloria e gruppi come The Starting Line, The Movielife e Midtown pubblicavano i loro lavori migliori. Quando, altra etichetta ma stesso genere, i Saves The Day pubblicavano il loro “Stay What You Are”. E sono proprio loro i primi a venirmi in mente per via della voce del cantante Luke che ricorda molto quella del Chris Conley dei tempi migliori. Insomma tutte piccole cose che alzano il mio indice di gradimento, visto che posso tranquillamente (e romanticamente) dire che mi mancano quegli anni.
I sei brani di questo ep sembrano proprio usciti da quell’era, melodici e grintosi allo stesso tempo, una voce accattivante e che non fa una piega. Pezzi come “Five Days”, “Say Sorry” e “Can’t Understand” non sfigurerebbero nelle charts di qualche college radio americana o in qualche colonna sonora di film sulla scia di American Pie e simili.
Altro punto a favore del mio indice di gradimento è la registrazione che, in un epoca di suoni laccati e massicce sovraincisioni, rimane scarna e potente allo stesso tempo, senza perdere in impatto e dolcezza.
Un prodotto che in un certo senso può risultare anacronistico ma che dimostra una genuinità di base rara a molti gruppi che vogliono fare il botto già da subito. Oddio magari frulla questo nella testa di questi quattro ragazzi, a me non è dato saperlo. Però non posso fare a meno di fargli un in bocca al lupo e ringraziarli per avermi fatto tornare per la durata di questo ep a 10 anni fa. Nostalgia canaglia.



Pronto per l’uscita il nuovo disco degli Outcube

This Is Core Music è lieta di annunciare l’uscita del disco omonimo degli Outcube, prevista per il 14 settembre. La Band nasce nel 2003 col nome di Broken Cycle che fu cambiato nel 2006 in Outcube. Con due demo all’attivo (“Mental prison” e “The tale of the sands”) e numerosi show nel 2009 il gruppo dopo tanta gavetta alle spalle inizia a lavorare sul suo primo album, finalmente pronto per essere apprezzato da tutti gli amanti delle sonorità alternative.

www.myspace.com/outcube



“This Is Core Compilation”

Recensione di Irene Ramponi

Questo è assolutamente un ottimo prodotto che non deve ad ogni costo mancare nella discografia di chi ama smodatamente l’hardcore in tutte le sue sfumature; il pacchetto si compone di due tiratissimi cd, in cui sono contenuti ben 38 pezzi (19 per ogni cd), tutti decisamente diversi tra loro e pieni di sfumature e declinazioni hardcore: dal punk-hardcore al metal-core, all’hardcore old school.
Ancora una volta da quella grandiosa città che è Genova è arrivata la brillante idea, da parte della This is Core (società che si occupa a 360 gradi di musica: dalla stampa dei dischi alla distribuzione fisica e digitale dei prodotti, dalla promozione e viral marketing su social networks alla promozione su riviste e webzines), di dare una mano a quei gruppi delle realtà hardcore emergenti a promuoversi, ad avere più visibilità, a superare i problemi che spesso prevedono il panorama ed il mercato musicale nazionali. Infatti i gruppi che hanno partecipato sono tutti italiani, e che varietà spettacolare di bands ragazzi!!!
Nonostante l’uniformità della compilation, la stessa non annoia affatto, dal momento che, ad un genere abbastanza uniforme e compatto come l’hardcore (che a orecchi non allenati potrebbe non mostrare molte differenziazioni) vengono aggiunte da parte dei vari gruppi, nei loro pezzi, variazioni molto riuscite al tema, attinte via via dal punk rock(ovviamente!), dal rock classico, dal metal, dal rock Anni ’60, dalla musica più commerciale, sempre sbeffeggiata ma sfruttata per creare brillanti effetti di straniamento, fino all’hard rock e all’alternative rock vecchio stampo. Davvero un’abilità ed un ricchezza incredibili! (Alla faccia di chi dice che la musica underground si sta appiattendo su schemi triti e ritriti…).
I pezzi sono cantati sia in italiano che in inglese; quelli in inglese, in linea di massima, risultano decisamente migliori, anche se anche quelli in italiano non sono affatto male, anche se di maggior grezzezza punk.
Questa compila provocherà un tuffo al cuore per tutti i punkers e alternative guys che hanno vissuto gli anni migliori della loro adolescenza a cavallo tra la fine degli Anni ’90 e gli Anni 2000, quando ancora non c’era il download selvaggio e le mancette si tenevano da parte per fiondarsi il sabato pomeriggio al negozio di dischi a comprare l’ultimo volume di Punk-O-Rama (bei tempi quelli!!!), serie di compilations creata dalla Epitaph Records, etichetta alternativa americana di Brett Gurewitz (chitarrista dei Bad Religion), per racchiudere in unico album le migliori band underground americane; stessa operazione sta facendo appunto la This is Core.
Davvero un progetto di tutto rispetto e che suscita grande ammirazione, soprattutto in chi ama questo tipo di musica (come la sottoscritta del resto, se non si fosse ancora capito…), e in chi non vuole ancora crede nella lotta contro l’appiattimento culturale del mainstream.



Pubblicato il primo volume di “This Is Core Compilation”

This Is Core Music è lieta di annunciare la pubblicazione del primo volume di “This Is Core Music Compilation”, doppio CD contenente volti noti e non della scena alternative per un totale di ben 38 brani!

Ecco la lista delle band presenti: Skelters, Good For One Day, Helia, Red Lights Flash, Bredford, Amnesia, One Eyed Jack, Faultless, Hot Dog, Maieutica, Shout Of Noise, Ironici Onirici, The Crazyzone, The Albions, Burning Like Torches, Fallsense, Waiting For X, Hot Drugs, White Night Dream, This Is A Standoff, If I Die Today, In Sane, Hopes Die Last, Duff, Mompestofaest, Biffers, Now Again, Only Dust, Run Away, Outcube, Lietafuria, New Disorder, My Hidden Phobia, Gain In Vain, Optional Moodm, Hangover, Watzlavich, Heroes Die Too.

www.myspace.com/thisiscoremusic



Skelters: partecipa al contest!

 

This Is Core è lieta di offrire ai lettori di Soundmagazine due copie di “Lux mundi”, esordio discografico degli Skelters. Per aggiudicarveli diteci la regione di provenienza della band!

Per vincere l’album dovrai scrivere una mail a info@soundmagazine.it con oggetto “Contest Skelters”, indicando i propri dati personali e la regione di provenienza della band. Le prime due mail contenenti la risposta corretta che arriveranno in redazione verranno premiate.
Il contest è valido fino al 29 gennaio 2010. Affrettati!