“These Waves” di These Waves
Recensione di Irene Ramponi
E’ nata la perfetta band che riesce benissimo ad imitare nel migliore dei modi i quasi dimenticati At The Drive In, mettendoci qualche sfumatura pop e stoner; cantato un po’ stridulo in levare, schitarrate potenti ma mai troppo pesanti, stacchetti di batteria, inserti un po’ funk, un po’ punk, un po’ alternative, cori lievemente punkeggianti, tutto questo emerge fin dal primo pezzo dell’omonimo ep dei These Waves, A Consolation Price; lo schema si ripete anche negli altri pezzi, in cui però prevale su tutto il tono indie sul resto. Sicuramente superiori, più musicalmente che vocalmente.
Innegabile però come il gruppo cerchi di evolversi, introducendo qua e là, nel medesimo schema, qualche variazione a livello di suono; può essere batteristica oppure di coro, oppure nell’edulcorare la chitarra (These Questions Need No Answers).
Purtroppo il risultato è un po’ piatto e risulterà innovativo solo a chi non abbia mai ascoltato certi panorami underground (di cui hanno fatto parte gli At The Drive In, non avendo, tuttavia e purtroppo, lunga vita…). Le ritmiche risultano un po’ stanche ed i suoni un po’ ripetitivi.
Apprezzabile il fatto che il post-hardcore ed l’indie rock d’avanguardia non vengano dimenticati anche al giorno d’oggi, anche nelle modalità di diffusione (i pezzi sono ascoltabili e scaricabili direttamente dal web senza pagare mezza lira…). Ciò non può che fare sempre bene alla musica, a monito e memoria di ciò che è stato l’underground Anni ’90.
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