“The Sea of See Through Skins” di Tardive Dyskinesia
Altra uscita per la Coroner Records che, dopo i romani Fomento, si spinge oltre confine e pesca direttamente dalla Grecia i Tardive Dyskinesia. Attivi dal 1996, quando si chiamavano ancora Override, il quintetto ha attraversato diversi cambi di formazione e di stile, partendo da un aggressivo hardcore metal fino ad evolversi nel death metal sperimentale che caratterizza il loro suono attuale.
Questo “The Sea of See Through Skins” è il loro secondo album e segna un’ulteriore evoluzione nel suono del gruppo. Il death metal mescolato con il math core si alterna ad arrangiamenti decisamente progressive che non intaccano la potenza e la brutalità della proposta musicale, ma offrono una valida alternativa al blocco monolitico delle canzoni, con aperture melodiche che si fondono con dissonanze e tempi rallentati e breakdown precisi e potenti. Cito pezzi come “Complicity”, “Downfall” e la title track come quelli più riusciti, anche se tutto l’album è una mazzata allo stomaco non indifferente.
Il tutto supportato dall’ottima produzione di Jacob Jochem (Textures) allo Split Second Sound in Olanda, praticamente perfetta e potente.
Un disco sicuramente per cultori del genere, ma che comunque può ritagliarsi una fetta di visibilità nel panorama metal europeo, in quanto non ha nulla da invidiare a lavori più blasonati e a volte perfino inferiori qualitativamente.
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