Intervista con Helia
23/12/2009
Sound Magazine incontra gli Helia,band italiana che ha da poco pubblicato l’album d’esordio ”Shivers”. Risponde alle domande Rael, cantante del gruppo.
Domande a cura di Michael Simeon.
Ciao ragazzi, è un piacere avervi qui su Sound Magazine. Prima di tutto, vorreste presentarvi ai nostri lettori?
Rael: Siamo gli Helia, cinque ragazzi sparsi tra la riviera romagnola, la Repubblica di San Marino e Carrara che hanno il cuore diviso tra vari gusti musicali che vanno dal metal più estremo alle sonorità elettroniche sino ad arrivare alla trance anni 90 made in Italy.
“Shivers” è il vostro debutto sulla lunga distanza, che segue l’acclamato ep d’esordio. Vorreste parlarcene?
Si, “Shivers” è il nostro primo album dopo un EP autoprodotto uscito l’anno scorso. Rispetto al vecchio lavoro possiamo dire che abbiamo abbandonato alcune sonorità più “entershikariane” per intenderci, spingendoci più verso il metal. La cosa che ci premeva di più era riuscire ad amalgamare bene il lato metal con quello elettronico e nei pezzi di “Shivers” credo che siamo riusciti a trovare la formula giusta. Ovviamente il nostro sound è un “work in progress”, nel senso che nel disco potrai trovare tracce sensibilmente diverse, ma il filo conduttore di base è sempre lo stesso.
Stilisticamente non è facile trovare gruppi simili a voi qui in Italia, bisogna guardare oltreoceano per queste sonorità. Come mai avete scelto questo incrocio stilistico? Quali sono i gruppi che vi hanno influenzato maggiormente?
Parto citandoti subito gli Enter Shikari perché mi sembra giusto. Quando io ho conosciuto Jackie e abbiamo deciso di mettere in piedi questo progetto siamo stati spinti anche e soprattutto dalla passione per questa band inglese, che col suo primo EP ci aveva fatto perdere la testa! Poi andando avanti col tempo le nostre influenze personali hanno iniziato a incidere maggiormente… Jackie ascolta tanto metal, dal black al death/metalcore, ma anche cose molto melodiche. Per quanto mi riguarda invece posso dire di esser stato influenzato da gruppi come Poison The Well e Faith No More e in generale anche dal vecchio nu metal, con il quale son cresciuto.
Qual’è il vostro rapporto con il resto della “scena” alternative italiana, notoriamente tradizionalista e poco incline alle sperimentazioni e alle novità (salvo poi arrivarci quando il trend è esaurito)?
Se devo essere sincero io non ho dei gran rapporti con il resto della “scena”. E non credo che gli Helia si possano inserire dentro a qualche movimento. Io penso che in Italia siamo indietro su molte cose. E credo che una vera “scena” non esisterà mai finchè questa non si creerà dal basso, dalle idee dei vari gruppi, dalla loro voglia di far cose nuove e originali. Per ora vedo solo una scena costruita “dall’alto”, nel senso che si prende un modello americano di riferimento e si segue quello. Detto questo devo dire che ci sono un sacco di band soprattutto a livello underground che stimo parecchio e che in questi ultimi anni hanno fatto davvero ottime cose.
La Wynona Records punta forte su di voi. Come ci siete arrivati in contatto? Avevate ricevuto altre offerte?
Si, qualche offerta la avevamo, ma abbiamo ritenuto che Wynona fosse la scelta giusta. Perché si tratta di un’etichetta con una certa storia alle spalle, che ha fatto uscire band importanti a livello alternative italiano e per noi la scelta è stata facile. Poi ci siamo trovati bene a livello umano con loro e penso che in questi casi i rapporti personali siano fondamentali per lavorare bene.
Avete iniziato l’attività live a supporto di “Shivers”? Se si, come stanno andando i concerti? Avete in progetto di suonare anche all’estero?
Si, abbiamo iniziato a promuovere “Shivers” col release party al Vidia di Cesena che è stato davvero figo. Poi sono seguite numerose date sparse per il nord italia, da Milano a Torino a Genova. Siamo soddisfatti, soprattutto perché dopo il cambio di line-up e di scaletta avvenuto in estate avevamo voglia di testare il nuovo show. E per ora tutto sta andando alla grande. Per il 2010 stiamo programmando un tour italiano insieme ad un’altra band sul quale ancora non posso dire niente e speriamo di riuscire a fare qualche data fuori dal nostro Paese prima dell’estate.
Se aveste la possibilità di collaborare con qualcuno per il prossimo lavoro, chi chiamereste?
Se devo dirti un nome in questo momento ti direi i Bloody Beetroots. E’ un piccolo sogno che io e Jackie abbiamo nel cassetto, so che sarà dura, ma sicuramente proveremo a contattarli!
C’è qualche gruppo che vi piace o che volete provumovere consigliandolo ai nostri lettori?
Scelgo un gruppo metal e uno di elettronica, per par condicio! Dico Arsonists Get All The Girls per quanto riguarda l’hc/metal e Royksopp per l’elettronica, l’ultimo disco di quest’ultimi, “Junior”, è davvero eccezionale.
Bene ragazzi, grazie mille per l’intervista. Avete qualcos altro da aggiungere ai nostri lettori?
Volevamo salutare tutti e ringraziare chi in questi mesi ci ha supportato, venendo ai nostri concerti, comprando il nostro disco e lasciandoci messaggi d’affetto sui vari MySpace, Facebook… Per noi la cosa più importante è la gente. Speriamo di vedervi presto a un nostro show!
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