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	<title>Sound Magazine &#187; Shinebox!</title>
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	<description>Il magazine della musica</description>
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		<title>Intervista con Shinebox</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Sep 2012 08:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Zardini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[intervista Shinebox]]></category>
		<category><![CDATA[Into The Great Void]]></category>
		<category><![CDATA[Shinebox!]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.soundmagazine.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/09/shinebox-band-150x150.jpg" alt="" width="54" height="54" />Tanta gavetta, esperienze discografiche e tour esteri hanno reso i Shinebox una band ricca di autostima e tanta carica. Con il nuovo album “Into The Great Void” i passi in avanti fatti sono evidenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-medium wp-image-35354" style="margin-top: 5px;margin-bottom: 5px" src="http://www.soundmagazine.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/09/shinebox-band-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">10/09/2012</p>
<p>Tanta gavetta, esperienze discografiche e tour esteri hanno reso i Shinebox una band ricca di autostima e tanta carica. Con il nuovo album “Into The Great Void” i passi in avanti fatti sono evidenti, al punto che siamo andati a informarci meglio su questa giovane e validissima realtà tricolore.<br />
<em>Domande a cura di Luca Malinverno<br />
</em><br />
<strong>Partiamo dalla più classica delle domande: come definireste la vostra proposta a una persona che non ha mai avuto a che fare con gli Shinebox?</strong><br />
Direi che non siamo una band troppo facile da classificare nonostante non nascondiamo le nostre influenze. Negli ultimi cinque anni ci siamo sempre impegnati per proporre una nostra idea di hardcore e post hardcore, abbiamo sempre cercato di trovare una nostra direzione e possiamo dire di essere davvero soddisfatti del nostro ultimo lavoro. In generale potremmo definirci una band “melodicamente disperata”.</p>
<p><strong>“Into The Great Void”. Cosa volete esprimere con questo titolo?</strong><br />
Riflette un mood generale che investe vari ambiti, è piuttosto una sensazione, un&#8217;atmosfera.</p>
<p><strong>Cosa vi ha donato l&#8217;esperienza fatta con Copro Music e l&#8217;aver avuto a che fare con contesti (anche live) al di fuori dello Stivale?</strong><br />
Quando abbiamo saputo della possibilità di firmare con un&#8217;etichetta inglese e che il nostro EP sarebbe uscito nel Regno Unito non abbiamo esitato un istante. L’esperienza è stata meravigliosa sotto ogni punto di vista, Mr. Jose Griffin è sempre stato professionale, puntuale e disponibile, il tour è stato fin qui forse il momento più bello e intenso della nostra carriera. Attraversare l’Europa in macchina, condividere stanze, cibo, racconti personali sono momenti di crescita indimenticabili. I live sono stati esaltanti soprattutto grazie all’approccio diverso del pubblico rispetto all’Italia: senza voler cadere nello stereotipo di chi si lamenta sempre e comunque della propria realtà, a essere completamente onesti il pubblico britannico ha dimostrato di avere uno spirito eccezionale, era evidente volessero divertirsi e partecipare attivamente al live anziché avere le mani in tasca e fumarsi una sigaretta a distanza di sicurezza dal palco.</p>
<p><strong>Altra domanda lecita: vi aspettate un maggior riscontro in Italia o all&#8217;estero con questa nuova uscita?</strong><br />
Siamo infinitamente orgogliosi di aver firmato con un&#8217;etichetta italiana come This Is Core e di poter lavorare con una persona splendida come Beppe Platania. Crediamo e speriamo che questo nuovo disco possa piacere anche e soprattutto in Italia, faremo il possibile per promuoverlo con quante più date possibili nella nostra penisola. Ci sono band straordinarie nell’underground italiano, serve solo un’opportunità per farle uscire alla luce.</p>
<p><strong>Quanto tempo avete impiegato a partorire il disco?</strong><br />
Il disco è nato nell’arco di un anno, abbiamo rimesso a nuovo vecchie idee e ne abbiamo partorite di nuove. Il nostro primo singolo “Reason To Care” è nato la sera prima di partire per l’Hell Smell studio di Roma. Eravamo persino indecisi se inserire o meno la canzone nel disco… E&#8217; andata bene.</p>
<p><strong>Quali sono le novità apportate in questo disco rispetto ai precedenti?</strong><br />
Crediamo che dopo cinque anni sia evidente in questo disco una raggiunta maturità, abbiamo lavorato molto sia sull’aspetto strumentale sia sui testi e le melodie. In generale tuttavia crediamo che la vera novità di questo nostro lavoro sia la capacità di creare atmosfere e sensazioni, la consapevolezza che dietro ogni pezzo si celi un mood ben definito.</p>
<p><strong>Su cosa avete focalizzato le vostre attenzioni una volta programmata l&#8217;uscita di un vostro nuovo disco?</strong><br />
Questa volta non abbiamo lasciato nulla al caso: eravamo pienamente convinti del valore dei nostri brani e abbiamo voluto che anche l’artwork e il video fossero all’altezza delle nostre aspettative. Per fortuna è andato tutto per il meglio e di questo possiamo solo ringraziare il nostro fotografo Alessio Vissani e Beppe che ha svolto un lavoro straordinario come regista.<br />
Il clip del primo singolo è uscito il primo settembre in modo da creare una certa aspettativa per l’uscita vera e propria dell’album l’11 settembre. Ora stiamo già pianificando date in tutta Italia e un tour all’estero per il prossimo anno.</p>
<p><strong>Ritenete che esso sia il punto massimo finora raggiunto dai Shinebox?</strong><br />
Dal punto di vista compositivo assolutamente sì, crediamo che in questo momento storico nessuno di noi potesse dare di più. Ogni disco è la fotografia di un istante, adesso siamo così e ne andiamo davvero fieri… Forse per la prima volta.</p>
<p><strong>Se non erro ci sono stati dei cambi di line-up nel corso del tempo. La formazione attuale ricalca alla perfezione l&#8217;idea che avevate in testa degli Shinebox?</strong><br />
Esatto, dopo una estenuante ricerca abbiamo finalmente inserito una seconda chitarra, era un passo assolutamente necessario sia per la fase compositiva, sia per ricreare nei live un suono che si avvicinasse il più possibile al disco. David è davvero la persona giusta.</p>
<p><strong>Quali band pensate abbiano ispirato il vostro percorso artistico?</strong><br />
Recentemente direi Architects, Comeback Kid, Underoath, More than life, Landscapes, The Cold Harbour.</p>
<p><strong>E&#8217; più difficile confrontarsi col mercato italiano o quello inglese?</strong><br />
Crediamo che un genere come il nostro, cantato in inglese, nonostante negli ultimi anni sia diventato leggermente più mainstream, in Italia trovi ancora qualche ostacolo in più a livello discografico.</p>
<p><strong>Avete scelto l&#8217;Hell Smell Studio di Roma per la registrazione. A cosa dobbiamo questa scelta e come vi siete trovati?</strong><br />
Lo abbiamo scovato tramite amici comuni, il classico passa parola fra band della scena, ne avevamo sentito parlare molto bene. E lavorandoci possiamo dire di volerci tornare anche in futuro: Alex Gavazzi è straordinario, professionalmente e umanamente, ci ha anche onorati della sua voce in un pezzo (“Postcards From The Ocean”). Il disco ha dei suoni magnifici e registrarlo è stata un’esperienza stupenda, in studio si percepiva che stavamo creando qualcosa che non ci avrebbe potuto deludere.</p>
<p><strong>Il pregio e il difetto degli Shinebox?</strong><br />
Il miglior pregio è crederci, sempre e comunque, la consapevolezza che lo faremmo per uno, nessuno o cento mila, l’essere davvero uniti. Difetti… Quando sei innamorato non li noti nemmeno se li hai davanti agli occhi!</p>
<p><strong>Cosa avete in programma per i prossimi mesi?</strong><br />
Suonare il più possibile e scrivere qualcosa di nuovo.</p>
<p><strong>Quanto conta oggigiorno per una band come la vostra avere un&#8217;etichetta alle spalle?</strong><br />
Crediamo che avere una buona e seria etichetta alle spalle sia molto importante, soprattutto dal punto di vista psicologico. Sapere che c’è qualcuno che crede in te e nel tuo lavoro, che ti supporta e ti sostiene, che ti regala opportunità, sicuramente infonde stimoli e nuova energia alla band.</p>
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		<title>&#8220;Into The Great Void&#8221; di Shinebox</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2012 14:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Zardini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Album]]></category>
		<category><![CDATA[Into The Great Void]]></category>
		<category><![CDATA[recensione di "Into The Great Void" di Shinebox]]></category>
		<category><![CDATA[Shinebox!]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.soundmagazine.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/09/shinebox-150x150.jpg" alt="" width="54" height="54" />Dopo essersi fatti le ossa attraverso tour promozionali in Italia e Regno Unito, per i Shinebox arriva il momento di raccogliere i frutti di quanto seminato nel corso degli anni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Recensione di Luca Malinverno</em></strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35320" style="margin: 5px" src="http://www.soundmagazine.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/09/shinebox-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" align="left" />Dopo essersi fatti le ossa attraverso tour promozionali in Italia e Regno Unito, per i Shinebox arriva il momento di raccogliere i frutti di quanto seminato nel corso degli anni. Per poterlo fare serviva innanzitutto un nuovo disco che potesse confermare maturità e affiatamento del gruppo e, a distanza di qualche mese dalla loro entrata in studio, ecco &#8220;Into The Great Void&#8221;. Ascoltandolo si intuisce facilmente quanto l&#8217;esperienza Oltremanica abbia donato nuovi spunti alla loro proposta, oggi molto più concreta e difficilmente catalogabile in una scena ben definita vista la varietà della proposta. Post-hardcore, hardcore melodico e rock sono infatti le colonne portanti di questo album, interessante nei suoi continui cambi di scenario e ben sviluppato da parte di musicisti che rispetto al passato pare abbiano idee più chiare sul da farsi. Dufresne e More Than Life potrebbero essere due esempi molto inclini alla proposta dei Shinebox, irrobustita dal continuo dualismo vocale melodico/urlato che viaggia però su alti e bassi dettati dal fatto che la parte melodica risulta alla lunga un poco monocorde. Un prodotto ad alto tasso adrenalinico che potrebbe benissimo ricevere maggiori consensi al di fuori dei nostri confini vista la sua particolarità.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Shinebox nel roster This Is Core Music</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jun 2012 15:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Zardini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Shinebox!]]></category>
		<category><![CDATA[this is core music]]></category>

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		<description><![CDATA[This Is Core Music è lieta di annunciare un nuovo ingresso nel suo roster, quello dei Shinebox!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>This Is Core Music è lieta di annunciare un nuovo ingresso nel suo roster, quello dei <strong>Shinebox</strong>! Il nuovo disco &#8211; che la band di Foligno ha scritto e successivamente registrato dopo aver girato in lungo e in largo Italia e Gran Bretagna – è stato registrato presso l&#8217;Hell Smell Studio di Roma e viene descritto come un mix tra l&#8217;hardcore new school e il punk rock!<br />
Qui di seguito la tracklist del disco (ancora senza titolo), la cui pubblicazione è prevista per settembre:</p>
<p>01 We Came As Pirates 02 No Use For Long Speeches 03 I Give You Nothing Because Nothing Is What I&#8217;ve Got 04 Postcards From The Ocean 05 Into The Great Void 06 Finding The Right Words 07 Reason To Care 08 My Life In Grey 09 Between Earth And Universe</p>
<p>Check it out the band: <a href="https://www.facebook.com/shinebox01">https://www.facebook.com/shinebox01</a></p>
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