“The Right Choices” è l’ep di debutto degli As We Die, quartetto bergamasco di recente formazione. Come spesso accade in questi ultimi tempi, il lavoro diventa un paradosso di ciò che la musica pesante odierna sia diventata, ovvero un buon bagaglio tecnico a supporto di una musica spesso priva di idee.
Se si dovesse scrivere un bignami della musica heavy moderna (e per heavy non intendo per forza metal), l’ep dei bergamaschi sarebbe praticamente perfetto, dentro c’è proprio tutto: ritmiche serrate di stampo metal svedese (At The Gates docet), screams, grolws e grugniti assortiti che si contrappongono a linee melodiche che pescano a piene mani dall’alternative rock contemporaneo e a un cantato melodico che rasenta l’imbarazzante per quanto mieloso e sdolcinato.
Non me ne voglia il gruppo, perché come ho già detto precedentemente la tecnica non manca, ma un disco così finisce presto nel dimenticatoio. Certo, potrà far moshare, sudare ed esaltare qualche adolescente frangiato in piena crisi ormonale, ma difficilmente lascerà il segno. Perché di lavori così ce ne sono a tonnellate e già è difficile emergere in un mondo pieno di cloni, figuriamoci con un ep pieno zeppo dei cliché del genere.
Seguire il trend del momento e attaccarsi al carrozzone può essere vantaggioso fino ad un certo punto, poi bisogna metterci del proprio per emergere.
Ed è questo che consiglio al gruppo, cercare un sound che non sia così spudoratamente derivativo, lontano da schemi cliché e soluzioni banali e ovvie.
Perché non basta una buona produzione a fare un gruppo, ci vuole ben altro.
Gli As We Die hanno tutte le capacità per creare qualcosa di interessante, sta a loro decidere se stare nel gregge o fare quel salto di qualità che permetterebbe loro di distinguersi. Se poi vogliono continuare su questa strada, buon per loro. Che si godano il momento fino a che il trend tira. Ma penso che come musicisti un minimo di amor proprio per ciò che si compone bisogna averlo. Spero che lo tirino fuori. Lo spero davvero per loro.