“L’Alba Dei Morti Viventi” di Nemesi
Può un gruppo suonare “derivativo” ma allo stesso tempo “fresco” e “nuovo”? Può farti venire in mente altri mille gruppi ma allo stesso tempo riesci a distinguerlo dalla massa? Certo non è nuovo come interrogativo, ma è stato un pensiero ricorrente durante l’ascolto di questo debutto dei Nemesi.
Di primo impatto, lo ammetto, ho pensato subito ai Linea 77, quelli del periodo migliore, primi due album per intenderci. Non me ne voglia il gruppo, ma per certe sonorità si riscontrano molte similitudini, specialmente dopo un ascolto superficiale. Finito qui? No non mi arrendo, lo faccio partire di nuovo e cerco di concentrarmi su ogni singolo pezzo e, abbattuto ogni pregiudizio iniziale, inizio a godermi tutte le piccole sfumature.
“No, non siamo i Linea/ no, non siamo i Linea” si premurano a cantare i Nemesi e, dopo diversi ascolti, posso davvero dire che non è un disperato tentativo di distinguersi, bensì un difendere con le unghie quanto sono riusciti a creare nelle 13 tracce di questo “L’Alba Dei Morti Viventi”. Il “crossover” espresso dal gruppo è solo il punto di partenza di un sound che abbraccia anche spunti di rock dalle melodie accattivanti e ritmiche punk. Ma grande merito della positività di questo lavoro sta anche nei testi, cantati in italiano, che si alternano in un mix di rabbia, frustrazione e alienazione che sfociano anche in momenti decisamente più calmi e riflessivi.
Niente di nuovo sotto il sole, potrebbe dire qualcuno. Io dico invece che sono un punto di forza non indifferente, perché nella loro semplicità riescono ad essere articolati e interessanti, ma soprattutto ti entrano in testa e non ne escono più.
Pezzi aggressivi come “Nitido”, “Incapaci E Inascoltabili”, “Anche No”, “Paranoia” e “Bla Bla Bla” si alternano a momenti più “dolci” e riflessivi come “Milano”, “Quanto Fa Male”, “Somma Di Secondi” e “Il Mio Compleanno”, in un connubio di stili che regala una freschezza non indifferente al sound del gruppo, come se i migliori Linea 77 si fossero fusi con l’ironia e il surrealismo del miglior Caparezza, il tutto portato ad un livello decisamente personale e convincente.
Potranno anche fare un genere che ai più appare datato e già sentito, ma per me questi ragazzi hanno un discreto talento e, soprattutto, grinta da vendere e determinazione nel raggiungere gli obiettivi voluti. Se non si perdono per strada ne sentiremo parlare a lungo.
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Dopo aver percorso in lungo ed in largo l’ UK fin dall’inizio del mese è arrivato finalmente in Europa ieri l’ EASTPAK ANTIDOTE TOUR 2009.