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Amarone in Jazz

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Esce “Autentiche voci”, esordio discografico di Roberta Cartisano

Esce in questi giorni per Broken Toys, AUTENTICHE VOCI, esordio discografico solista di Roberta Cartisano, musicista calabrese già attiva come bassista pianista e collaboratrice di alcune delle migliori formazioni di rock d’autore della scena indipendente. Anticipato dal singolo Traballante Umanità, che ha presto raggiunto la Top Ten della classifica Indie Music Like del Mei con passaggi su Isoradio Rai, AUTENTICHE VOCI suona come  un’autobiografia in eterna evoluzione e vede la luce dopo un lungo periodo che ha visto l’artista impegnata a lavorare agli arrangiamenti nel suo studio, in solitudine e a porte chiuse, lasciandosi guidare con curiosità dal suo eclettismo e dalla sua capacità di distendersi su più strumenti (pianoforte, basso, chitarre, synth, organo farfisa).
 
Dopo il periodo di sperimentazione durato più di un anno, l’artista rompe l’isolamento e ritorna in lei l’indole della bassista abituata a lavorare insieme agli altri. Decide quindi di affidare le registrazioni effettive del disco a Lele Battista invitando inoltre diversi amici musicisti, fra i  quali Cesare Basile e Giorgio Mastrocola (La Sintesi, Battiato), chiamati a impreziosirne i contenuti nati nel precedente periodo di sperimentazione e di ricerca  personale.
 
AUTENTICHE VOCI nasce così dalla necessità di ascoltarsi senza avere fretta, consapevole  di  consegnare un’autobiografia sonora nel quale vive ciò che sta più a cuore all’artista e che ha determinato la sua decisione di curarne i contenuti in prima persona:  la volontà di sperimentare ogni mondo possibile cucendo, per ogni canzone,  un  abito sonoro  da donare all’ascoltatore, secondo la  personale convinzione che  le canzoni esistono nel momento in cui  incontrano l’altro.
 
Quello di AUTENTICHE VOCI è un mondo contaminato da una formazione umanistica e un’attitudine musicale riflessiva ed energica, caratteristiche che rappresentano al meglio le due facce strumentali della Cartisano pianista e bassista. Un ambiente cosciente e sereno, nato probabilmente nell’indole di sapersi calare nei ruoli più delicatamente defilati ed ora pronto a manifestarsi, avanzando con garbo, in una forma compiuta di responsabile interpretazione personale. Una personalità ricca di curiosità quella dell’autrice di questo racconto in musica; amante della lingua di Dante e della storia dell’uomo ma anche ironica, “agrodolce come la commedia all’italiana” come lei ama definirsi.
 
Immagini di panni stesi ad asciugare al vento,  bambini in cerca di aquiloni, primi assaggi di marmellate ma anche coraggio misto a fragilità, labirinti, città di città, viali che si lasciano camminare, pietre di strada battute con curiosità e sensualità, paesaggi  distanti ma non irraggiungibili, silenzi eloquenti, sguardi distratti che donano più di qualsiasi parola scagliata contro l’aria.
 
Un disco autentico  che si lascia abitare al primo ascolto.
 
www.robertacartisano.it



Esce l’attesissimo EP d’esordio della cantautrice ROBERTA CARTISANO

Roberta Cartisano è una musicista/cantautrice calabrese trapiantata a Milano. Bassista e pianista, collabora sia in studio che live con diversi artisti sia italiani che internazionali. Conosciuta ed apprezzata da molto tempo nel circuito underground, da sempre porta in giro le sue canzoni che suscitano emozioni forti. Il suo disco d’esordio, scritto e arrangiato da lei con la produzione di Lele Battista, vedrà anche la partecipazione di ospiti di spessore quali Cesare Basile e Giorgio Mastrocola (La Sintesi, Battiato).

Traballante Umanità – Un non-luogo, i passanti che tengono strette, in pugni chiusi, debolezze e paure. Cercano di mostrarsi decisi e padroni di se stessi. Una traballante umanità che non ama esporsi e avanza in equilibrio precario con se stessa. Riesci a sentire i loro passi nervosi su pietre di strade indifferenti? Di Indro Montanelli si diceva che andava in mezzo agli altri per sentirsi più solo. Una donna in angoli di città percepisce invece come innaturale la sua solitudine indotta dai passanti. Non può più tenere il capo chino suoi passi e decide di liberarsi alimentandosi dell’incredulità che riposa negli occhi altrui. Non può più essere solo amica e amante di se stessa. Inizia a danzare ingentilendo la piazza mentre lo sguardo altrui la ricopre di follia. Non serve nascondere le debolezze, la poesia è data dai crepitii dell’anima. Una donna si muove leggiadra su note di pianoforte, respirando a pieni polmoni melodie di fragili fisarmoniche. Solitamente chi si espone a cielo aperto viene considerato folle, ma in fondo, sta semplicemente vivendo. Questa canzone vuole essere un inno alla vita.
L’Attesa – feat Lele Battista – Un brano che sa di campi di grano e panni stesi ad asciugare al sole. Immagini dal sapore melanconico cullati da un afoso vento del sud che riscalda anime gocciolanti; ogni strofa è un film in 8 mm che ci racconta la storia di gente comune in attesa di piccoli o grandi eventi. Su davanzali di finestre un bimbo attende il ritorno di aquiloni e con il naso all’insù chiede speranzoso al cielo di ridargli il dono sottratto. I ciclo della vita si stringe intorno a madre natura in attesa che l’uomo possa aver voglia di divenire un esempio migliore. E forse, nel frattempo, l’aquilone avrà fatto ritorno sul davanzale del bimbo in affanno. Rabbia, dolcezza, ingenuità, candore, coraggio. In ogni storia potrete riconoscervi ma solo se riuscirete a sentire in arpeggi di chitarra, il rumore di petali di rose cadute dal cielo.
Musicante di Berlino – Feat Augusto Favaloro – Un musicista suona per le strade della cara vecchia Europa; a Wenders questo atipico “arpeggiatore di sentimenti derubate a polverose città” sarebbe forse piaciuto. La giacca del musicante odora di jazz contaminato e c’è chi, dopo aver ascoltato il brano, giura di aver sentito il profumo del pane appena sfornato. Le sue scarpe consunte dal tempo, ci parlano di incontri fugaci e di semplici gesti che rendono irripetibili le nostre giornate. Il Musicante offre i suoi nobili pensieri ad angeli caduti in città distratte. Una gentil donna si ferma a guardarlo. Lui continua a suonare ispirato dalla rara beltà che gli inquieti gesti della donna gli suggeriscono. Si prende cura di lei rendendola protagonista della sua musica; le note sono l’unico linguaggio che conosce. Si dice che cantare è come pregare due volte, e il musicante alla fine tende la mano alla sua gentil donna di rara beltà. Lei lo seguirà? A voi la scelta, in finale sta voi a scriverlo.
Dolce Arianna – Il Mediterraneo scorre con fare rock in questo brano che racconta su tavole di argilla il mito del filo di Arianna. Il coraggio misto a fragilità di una donna che ha vissuto intensamente e che la rende vicina a qualsiasi storia dei nostri tempi. Un mito attuale, che ci ricorda che la natura dell’uomo rimane invariata. L’antica Creta non è poi così distante da noi: tutti abbiamo il nostro Minotauro da aggirare, un Teseo da amare e il nostro filo di seta che ci aiuta a uscire dai labirinti che quotidianamente ci diamo. L’abbandono è storia di tutti i giorni; il rialzarsi ancora più forti e consapevoli di prima, è una storia che pochi si concedono. Scegliere di volersi bene, è il dono più grande che possiamo darci. Esserci davvero, è una scelta di vita.

Roberta Cartisano
www.robertacartisano.it
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