Gallows – Milano – 14/06/09
I Gallows sono stati uno dei gruppi più chiacchierati oltremanica dall’inizio del 2009. Il loro recente lavoro Grey Britain aveva creato un’attesa mostruosa e che per fortuna è stata ben ripagata da un ottimo lavoro. Ma i Gallows sono soprattutto famosi per le esibizioni incendiarie dei loro concerti, dei veri animali da palco insomma. Quindi l’attesa per la loro apparizione sul main stage del Rock In Idro era in qualche modo raddoppiata. Sinceramente un po’ di preoccupazione ce l’avevo – essendo i Gallows un gruppo da palco piccolo a stretto contatto con la gente – data la location dell’evento (Palasharp di Milano) e soprattutto per la temperatura che lo avvolgeva. Ma i cinque inglesi ci han messo poco tempo per liberarmi da questi cattivi pensieri. Partono a testa bassa con pezzi tratti dall’ultimo lavoro: London Is The Reason (che a fine canzone diventa Milan Is The Reason), il primo singolo Vultures Act. II, I Dread The Night (dedicata a Parkay Drive e Bring Me The Horizon) e Leeches, con tanto di invettiva contro le religioni e un pensierino rivolto al Papa.
I pezzi filano bene, la voce è meno gracchiante che su cd (anche se c’è da dire che Frank Carter ha una bella voce in pulito) e il quintetto continua a saltare in giro per il palco nonostante il caldo insostenibile, con Frank che auspica di tornare presto in Inghilterra dove piove sempre e fa più fresco, non senza premiare il pubblico per esser lì a guardare il concerto nonostante il caldo.
Proseguono con la classica Abandon Ship e poi accade l’impensabile: Frank scende dal palco incurante della security e si porta in mezzo alla gente ad ampia distanza dal palco e durante l’esecuzione di Kill The Rhythm e In The Belly Of A Shark provoca un circle pit pazzesco intorno a lui (vedi video sotto), toccando uno dei punti più alti delle esibizioni della giornata. Tempo di risalire sul palco e regalare un infuocata Crucifucks, al termine della quale si ritrovano tutti a chiudere il concerto a ritmo di marcia su dei rullanti posti davani alla batteria, prontamente devastati da Frank mentre uscivano dal palco. Esibizione immensa, a bocca aperta. Aspettando di godermeli in una dimensione a loro più consona.
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