30 Seconds to Mars – Milano – 22/03/2010
Recensione di Eleonora Piazzi
Più che di un concerto, stavolta si può parlare di un vero e proprio show. Allo spegnimento delle luci gli Street Drum Corps si sono presentati subito al meglio delle loro capacità, suonando con i volti imbavagliati tre bidoni della spazzatura, tirando fuori della musica semplicemente eccezionale. Hanno energia, bravura e ritmo da vendere questi cinque ragazzi californiani, in grado di fare musica con qualsiasi cosa, dai bidoni della spazzatura ai fusti vuoti di birra. Il pezzo più bello è stato indubbiamente “I miss you”, una canzone melodica ma molto intensa che farà parte del nuovo album in uscita tra breve, il perfetto finale dei precedenti pezzi di puro stampo punk- rock californiano, di quelli che ti fanno sempre e solo pensare a giornate di sole al mare.
Un po’ più fredda è stata l’accoglienza per il secondo gruppo di supporto, i danesi Carpark North, visto anche il loro genere maggiormente paragonabile al più intellettuale brit pop che non al punk casinista dei garage universitari, anche se questo gruppo esordiente ha dimostrato di avere talento e buone capacità musicali, di tenere il palco e il pubblico in modo adeguato, anche se purtroppo non si trovavano nel contesto ideale per essere apprezzati appieno.
Eccezionale l’arrivo dei 30 seconds to Mars, il cui arrivo è stato ovviamente preannunciato dal solito telone che copre il palco, su cui sono state proiettate le ombre di Jared and co. da potenti fari che hanno illuminato tutta la serata. Alla caduta del telone nero che li copriva, gli Street Drum Corps sono venuti alla ribalta sventolando grandi bandiere bianche, mentre Jared e soci si lanciavano in una performance eccezionale di “Night of the hunter”. Shannon, finalmente alla ribalta nel nuovo tour, e non più costretto con la sua batteria in posizione defilata dietro al fratello, seppure sul suo solito trespolo, è stato promosso alla sinistra di Jared, a scapito però del povero Tim, il bassista che non ha mai preso ufficialmente il posto di Matt (attualmente nelle schiere degli AVA con Tom DeLonge), e che è stato retrocesso in seconda fila, con qualche sporadica e non sempre apprezzata incursione alla ribalta.
Purtroppo non è stato fatto nessun pezzo del primo album, anche se sono stati scelti i pezzi migliori di A beautiful lie, il secondo album, e ovviamente This is war, il terzo lavoro, a cui è stata aggiunta l’inedita “Revenge”, riproposta in versione acustica. Sempre a proposito di acustiche, la sessione unplugged è stata stupefacente, fatta proprio dagli spalti del Palasharp, in mezzo alla folla, memorabile il commento di Jared “Damn I’m surrounded by italians!” che ovviamente ha scatenato una potente risata collettiva. Vedere di nuovo questo cantante, molto spesso così schivo rispetto alla folla, in mezzo al suo pubblico è stato davvero incredibile, così come è stata incredibile la calma delle tribune, forse troppo attonite dalla sua presenza tra di loro per capire cosa stesse realmente accadendo.
Il colpo di grazia credo sia stato dato alla fine, quando Mr Leto ha chiamato a raccolta un discreto numero di fan sul palco, per concludere con il primo singolo del nuovo album “Kings and Queens”, a cui hanno partecipato anche gli Street Drum Corps, chiudendo il concerto in una sorta di grande abbraccio collettivo.
Particolarmente interessante si è rivelato il concorso per videomaker indetto dagli stessi Mars, i quali hanno dato la possibilità a due registi in erba di cimentarsi con le riprese live del concerto, riprese che finiranno nel DVD in lavorazione di prossima uscita. Alcune delle immagini che i ragazzi stavano registrando erano proiettate direttamente sul megaschermo alle spalle della band, alternato ad alcuni video storici, riproposti proprio in concomitanza con l’esecuzione delle canzoni stesse. L’effetto è stato molto scenico e al tempo stesso quasi surreale, perché vedere Shannon ripreso dall’alto mentre ce l’hai di fronte ha la capacità di farti girare la testa.
Insomma, per una volta un concerto dei Mars si è trasformato in un vero e proprio spettacolo di intrattenimento, piacevole, coinvolgente e ben orchestrato, invece che il solito momento di autocompiacimento del cantante.
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