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Amarone in Jazz

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“ME TE O” di Ratafiamm

Recensione di Irene Ramponi

Un album di folk-cantautorato che richiama fin dall’inizio molte influenze, attinte soprattutto, come è normale che sia, dal folk italiano, ma anche dall’italian alternative rock e dal pop “impegnato”. Immaginate di unire un po’ di De André con un po’ di Afterhours, un po’ di Marta Sui Tubi e un po’ di Tiromancino; tutto questo sia a livello musicale e vocale che a livello testuale.
Musicalmente, l’accompagnamento di chitarra classica, tipicamente folleggiante, ben si sposa con il contraltare di chitarra elettrica, che crea l’effetto alternative, appunto.
Il cantato, invece, unisce sapientemente la voce calda ed incisiva alla Faber (Tigri Eufrate) alle vocalità alla Manuel Agnelli, arricchendosi pian piano non solo del tipico cantato in levare di Giovanni Gulino, ma anche del cantare morbido ma d’effetto di Federico Zapaglione (Tempo). Insomma, decisamente un bel mix!
Senza contare che non bisogna trascurare che i testi, in italiano ovviamente, sono tutti molto impegnati; con semplicità e spirito astratto oltreché critico, esprimono il disagio di questi tempi, una palese presa di posizione verso situazioni di precarietà e contro il degrado della società contemporanea (Imparare), senza tralasciare momenti intimistici ed introspettivi, relativi ai sentimenti umani (Precari).
Poesia, vigore, morbidezza ed incisività convivono senza problemi, davvero niente male per un album totalmente autoprodotto e che si può scaricare gratuitamente direttamente dalla rete. Ecco un buon modo per sfruttare al meglio le nuove tecnologie senza scadere nel commerciale o nello scontato e rimanendo comunque nel sottosuolo musicale.
L’essenza acustica di ME TE O è comunque molto potente, sia a livello di messaggio e di contenuto che a livello di forma; giusto la spinta di cui il panorama folk-indie italiano ha bisogno e della quale molti gruppi difettano, convintissimi, anche se spesso a torto, che l’Italia non sia terreno fertile per questo genere e che si debba per forza andare all’estero per sfondare. Il duetto Ratafiamm De Nittis-Cibelli è la dimostrazione che anche la nicchia qui in territorio nostrano, con un po’ di sforzi, pazienza ed impegno, ce la può fare a galleggiare.