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Amarone in Jazz

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Age of Woe nel roster di Pivotal Rockordings

I death metallers svedesi Age Of Woe pubblicheranno il loro debutto omonimo in formato 7” digitale in autunno via Pivotal Rockordings. La band, che annovera membri di End Of All, Massmord, The Process e No Hawaii è quindi pronta a sferrare il proprio attacco fatto di metallo (come la scuola di Gotheborg impone) e influenze alternative. Il debut è stato registrato e mixato il febbraio scorso ai Belly Of The Whale Studio di Gotheborg con l’aiuto di Carlos Sepulveda (No Hawaii, Joe Baresi, Psycore). Pivotal Rockordings licenzierà il 7” in via digitale in tutto il mondo, dando alle stampe una serie limitata di vinili disponibili via: Addiction To War (Francia), Halvfabrikat Records e HoboRec (Svezia) e Nakkeskudd Plater (Norvegia).

Qui di seguito la tracklist:
1. We Are Dead
2. The Antagonist
3. No Remorse

Per maggiori informazioni:
http://www.ageofwoe.net
http://www.facebook.com/ageofwoe



“The Undertaker Ep” di Stigma

Nuova fatica per il combo piemontese a un anno di distanza dal fortunato album “Concerto For The Undead”. Questo nuovo ep prende il nome da uno dei brani di quell’album, proponendolo in una nuova versione e accompagnandolo con 3 pezzi nuovi di zecca. Diciamocelo, questo lavoro non porta assolutamente nulla di nuovo nello stile del gruppo, ci troviamo sempre di fronte ad un deathcore serrato, dove le chitarre tirano al limite del grind per poi mescolarsi con linee melodiche molto moderne (Bleeding Through, The Black Dahlia Murder, At The Gates), il tutto condito da tematiche che prendono a piene mani dai film horror di serie b, pallino fisso del quartetto piemontese.
Più che un nuovo lavoro, vedo questo ep come un accompagnamento all’uscita del video della title track “The Undertaker”, visto che i tre inediti non aggiungono una virgola a quanto già dimostrato dal gruppo.
In un panorama sempre più affollato di un genere che sta prendendo tutte le derive possibili allontanandosi dalla bontà delle origini, gli Stigma fanno il loro sporco lavoro, e lo fanno davvero bene. Ormai affermati su territorio nazionale, meriterebbero qualcosa di più a livello estero: certo un ep non può essere un affondo deciso come lo è stato l’album, ma una presa di coscienza nel dire che il gruppo c’è e continuerà per la propria strada. Fino all’ultima goccia di sangue.



“Concerto For The Undead” di Stigma

Distinguersi in un genere inflazionato come quello del deathcore è un’impresa titanica. Troppi gruppi che spuntano come funghi, chi ci crede veramente, chi lo fa per attaccarsi all’ultimo trend, ma questa è una cosa comune a qualsiasi genere, quindi eviterò di dilungarmi su questo argomento, anche perché ho cose più importanti di cui parlare al momento.
Ebbene si, tutto questo preambolo mi serve per introdurre “Concerto For The Undead”, secondo full length dei nostrani Stigma. Badate bene, il mio preambolo non vuole essere un’accusa, bensì un tributo all’impegno e alla dedizione che questo gruppo mette costantemente da 10 anni nel loro fare musica. Si perché gli Stigma non sono gli ultimi bambocci saliti sul carrozzone del deathcore, ma stanno sputando sangue e sudore da tempi non sospetti. In poche parole si sono fatti le ossa in anni e anni di concerti.
Avevano già sorpreso con il loro precedente “When Midnight Strikes”, un buon lavoro che nonostante suonasse ancora acerbo sotto alcuni punti, già metteva in luce le capacità del quartetto cuneese (mondovidiano?). Gratificazione? Appagamento? No signori. Gli Stigma si sono rimboccati le maniche e hanno aumentato i loro sforzi e, ad ascolti fatti, devo dire che il quartetto si è superato.
Per “Concerto For The Undead” hanno fatto le cose in grande: registrato ai Fear Studio di Ravenna da Jona Weinhofen (ex I Killed The Prom Queen, ex Bleeding Through e attuale chitarrista dei Bring Me The Horizon) e mixato e masterizzato da Scott Atkins (Behemoth, Cradle Of Filth, Sylosis), ci regala 10 tracce di potente deathcore che suona fresco e accattivante, coinvolgendo l’ascoltatore dall’inizio alla fine.
L’immaginario in cui si muovono gli Stigma è quello del horror classico/fumettistico, quello che rimanda alla serie Tales From The Crypt, testimoniato anche dall’artwork stupendo di Andrea Berton (Corefolio Design), valore aggiunto alla totalità del lavoro.
Le canzoni sono dei veri propri assalti di velocità forsennate e tecnicismi di precisione chirurgica (“Chop His Head Off”, “Prove You’re A Man”, “3000 Years And Still Keeping It Real”, “A Grave Situation”) che si alternano a momenti più “pacati”, ovvero nei mid tempo di pezzi come “A Monstorous Feeling” e “What About A Terror Ride”.
Un lavoro praticamente perfetto sotto ogni punto di vista (musicale, artwork) che di sicuro si candida tra le migliori uscite nel panorama nazionale e non mi sorprenderei che risultasse essere un ottimo biglietto da visita in ambito internazionale, considerando che, come il precedente lavoro, “Concerto For The Undead” sarà pubblicato dall’americana Pivotal Rockordings.
E mi sento fermamente di consigliare questo disco a tutti i giovani (e non) che si fanno ammaliare da tutte le uscite deathcore che arrivano da oltreoceano: aprite gli occhi che abbiamo qualcosa di veramente valido in ambito nostrano, un gruppo che si è fatto il mazzo per arrivare dov’è ora, senza doversi attaccarsi come un vagone all’ultimo tren(d)o.
A vostra discrezione ovviamente, anche se snobbandolo vi perdereste qualcosa di veramente meritevole.



Stigma: il nuovo lavoro sarà “Concerto for the Undead”

La band italiana Stigma ha scelto “Concerto For The undead” come titolo del successore del fortunato “When Midnight Strikes!”. Il disco sarà pubblicato in Europa il 30 aprile, in Gran Bretagna il 3 maggio e negli Stati Uniti il 4 maggio, licenziato ancora una volta da Pivotal Rockordings. Il concept è incentrato sulla serie “Tales From The Crypt“, divenuta culto tra gli appassionati di fumetti e vedrà la presenza di Jamie Hope (ex The Red Shore) e Jon Hunt (Dead To Fall) come guest vocals. ”
Concerto For The Undead” è stato prodotto da Jona Weinhofen (chitarrista dei Bring Me The Horizon) ai Fear Studio e mixato da Scott Atkins (già al lavoro con Behemoth, Sylosis, Cradle Of Filth). L’artwork (http://i49.tinypic.com/2uggako.jpg) prende spunto dalle tematiche horror dei testi ed è a opera di Andrea Berton di Corefolio Design (Black Dahlia Murder, Winds Of Plague). Ai seguenti link due studio report: http://www.youtube.com/watch?v=W-dtmhVqQpc&feature=related  http://www.youtube.com/watch?v=tAca81omC8U .

Qui di seguito la tracklist del disco:
1.Chop His Head Off!
2.Prove You Are a Man!  
3.…And They Died Happily Ever After!  
4.A Monstrous Feeling  
5.The Undertaker  
6.What About a Terror Ride  
7.3000 Years and Still Keeping it Real  
8.A Grave Situation
9.Beat Me Maestro, Eight to the Dead!  
10.octor Skeleton

www.stigmahc.com
www.pivotalalliance.com