Bouncing Souls – Lucinico (Go) – 05/09/09
Primo concerto della nuova stagione al Pieffe Factory e subito un gruppone: i Bouncing Souls. In tour per festeggiare i 20 anni di attività, il quartetto newyorkese fa tappa nella piccola Lucinico (Go), per regalare ai prensenti oltre un’ora di energico punk rock melodico, veloce, coinvolgente.
Causa defezione del gruppo spalla, gli sloveni Golliwog, i nostri si fanno aspettare, ma quando salgono sul palco è subito un tripudio. L’attacco con “True Believers”, “East Coast, Fuck You!” e “Say Anything” scalda e gasa la platea, scatenando movimento sotto il palco ed energici singalongs. Seguono canzoni classiche come “Kid”, “That Song”, “The Something Special”, fino a quando, dopo una breve pausa, il gruppo diventa una cover band: interessante “Hybrid Moments” (The Misfits), scolastiche “I Wanna Be Sedated” (The Ramones) e “White Wedding” (Billy Idol), ma è la cover di “Just Like Heaven” (The Cure) a sorprendere per scelta e bravura di esecuzione, strappando non pochi applausi.
Tempo di un’altra breve pausa e tornano sul repertorio classico e quello recente: scivolano via tra cori e singalongs “Cracked”, “Wish Me Well (You Can Go To Hell)”, “The Gold Song”, “Private Radio”, “Sing Along Forever”, “The Ballad Of Johnny X”, “Hopless Romantic”, “I Like Your Mum” e la mitica “Kate Is Great”.
Un bel concerto sicuramente, coinvolgente e nostalgico. Certo non ci si poteva aspettare la grinta degli anni migliori, ma il gruppo ha fatto la sua buona figura. E il pubblico ha gradito rispondendo calorosamente. Personalmente mi ha strappato un sorriso, facendomi tornare adolescente per una serata, con tutte le memorie annesse.
Chissà se a quel tempo mi sarei mai aspettato di potermeli vedere in un ambiete così intimo di cui mi sento ogni giorno sempre più parte.
Ad ogni modo gran bel concerto. E lunga vita al Pieffe Factory.
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Questa volta non me li sono fatti scappare. Dopo essermi perso le due precedenti discese qui in Italia, sono finialmente riuscito a vedere i Demons, mostri sacri del rock’n'roll scandinavo. Il Pieffe Factory, locale che ha ospitato il concerto, ha sicuramente visto tempi migliori per quanto riguarda l’affluenza del pubblico, ma questo non ha scoraggiato il trio svedese. Dopo un intro preso da un film western (almeno l’atmosfera era quella), i Demons salgono sul palco e regalano ai fortunati presenti un’ora di puro e sincero rock’n'roll. Prendete l’estetica degli Hives e mischiatela al rock sanguigno dei New Bomb Turks e quella vena melodica stile Hellacopters che contraddistingue da sempre il rock scandinavo. Rock diretto e senza fronzoli che ha fatto muovere il pubblico per tutta la durata del concerto. Il gruppo ha pescato a piene mani dalla propria discografia alternando brani del passato a quelli del recente Ace In The Hole, tra le quali spicca su tutte Her Name Was Tragedy (a mio avviso uno dei loro pezzi più belli). Tempo di riposarsi quei due tre minuti che tornano a regalare il bis, assestando le cover di Neat Neat Neat (The Damned) e Where Eagles Dare (The Misfits). L’esibizione non poteva finire in modo migliore. Promossi a pieni voti!