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“Oggetti del Desiderio” il nuovo disco di Fabrizio Tavernelli


FABRIZIO TAVERNELLI
“Oggetti del Desiderio” 2010

Etichetta; Lo Scafandro
Distribuzione; Wondermark
data di uscita; 27 novembre

I percorsi musicali spesso sono tortuosi, intricati, a volte sotterranei, solitari, franosi, carsici. Questo è un po’ il cammino di Fabrizio “Taver” Tavernelli, che ha legato il suo nome a diverse vicende della scena indipendente italiana. Esperienze anomale, forse paranormali, che partono da metà degli anni ’80 con gli En Manque D’Autre, proseguono nei ’90 con gli AFA e la bella avventura del Consorzio Produttori Indipendenti, per poi approdare dal 2000 in poi ad una miriade di progetti : Groove Safari, Duozero, Roots Connection, Babel, Ajello. ……
Ecletticità che non vuole essere piaggeria ma una onesta passione per la musica in tutte le sue forme, una curiosità mai placata. Dalla new wave al crossover, dalla sperimentazione al pop, dalla psichedelia all’elettronica, dalla canzone alla dance più innovativa. Segnali sparsi qua e là su una trentina di dischi tra indies e majors (Sugar, Dischi del Mulo, Polygram, Baracca&Burattini, Snowdonia, Small Voices, Edel, Bagana, Sony, MantraVibes, etc).
Oggi dopo tanto peregrinare sorge il desiderio di approdare a un semplice album di canzoni, suonato, essenziale, nudo nei suoni come nelle parole. Un album che in un tempo ormai lontano si sarebbe definito pop-rock. Senza vergogne malcelate o voglia di legittimazioni alternative.
Canzone d’Autore probabilmente. Con la A iniziale che si rovescia, si slabbra, lascia entrare sollecitazioni e surrealismi da altri territori espressivi. Una forma canzone adulterata, dopata, costruita sulle allucinazioni e sulle derive del nostro paese. Una rappresentazione decadente dei miraggi, delle ossessioni, delle fobie. Brani che raccontano del potere temporale delle strutture religiose e del potere spirituale del vippume imperante sulle anime vaganti. Egoismi, integralismi, spettacolo diffuso, intimità che si fanno oscene…… ma che gente c’è in giro?
Se esiste una salvezza, forse la si può trovare nel desiderio puro. Desiderio che diventa elevazione quando si è disposti a donare i propri desideri ad un’altra entità fuori da sé : donna, bambino, animale, mondo.
Gli Oggetti :
Compagnia telefonica : il desiderio di comunicare realmente in questi tempi di overdose di informazioni
Andrew Warhola : una dedica a Warhol colui che ha fatto del desiderio più effimero arte. Il suo presagio di 15 minuti di celebrità per tutti è oggi un credo
La Banda : il desiderio di entrare, festeggiare o andarsene da questo mondo con la migliore compagna, la musica
Ma che gente c’è in giro: il desiderio disperato ma fallito di comprendere gli altri, di capire cosa ci sta accadendo intorno…
Da respirare: il desiderio del respiro dell’altro, il desiderio di vita nel respiro dei figli
Ikebana: il desiderio di bellezza nella natura e nell’accettazione del cambiamento
Sotto la Croce: i desideri occulti e oscurantisti, le ipocrisie, la condanna del desiderio
Aspettando il Vip: il desiderio di vivere la vita degli altri, di trovare qualcosa in cui potersi rispecchiare, il tragico desiderio di riempire il proprio corpo vuoto, le vite bramate sulle passerelle estive
Benvenuti tra i rifiuti : i desideri inconfessati, una cronaca spietata dei nostri tempi da una visione di fine anni ’70 di un grande artista italiano Faust’O/Fausto Rossi
Oggetti del Desiderio : e se anche ciò non avverrà mai e se anche non sarà così, l’importante è sapere che almeno posso donarti i miei desideri……

Leggi qui la biografia

http://www.lunatik-ftp.it/dati/PDF/Biografia_Tavernelli.pdf

UFFICIO PROMOZIONE LUNATIK – 035 4421177



Piermatteo Carattoni presenta il suo nuovo album, “Pagine Strappate”


Piermatteo Carattoni
Presenta
Pagine Strappate

Etichetta; PMS Studio
Distribuzione;digital download e acquisto cd da
www.piermatteocarattoni.com e www.pmsstudio.com

Pagine Strappate (title track) è il brano promozionale
cui è associato un videoclip realizzato da Emanuele Cervellini per Renderbüro (RSM).
Nel cast figura l’attrice Clelia Cicero.
Video on line dal 13 novembre

Pagine Strappate nasce come concept album e narra origine e disgregazione di un sentimento amoroso. Al sentire primigenio (Romanza) succede la concreta e solare quotidianità di una storia d’amore (h6+) infine battezzata dalla simbolica e paradossale comunione di sogno e realtà (Babbo Natale Esiste). Questa estasi, complice l’indole solitaria e malinconica del protagonista, si incupisce (Samba dei Ricorsi d’Amore) e infine incrina (Pagine Strappate) lasciandolo in una condizione di disgregazione psicologica. Egli vive il suo dramma interiore sino a testimoniare la trasformazione del sentimento d’amore in lucida cattiveria (Cattiva-Mente) ai danni dell’ex partner. Consumata tale violenta metamorfosi si produce dello spazio per un primitivo ritorno a sé (CantAurora). Ora è possibile affacciarsi di nuovo alla vita anche se in modo decisamente più ruvido e disilluso (Da Soli) senza paura di solcare la strada ingranando una marcia forse meno illibata (L’Asfalto). Alla fine c’è tempo e modo di trarre un bilancio, riflessivo ed esplicito fin dal titolo (E poi mi rivivrei).

Carattoni è autore di tutte le canzoni, produttore artistico (con Raffaele Montanari per PMS Studio), chitarrista acustico ed arrangiatore assieme alla sua band composta da KByro alle chitarre elettriche, Danilo Bucci (live performer, tra gli altri, per Ivan Graziani) al basso e Michele Pazzini alla batteria.
Tutte le tracce vedono la presenza fissa di Tommy Graziani (batteria e percussioni)

Indicazioni di Curriculum

• Esperienze Live significative: 23/02/08 opener per NoBraino c/o Vidia Rock Club, Cesena; 23/08/08 opener per Haram Quartet (vincitori di X-Factor ed. 2008) c/o Notte Arcobaleno (Piazza del Popolo), Pesaro; 27/09/08 opener per Modena City Ramblers c/o Cesenotte (Carisport), Cesena; 18/10/08 opener per Jennifer Gentle c/o Estragon, Bologna; 29/11/08 Mei, Faenza, 7/03/09 headliner c/o Vidia Rock Club; 25/07/09 opener per Negrita e Meganoidi c/o Play Art 2009, Arezzo
• Riconoscimenti significativi: finalista col il brano h6+ al Premio Poggio Bustone 2008 (Festival aderente Fiofa); in giuria Detto Mariano (storico direttore artistico del Clan Celentano) e Roberto Billi (musicista, fondatore de I Ratti della Sabina). Vincitore del Premio Popolo della Rete per Tana Liberi Tutti, concorso organizzato dall’Associazione di volontariato Telemaco (Cesenatico). Finalista e secondo classificato col brano Da Soli al Botticino Music Festival 2010; in giuria Marco Ferradini (Presidente), Alex Peroni storico conduttore radiofonico (da 105 alla Rai all’attuale RTL,) Betty Vittori, vocalist tra le più apprezzate d’Italia e Paolo Siani (direttore artistico Ariston, produttore di artisti come Iglesias, Matia Bazar, Vandelli, Vanoni).

Link utili
www.piermatteocarattoni.com
www.myspace.com/piermatteocarattoni
www.youtube.com/piermalupo
www.facebook.com/piermatteo.carattoni

Ufficio promozione LUNATIK – 035 4421177



Ecco il secondo singolo dei Marla Singer!


Dopo il successo del primo singolo (in alta rotazione su Virgin Radio e altre radio nazionali e regionali)
tratto dal nuovo album (TEMPI DI CRISI)
MARLA SINGER tornano nelle radio ed in vendita negli stores digitali con un nuovo doppio singolo, un vero e proprio “45 GIRI DIGITALE”
contenente il lato A BRUCERÒ ed il lato B ESPLODO DI VITALITÀ
dal 26 novembre su I TUNES e tutti i negozi digitali

Una ballata ed un brano rock tirato. Ritornano in scena così MARLA SINGER… con un doppio singolo, come si faceva una volta con il 12”, ad esprimere le due anime della band di Siena, recente protagonista delle cronache rock nazionali grazie al grande successo della cover di Eleanor Rigby dei BEATLES (da 20 settimane consecutive nella chart di VIRGIN RADIO e 2 settimane consecutive al n.1).?Il nuovo singolo sarà disponibile nei digital stores dal 26 Novembre.
i MARLA SINGER hanno inaugurato con TEMPI DI CRISI un nuovo percorso completamente indipendente, dalla produzione delle musiche fino al booking e al management. L’autogestione del proprio lavoro e la comunicazione diretta con il pubblico sono le caratteristiche principali dell’artigianato musicale promosso dalla band.
È così che, anche in ambito live, i MARLA SINGER lanciano un’interessante iniziativa autonoma per incentivare la musica inedita con il loro WEB LIVE NETWORK. Attraverso una pagina sul proprio sito ufficiale la band sta infatti riunendo link a giovani artisti/band cui poter dare la possibilità di aprire i propri concerti. In questo modo, oltre alla visibilità attraverso la pagina web, si vuole creare un punto ‘virtuale’ di incontro e di collaborazione che coinvolga i membri del network tanto attraverso la promozione reciproca di eventi live, quanto attraverso lo scambio di idee e di risorse per la crescita dei rispettivi progetti. Maggiori info nella pagina ufficiale del WEB LIVE NETWORK su http://www.marlasinger.net . Dopo il WEB STREET TEAM quindi una nuova idea che parte dal web, ormai terreno prediletto dalla band di Siena.

UFFICIO PROMOZIONE LUNATIK PER MARLA SINGER – 035 4421177



Gli Isabelle Urla presentano il loro singolo tratto dall’album omonimo: “La Ballata delle Mosche”


Isabelle Urla
PRESENTANO
Il singolo tratto dall’album omonimo
LA BALLATA DELLE MOSCHE

Etichetta; autoproduzione
Distribuzione; Wondermark
data di uscita; 26 novembre
ascolta alcuni brani qui
www.myspace.com/isabelleurla

Contestatori, rodati musicisti, nostalgici, antigenerazionali forse, marcatamente provati dalla sofferenza artistica che ha invaso il nostro paese negli ultimi anni, sta di fatto che gli Isabelle Urla animano ancora la scena indipendente con la loro presenza, una combattività tipica dei ventenni e un non adattarsi alla forma sicuramente atipica per trentenni che hanno alle spalle anni e anni di concerti.
L’omonimo album, il terzo dalla loro nascita, si apre con un manifesto e “Il panchinaro del sistema” descrive pienamente la rabbia, tutta consentita, nel calcare palchi sui quali, magari solo poche ore dopo si celebrano scempi artistici di tacchi a spillo e milionari supponenti in uniforme.
Una rabbia che si ripropone nella “Ballata delle mosche”, solida cavalcata in stile anni novanta dove viene data voce metaforicamente alla vergine Isabelle che con loro Urla l’esigenza di una “musica per il cervello” e un disgusto dei locali sempre più zeppi di proposte atte a brillare momentaneamente come stelle trimestrali.
L’autobiografica “Uno zingaro” e i kilometri su kilometri percorsi in solitudine cercando di incontrare da qualche parte la propria anima che sembra si sia smarrita, messa a dura prova da entità neppure troppo furbe per permettere a chi le osserva di giudicarle di classe.
Si continua con “La tua polvere” criptico sodalizio tra nostalgia e passione, “Old Oraibi” triste, rassegnata ma rabbiosa poesia dedicata alla tribù Hopi e alla loro città distrutta in una sommossa dagli yankee.
In “Un maestro” riecheggiano reminescenze dei grandi cantautori italiani e un amore spassionato per Fabrizio De André, anche se l’anarchia del “maestro” cela fino alla fine la sua identità.
Violenta, senza peli sulla lingua, molto lontana dal populismo televisivo politicamente corretto che sembra tanto funzionare ultimamente “La canzone delle nuove musiche” chiude la parte elettrica, psichedelica e dissonante dell’album.
“La morsa” saluta chi ascolta con una forte melodia, malinconica e ricca di sfumature dove la voce di Anelli padroneggia magistralmente la composizione, delicata, a tratti inquietante.
Isabelle Urla è un album ricco di strazianti verità e di descrizioni crudissime della realtà, quella vera, che non passa dai massimi sistemi andando a scavare nel profondo di chi lotta e non si rassegna per far sì che la musica e le esperienze di vita non passino nel dimenticatoio. Un disco dal sapore raffinato e di tradizionalissimo, sincero, elegante rock d’autore.

Tutti i testi sono di Riccardo Anelli, gli arrangiamenti di Isabelle Urla, questo disco è stato interamente autoprodotto dalla band.

COMPONENTI:
Riccardo“The Ring”Anelli: Voce e Basso
Alfredo Grassi: Chitarra elettrica www.isabelleurla.com
Guido Mainardi: Batteria www.myspace.com/isabelleurla
Francesco Matano: Chitarra elettrica
Matteo Casirati: Violino

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“Il Pifferaio di Pandora”: il nuovo album dei The Unsense


THE UNSENSE
Il pifferaio di Pandora
Autoproduzione
Distribuzione; Pirames International
Data di uscita; 26 novembre

È la storia di un viaggio. Il viaggio che un uomo deve percorrere per trovare se stesso.
Come nel tragitto dantesco, per scoprire l’ ”Io” é necessario perdere la propria strada, uscire dagli schemi convenzionali fino a ritrovarsi immersi nella disperazione più pura.. Ed ecco che, attraversando vari specchi, appare selvaggia la rivoluzione del pensiero, capace di tramutare il dolore della morte nella gioia della rinascita, scoprendo il mondo per la prima volta.

Simbolicamente l’album vuole rappresentare un abbraccio all’universo attraverso l’unione degli opposti: segue la sottile ragnatela che lega il tutto, il buio alla luce, il dolore al piacere, ogni cosa ad ogni cosa.

Il disco è stato prodotto da The Unsense. Registrato e mixato al MC studio da Marco Conti (ha lavorato con gente come John Scofield, Marc Johnson, Miroslav Vitous e Gary Willis) e Andrea Dainotti (tra l’altro chitarrista di Tonino Carotone). Masterizzato al Creative Masterng Studio da Stefano Cappelli.

La copertina è stata realizzata da Corrado Roi (illustratore delle tavole di Dylan Dog).

Introduzione a The Unsense
Il gruppo nacque nel gennaio del 2004.
Pur conservando quella nota di psichedelia che li ha sempre contraddistinti, col tempo hanno affinato i gusti respirando Rock, Blues e New Wave.
Senza aver la pretesa di proporre musica orientale, in pezzi rock di spiccata influenza occidentale sono subentrati atmosfere e suoni orientali, particolare evidente soprattutto nella voce del gruppo, che spesso utilizza la scala indiana.
E proprio questa unione fra Oriente e Occidente, che ripercorre la strada verso le nostre origini primordiali, è diventata la caratteristica principale del gruppo.
The Unsense è un progetto che mira ad andare oltre la sfera musicale. La musica è un mezzo con cui creare l’atmosfera, è il processo artistico che più si avvicina all’idea del ‘’ragionato sregolamento di tutti i sensi”, e come in un antico rituale il suo scopo è quello di trasportare il musicista e l’ascoltatore in un comune viaggio.

Ufficio promozione LUNATIK – 035 4421177



Martin Schulte presenta Silent Star


MARTIN SCHULTE
Presenta
SILENT STARS

Etichetta; RareNoiseRecords
Distribuzione fisica; Cargo
Distribuzione digitale

http://www.rarenoisestore.com

www.iodalliance.com

Data di uscita; 26 novembre

http://www.myspace.com/martinschulte

“deep music from the depth of soul” – Marat Shibaev alias Martin Schulte

E’ tartaro, vive a Kazan, nel mezzo del nulla della repubblica del Tatarstan. Giovanissimo (ha 22 anni), si è scelto un nome tedesco (all’anagrafe di Kazan risulta infatti come Marat Shibaev), come per pagare tributo a quella scuola di Berlino e dintorni che ha sicuramente marchiato il suo percorso artistico.
Già, perché ascoltando Silent Stars si capisce molto bene quanto Marat guardi dritto in faccia a Chain Reaction, Basic Channel, alla scuola del clicks’n’cuts che evaporò la techno ormai una decina di anni fa.
Tutto questo viene riveduto e corretto da una “cameretta con vista” su uno scenario inusuale (mille anni luce lontano da quello di Berlino), con grande gusto per la “profondità” dei bassi e dei tappeti sonori, una propensione al dub che viene magistralmente applicato a ritmi uptempo mai martellanti, sempre vicini a un concetto di astrazione caro alla scuola clicks’n’cuts e ai tipi di Basic Channel.
Non male per un “twentysomething” che a 22 anni vanta già una discografia impressionante (quattro album, decine e decine di remix, apparizioni su compilation in tutto il mondo).

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Ecco il nuovo album dei The Ministro: “Tempi Moderni”


The Ministro
Tempi moderni

Etichetta; Enzone
Distribuzione; audioglobe
Data di uscita; 26 novembre

L’album sembra viaggiare pari passo con i nostri “Tempi moderni”, nei quali tutto accade sempre per caso.
Satira ed ironia sono i principali ingredienti del disco, conditi da un alternarsi di Ska, Reggae, Folk, Swing e Rock; Nessuna forzatura e nessun accanimento, questo rende il disco di facile ascolto sia per il 60% degli Italiani che non!
Questo disco sembra un corso “custom” su come fare, quasi sempre, buon viso a cattivo gioco …!
Abbandona il percorso soltanto l’omaggio sincero alla melodia siciliana, la cover di “Si maritau Rosa” arrangiata in chiave Jazz-Reggae, vuole ribadire con intelligenza l’origine siciliana del gruppo, un marchio DOC per un disco che proviene da una terra dove tutto è un po’ più difficile, ma forse per questo la musica che ne vien fuori è pregna di una ispirazione pura.

Biografia
La formazione nasce nel 2005 (con il nome Blue Mode), nonostante l’amicizia che li lega sia iniziata da molto prima. Il Blues solidifica il loro affiatamento musicale, facendo nascere una forte intesa che li spinge ad iniziare la creazione di brani inediti. Gli studi individuali ed i gusti personali rendono impossibile la “staticità”, così si passa dal blues allo swing, dal country al rock ‘n roll, dal reggae allo ska, dal jazz alla musica folk. Da qui matura una nuova fase creativa, nascono nuovi brani inediti ed il nome cambia in The Ministro, definendosi così un progetto che va avanti tutt’oggi.
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Gli AEDI presentano il loro nuovo disco: “Aedi Met Heidi”


AEDI
Presenta
AEDI MET HEIDI

Etichetta; Seahorse Recordings
Distribuzione; Audioglobe
Data di uscita; 21 NOVEMBRE

Link per l’ ascolto in streaming: http://fairtilizer.com/playlists/34283

AEDI MET HEIDI .. quando l’ accademico narratore incontra la fantasia, così rigoroso e imitativo si perde nell’ incantevole magia di un personaggio spontaneo, divertente e giocoso.. abbandona gli schemi per poi riprenderli nei momenti avvolgenti, diventa serio, riflessivo, ma ama deridersi!
Questa è l’introduzione a Aedi che la band stessa ha pensato. Un’introduzione lucida, che rispecchia pienamente i contenuti di questo nuovo disco.
Album solare (per le melodie, mai scontate, per i ritmi, quasi sempre uptempo).
Album sognante e ludico, soprattutto per l’uso della voce femminile; un crogiuolo riuscito di reminiscenze che riportano, senza essere derivative, alla nuova musica scandinava pop/sperimentale.
Album che, vuoi per l’uso della lingua inglese, vuoi per le sonorità, dimostra quanto essere a Macerata o Brooklyn NYC (altro riferimento geografico che viene in mente ascoltando Aedi, soprattutto per quell’attitudine a mischiare continuamente le carte in tavola, tipico della scena brooklyniana) o Reykjavík non ha più molta importanza se si ha talento…



“La Mia Prima Guerra Fredda Ep” nuovo disco dei MiSaCheNevica


MiSaCheNevica
“La Mia Prima Guerra Fredda Ep”

ETICHETTA; Dischi Soviet Studio
DISTRIBUZIONE; iMusician
DATA DI USCITA; 26 novembre

Il primo Ep dei MiSaCheNevica, in uscita per la Dischi Soviet Studio, chiarisce fin da subito gli intenti della band.
Si percepisce la voglia di staccarsi dal modello “British cantato in Italiano”. Le sonorità sono più aspre e taglienti rispetto alla band madre, quei Disfunzione (sciolti nel gennaio 2009) dai quali provengono Walter (voce, chitarra e compositore dei MSCN) e Antonio (batteria, percussioni, cori) e i brani invece di ricordare i Radiohead degli inizi, o i Coldplay piuttosto che gli Suede, assomigliano di più a dei Libertines che cercano di eseguire pezzi alla Belle and Sebastian.
A volte, forse per qualche cadenza ritmica e lo storytelling dei brani si respira aria di folk, un folk impregnato di eighties però…gli ottanta di quelli che continuavano ad usare le chitarre.
Tutti questi riferimenti, anche distanti tra loro, si fondono con naturalezza nei MiSaCheNevica, creando delle canzoni dalle architetture semplici ma solide, dove una voce spesso ricca di pathos racconta neanche tanto implicitamente cosa significhi per dei ragazzi veneti amare la musica del diavolo e di conseguenza venire considerati “inutili” e non al passo con la mentalità produttiva del nord-est Italia.
Spesso i personaggi che popolano le canzoni dei MiSaCheNevica non si trovano a proprio agio nell’ambiente che li circonda, e faticano a capire le ragioni di certe paure, di certi “trattamenti speciali” ricevuti dagli esseri più deboli, che a loro volta vengono inglobati dal cinismo e dall’ipocrisia generale.
Che sia un vampiro, un tossico maltrattato in carcere, una vittima del sistema il/la protagonista dei brani si pone domande, ha la forza di riconoscere la situazione, ma non ha ancora soluzioni o risposte.

Biografia
I MiSaCheNevica sono Walter Zanon, Antonio Marco Miotti e Marco Amore. I primi due provengono dai disciolti Disfunzione; il terzo milita negli Zoo. Ai MiSaCheNevica piacerebbe scrivere dei pezzi memorabili come quelli dei Beatles, ma purtroppo non ne sono capaci; si accontentano quindi di proporre una sfavillante brodetta pop e contropop con testi in italiano. “ Cosa fanno un medico, un allevatore e un magazziniere stipati in una stanza a pochi centimetri di distanza uno dall’altro? …le prove dei MiSaCheNevica.” “Ci sono un portoghese, un venezuelano, e un terrone che fumano copiosamente fuori da un bar…dove siamo? Ad un pre/post concerto dei MiSaCheNevica.

Influenze
The Replacements, Jay Reatard, Dischi Soviet Studio, la new wave, Layne Stanley, il folk e le bretelle, John Lennon, il twee pop, le riot Grrrl, Valentina Dorme, gli ormoni, il garage rock, il tempo e le stagioni, i Disfunzione e gli Zoo, la Slumberland Records, l’amore, Andrea Cecchin, il fumo, il surf senza acqua e senza tavola, Robert Smith che gioca nudo a tennis…da solo, l’odio per il razzismo, quelli che suonavano con le chitarre negli anni 80, Pepe-Gigi-Ernie-Pablito (otto per gli amici), Kurt Cobain, Pet Sounds, la storia dei Minuteman, la Pearl, i capelli dei Ramones, i Ramones…e la speranza che almeno una volta all’anno nevichi nel nostro grigio angolino di veneto, così che al risveglio, almeno per 5 secondi il posto dove vivi possa sembrarti una stupenda distesa bianca.

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“D’amore, Soldi e Vendetta”: il disco d’esordio dei Madame Lingerie


MADAME LINGERIE
D’amore, soldi e vendetta

Autoproduzione
Distribuzione; Wondermark
Data di uscita; 29 ottobre 2010
www.myspace.com/madamelingerie

C’è la new wave inglese anni 80, con le aperture melodiche in odore di showgaze. Ci sono le nervose accelerazioni del punk funk. Una chiara propensione a suonare dark, come una sorta di riuscita versione italiana degli Interpol.
C’è questo e molto altro ancora nel disco d’esordio di Madame Lingerie, quartetto rock romano che fotografa se stesso come una band che si muove in ambito rock/ wave/ stoner/ alternative/ post rock.
C’è molto perché la band ha la capacità di sintetizzare i suoni (soprattutto dark) del rock dei giorni nostri, andando a ritroso fino agli anni 80, con grande personalità.
Una personalità che arriva da anni di concerti e che sfocia da una parte in una chiara padronanza degli strumenti (e quindi arrangiamenti) e dall’altra in una indubbia capacità di costruire la struttura canzone, che con Madame Lingerie diventa un sinuoso e vellutato manto dalle forme sensuali, dai colori (oscuri) sempre cangianti.
Un manto che si avvolge attorno a testi mai scontati, tormentati e introspettivi come la musica di Madame Lingerie.

INTRODUZIONE ALLA BAND
“Madame Lingerie è una signora avanti con l’età che aiuta i giovani a divenire un po’ meno giovani.”
E’ il personalissimo soprannome assegnato ad una perenne sbronza 70enne tuttora in vita a briglie sciolte nel nostro quartiere. Non vive sopra le righe, la sua vita è stata ed è una pagina bianca.
Abbigliamento post punk, calze a rete ed una fitta collezione di tatuaggi provenienti da tempi non sospetti o soggetti a mode, dove di quel che era un disegno artistico rappresentativo di un’esperienza, ora non v’è che una macchia di colore dai toni difficili da decifrare.
Musica non quantizzata:
I “dogmi” che abbiamo scelto per questo disco prevedono una registrazione sotto stress, al limite della sopportazione mentale e fisica intenta a catturare l’essenza ed il senso della musica della band. Non avendo abbastanza fondi per una registrazione live ed analogica, abbiamo deciso di lasciare il suonato più reale possibile, senza intervenire in editing spersonalizzanti ed in un sound plastificato, concedendoci il lusso di non essere perfetti, cosa che accade spesso (se non sempre) nella discografia moderna, lasciando poi tutti un po’ delusi e confusi dopo un esibizione live.
La caratteristica del disco è la totale assenza di continuità nella scelta dei brani, non per mancanza di materiale, ma per una voluta libertà artistica e per spezzare la tensione quando i toni si fanno pesanti.
Si passa con “violenza acustica” dal noise wave sincopato ad un indie pop senza pretese e a volte da classifica, il tutto sotto un unico denominatore: ELEGANZA.
Si parla di vita vissuta e non di insensate visioni che permettano l’inserimento di aggettivi presi da dizionari di sinonimi e contrari. C’è tanta morte e sofferenza a celebrare una vita ormai sovrastrutturata intenta a complicare un’esistenza che altrimenti sarebbe piacevole.
Sia ben chiaro che non ci si piange addosso, anzi si cerca di esorcizzare il male e le delusioni per affrontare il resto con positività e coraggio, questo comporta però l’ormai obsoleto utilizzo della riflessione.
Composizione
Quando si tira in ballo la parola composizione, da queste parti, un brivido sale.
E’ difficile dare un senso pratico ad una cosa astratta come la musica e a noi piace parlare di DECOMPOSIZIONE vuoi per l’attitudine cimiteriale pre-emo, vuoi per l’insano modo che abbiamo di scrivere i brani.
Spesso accade che si parta da giri stil “canzone del sole”, che poi vengono sconvolti dai giri di basso di Luciana ed è da quel momento che accade la magia.
Le intuizioni della nostra lady vengono colte al volo ed Ale passa alla batteria, cercando di 4/4zzare
l’operato con loops inconsueti per un batterista scolastico.
Solo successivamente le chitarre vengono private della parola “accordo” e si passa a riffs contrastanti con il resto del groove a formare un’ unica “Bolla” sonora con risulati a volte sconvolgenti sin da subito, altre volte bisognosi di tanto lavoro per rendere la bizzarra proposta, non dico intellegibile, ma emotivamente coinvolgente.
Solo dopo arriva il canto, e la necessaria riorganizzazione delle idee di testo che nel corso del tempo si sono sparse su fogli che, senza meta, girano tra casa, studio, portafogli, tasche …
Un disordine che lascia decidere al caso se dire o no delle cose, a seconda di quali testi vengono reperiti al momento della scrittura melodica.
Ospiti
Roberto “Lobbe” Procaccini (produttore di The Niro) al Wurlitzer/tastiere in Disco Inverno (track 10)
Leonardo Li Vecchi (maestro di violino). Viola/Violino in Prima o Poi (track 11). Vanta collaborazioni con nomi della grandezza di Ennio Morricone e Roger Waters Carmen Consoli ed è collaboratore al Teatro dell’opera, Accademia di Santa Cecilia, Roma Sinfonietta.
Mattia Candeloro al Piano, Glockenspiel, Diamonica, Organi, Synth in E/R/R/E (track 9), Non Avrò Paura (track 8), Il Centro Commerciale di Notte (track 6), Hollywood (track 2)
Line up
Alessandro Di Luca – Voce / Chitarra
Luciana Luccini – Basso / Cori
Luca Cartolano – Chitarra / Cori
Fabrizio Baioni – Batteria

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