“If” di Mario Biondi
Non è solo grazie a quella voce caratteristica, profonda e bella, che Mario Biondi è arrivato alla notorietà.
Certo, quel timbro così poco “italiano” ha aiutato, ma credo che gli ingredienti che hanno reso i suoi album vincenti siano stati la bravura sua e dei musicisti che suonano con lui e la raffinatezza del genere scelto.
Il soul-jazz è incredibilmente un evergreen, un classico che non diventerà mai “antico”, che mette d’accordo in un batter d’occhio tutti i palati, dai più difficili a quelli meno esigenti.
Per questo nuovo lavoro, “If”, Mario Biondi ha raccolto tutti i musicisti più talentuosi e ha scritto undici brani inediti, che ti cullano e ti rilassano senza apparire mai ripetitivi o smelensi.
E’ un album disteso, dal sapore fortemente internazionale, non solo per i testi in inglese, ma per le influenze a tutto tondo, che vanno dal jazz americano a deliziose influenze brasiliane. Tra le cover molto bella ed intrigante “I know it’s over”, versione inglese di “E se domani”, mentre tra gli inediti sottolineo “Something that was beautiful”, scritta dal genio Burt Bacharach.
“If” è quindi una conferma del talento e dell’eleganza di Mario Biondi e della sua band, che seguono con invidiabile umiltà e voglia di suonare un percorso artistico ben definito e decisamente vincente. Chi ha avuto il piacere di ascoltarli live come me, sa benissimo cosa intendo dire.
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“This is what you are”, il singolo che rese famoso al grande pubblico Mario Biondi, è datato 2004.
Mario Biondi sa come far emozionare e divertire.