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	<title>Sound Magazine &#187; ludovico einaudi verona</title>
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	<description>Il magazine della musica</description>
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		<title>Ludovico Einaudi &#8211; Verona &#8211; 01/12/2009</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 10:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Zardini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[concerto ludovico einaudi]]></category>
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		<category><![CDATA[recensione concerto ludovico einaudi verona]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.soundmagazine.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2009/12/ludovico-einaudi-live-150x150.jpg" alt="ludovico einaudi live" width="54" height="54" />Un'entrata in punta di piedi, nella penombra, ha sancito l'inizio dell'ascolto (o forse meglio dire lettura) di "Nightbook", l'ultima opera del pianista e compositore Ludovico Einaudi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10315" style="margin: 5px" src="http://www.soundmagazine.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2009/12/ludovico-einaudi-live-300x225.jpg" alt="ludovico einaudi live" width="300" height="225" align="left" />Un&#8217;entrata in punta di piedi, nella penombra, ha sancito l&#8217;inizio dell&#8217;ascolto (o forse meglio dire lettura) di &#8220;Nightbook&#8221;, l&#8217;ultima opera di Ludovico Einaudi.<br />
Un ingresso lieve, nascosto dagli abiti scuri, all&#8217;eleganza del Teatro Filarmonico, che ha fatto da splendida cornice al concerto.<br />
Non ci si può far ingannare però dall&#8217;impostazione &#8220;classica&#8221; della serata, poichè uno dei grandi pregi di Einaudi è proprio sapere coniugare una visione della musica alta e nobile con un&#8217;impronta moderna e ad ampio raggio.<br />
Facile notare tra il pubblico persone di tutte le età, segno che quando la musica è coinvolgente, toccante e soprattutto splendidamente suonata, non ci sono barriere d&#8217;età, cultura o di moda che tengano.<br />
Che i brani fossero magistralmente suonati l&#8217;ho già detto, ma nell&#8217;aria c&#8217;era qualcosa in più, un filo invisibile che collegava &#8220;Nightbook&#8221; e il suo accento &#8220;onomatopeico&#8221; alla cura dei dettagli: il fruscio, tutto ciò che riempiva e completava il sottofondo. Questo è quello che vorrei sempre avere da un concerto, la sensazione tattile di ciò che l&#8217;artista vuole esprimere, un fermo immagine costante ma mutevole.<br />
Tutto questo è stato aiutato dalla scelta di una scaletta estremamente indovinata, dinamica, che ha previsto la presenza nella maggior parte dei brani dei musicisti, alternata a parti soliste, che hanno saputo donare diversi tipi di pathos, da momenti corali e coinvolgenti e quelli più intimisti.<br />
La particolare scelta di inserire il synth, violino, chitarra, basso, viola, tamburo, xilophono, glockenspiel, togliendo la batteria si è rivelata essere un raffinato modo per veicolare il suono in modo sinuoso ed originale.<br />
La sinergia tra Einaudi ed i suoi musicisti è forte, tale da farsi &#8220;contaminare&#8221; vicendevolmente, da rendere al meglio (con cuore e talento) un&#8217;esecuzione già in partenza impeccabile.<br />
Se questa prima tappa italiana del tour europeo è per lui &#8220;un ritorno a casa&#8221;, lo è stato anche per me, poichè il suo entusiasmo è riuscito ad arrivare a me (e a chi probabilmente era presente ieri sera) senza filtro alcuno, sorprendendo in punta di piedi.</p>
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