
20/03/2009
Sound Magazine è lieto d’incontrare le simpatiche e ironiche Sorelle Marinetti, trio jazz-swing che ha all’attivo un album, “Non ce ne importa niente”.
Buongiorno Turbina, Mercuria e Scintilla, è un piacere avervi su Sound Magazine. Potreste gentilmente fare una breve presentazione de Le Sorelle Marinetti per i nostri lettori?
Beh, siamo un trio di sorelle della media borghesia torinese degli anni Trenta, così moderne che abbiamo deciso di non stare a casa a stirare o cucinare, ma ci siamo rimediate un lavoro di cantanti alla radio. Siamo delle “impiegate della canzone”. Questo sul palcoscenico. Nella realtà siamo tre attori cantanti, Nicola Olivieri (Turbina), Andrea Allione (Mercuria) e Marco Lugli (Scintilla), provenienti da mondi differenti, che si sono trovati in questo bellissimo progetto ormai tre anni fa.
Siete state selezionate dal produttore Giorgio Bozzo e poi avete collaborato con il maestro Christian Schmitz: com’è stato lavorare con loro?
Giorgio Bozzo è un matto. I suoi progetti sono a dir poco surreali e quando te li racconta la prima volta vorresti chiamare la Neuro. Ma mette nel suo lavoro così tante energie ed entusiasmo che accetti sapendo che farà di tutto per proteggerti. In questo spettacolo ha messo tutto quello che occorreva per far sì che avesse un senso, senza lesinare nulla. Christian Schmitz è un musicista d’altri tempi: serio, professionale e con un grande talento. Ha saputo ricreare le sonorità musicali e vocali di quegli anni. Qualcuno dice che nella nostra musica manca solo il fruscio della puntina… E poi ha lavorato su di noi per ore e ore per farci raggiungere la qualità dell’impasto vocale. All’inizio non c’era alcuna garanzia di riuscita.
Voi proponete delle cover di celebri canzoni anni trenta e quaranta jazz-swing: è un genere musicale ancora moderno o lo rendete tale riarrangiando le canzoni?
Le canzoni non sono “riarrangiate”. In verità il progetto piace proprio perché i pezzi sono stati riportati in vita da Schmitz in modo molto filologico. In alcuni casi ha ascoltato centinaia di volte i 78 giri per capire i passaggi musicali e gli arrangiamenti. Se crediamo che il repertorio sia moderno? No, ma il bello è proprio questo: il sound così vintage è proprio “cool”, fa venire tenerezza. Gli argomenti a volte sono moderni. Vuoi mettere il brano del Trio Lescano che si intitola “La gelosia non è più di moda”?
Come è nato ed è stato realizzato “Non ce ne importa niente”?
In verità prima è nata l’idea dello spettacolo teatrale, quindi abbiamo creato il repertorio e alla fine, prima del debutto, abbiamo pensato di realizzare un CD da vendere agli spettacoli. Che il disco potesse essere un successo discografico nessuno l’avrebbe mai creduto.
Avete avuto modo di fare molti concerti e spettacoli: com’è la risposta del pubblico?
Il nostro è uno spettacolo teatral-musicale. Non c’è solo la musica. Bozzo ha scritto un testo che interpretiamo tra un brano e l’altro raccontando gli anni Trenta in tutte le loro caratteristiche: cinema, letteratura, costume, musica, radio, personaggi… Sul palco ognuna di noi ha la propria personalità: Turbina, che è la sorella maggiore, è saggia e posata; Mercuria, la mediana, è romantica e sognatrice; Scintilla, la più piccola, è anche la più sfacciata e birichina. Abbiamo debuttato nel marzo dello scorso anno e siamo già a circa una sessantina di date. Il pubblico risponde entusiasticamente. Alcuni, i più anziani, si commuovono. Altri scoprono cose che non sapevano. Molti ad esempio non sanno che le Sorelle Lescano, che furono vere dive negli anni Trenta, un po’ come le Spice Girls negli anni Novanta, erano olandesi. Ancora meno che vennero arrestate in scena nel ’43 dalla polizia politica perché erano state denunciate come ebree.
Il fatto di proporvi come un trio di vocalist che si esibisce “en travesti” influisce molto sull’interesse del pubblico e dei media?
Crediamo di si. E questo era nelle intenzioni di Giorgio Bozzo. Lo ripete spesso: avrebbe potuto prendere tre attrici cantanti, ma non sarebbe stato così sorprendente. Però la stampa ha capito subito l’operazione. Tutti coloro che hanno parlato di noi l’hanno fatto senza pregiudizi, ascoltando bene il disco e venendo a vedere lo spettacolo. Qualcuno ancora ci considera delle drag queen, ma questo è il rischio se sali sul palco con una parrucca.
Quali sono i vostri progetti per il futuro? Registrerete nuove canzoni?
Lo spettacolo ha di fronte a sé ancora un paio d’anni di tournée. Per il dopo, Bozzo ha pensato di scrivere una commedia musicale, con una storia vera e propria, che veda noi tre protagoniste. Il titolo dovrebbe essere “L’abito da sposa” e, ovviamente è ambientata negli anni Trenta.
Per nuove incisioni invece bisognerà attendere il prossimo novembre, quando dovrebbe uscire un album dal sapore “internazionale”. Questo perché abbiamo scoperto che il nostro disco è scaricatissimo dai negozi digitali all’estero, quindi perché non provare a uscire dai confini italiani?
Grazie per la vostra disponibilità e cortesia, speriamo di potervi ascoltare quanto prima!
Beh, il modo migliore è consultare il nostro profilo su Myspace o su FaceBook: lì ci sono tutte le nostre date. Quindi… a prestissimo! Swing it!
Sito del gruppo: www.myspace.com/lesorellemarinetti