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Amarone in Jazz

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Intervista con La Fame di Camilla

 

20/05/2010

Sound Magazine ha il piacere di incontrare La Fame di Camilla, band indie-rock pugliese arrivata al grande successo grazie alla partecipazione al Festival di Sanremo 2010 e dalla seguente pubblicazione dell’album “Buio e Luce”.
Domande a cura di Angela Mingoni

Per chi non vi conoscesse, chi sta dietro il progetto “La fame di Camilla”?
Dietro il progetto stanno i suoi fondatori: Ermal Meta, Dino Rubini, Lele Diana e Giovanni Colatorti.

E quale genere vi rispecchia maggiormente?
Ci rifacciamo alle atmosfere musicali inglesi e del nord Europa. Molte delle scelte melodiche e armoniche sono ispirate all’indie brit pop-rock.

 
La domanda ora diventa ovvia; cosa rappresenta Camilla, e di conseguenza, la sua fame?
La fame rappresenta il nostro modo di far musica; istintivo e molto di pancia. Camilla…mmmmm…è ancora un segreto ;)

 
Nel vostro curriculum oltre a molti live sono presenti anche importanti collaborazioni, vedi La Crus, Morgan e gli Afterhours.
Non sono state vere e proprie collaborazioni. Abbiamo condiviso dei palchi come anche con Caparezza e altri ancora.

Pensando ad artisti o a gruppi lontani dal vostro genere, con chi vorreste collaborare?
Sarebbe molto bello collaborare con i Negrita. Li stimiamo molto.

 
Ermal, sappiamo della tua predilizione per Cristina Donà, cos’ha lei in più di tante altre?
Mi piace molto la sua voce e il modo in cui accarezza le parole..molto brava! Sono un suo fan

 
Ermal, come voce e frontman della band, componi i testi e la maggior parte delle musiche. Cosa metti della tua terra (Albania, ndr) e della tua storia nelle tue composizioni?
Ciò che scrivo è fortemente autobiografico. Nessun creativo può prescindere dalle proprie esperienze. Poi l’Albania è una terra magica..

2009: “La fame di Camilla”. 2010: “Buio e luce”. Lavorare per una grande etichetta come la Universal, che vantaggi (oltre alla grande distribuzione) comporta?
Si lavora con grande intensità! Non sappiamo i vantaggi che comporta lavorare con grandi etichette, ma sappiamo quelli che comporta per noi lavorare con le persone splendide con cui ci confrontiamo in universal ogni giorno.

“Buio e luce” nasce dall’esigenza di…
Di comunicare, come in ogni canzone, della propria interiorità.
 
Sanremo 2010. Il primo pensiero è di una vetrina musicale associata più che altro ad artisti non di primo pelo per così dire, dove le nuove proposte bene o male rimangono in ombra. Come vive una giovane band come la vostra la partecipazione al Festival? I nuovi talenti avranno mai il peso che meritano?
È importante aver avuto questa possibilità! È una vetrina incredibilmente esposta per cui è importante per questo. Ciò che un artista meriterà di avere lo dirà solo il tempo.

Basta fare un giro su Internet, tra blog e Myspace per scoprire un mondo infinito di gruppi che porterebbero grossi mutamenti nel panorama italiano. Perchè allora il mercato musicale non da loro il giusto spazio?
Il mercato è in fase di implosione quasi! Gli spazi sono davvero pochi e bisogna affidarsi nel più dei caso alla fortuna, purtroppo. Spero la situazione migliori perché c’è tanta bella musica in Italia che merita uno spazio.

Qualche consiglio per tutti coloro che ancora non hanno la fortuna di essere sotto contratto?
Suonare tantissimo e ovunque. Cercare la propria strada attraverso la scrittura. Le luci facili si spengono facilmente..



“Buio e Luce” di La Fame di Camilla

Ascoltare “Buio e luce” è come partecipare a un’ideale cena. Le portate però sarebbero solo dessert. Niente antipasti, primi o secondi, ma solo dolci.
Al termine si è sazi, lievemente nauseati dall’eccesso di zuccheri, con l’umore disteso e un’espressione di soddisfazione dipinta in faccia. Ci si alza dal tavolo barcollando, tenendosi un po’ la pancia, sazi, del resto ci si nutre di romanticismo, malinconia, serenità, speranze e delusioni. C’è un enorme impatto emotivo e bisogna saperlo deglutirlo pian piano.
Quest’album l’ho ascoltato in cuffia, spesso ad occhi chiusi, per assaporare quelle sfumature che ti aiutano a superare lo scoglio del primo ascolto.
Devo dire che ascoltandolo in questo modo mi ha molto emozionata. Questa band non ha bisogno di arrangiamenti troppo ricercati o complicati per arrivare alla loro meta ideale. “Buio e Luce” è un lavoro ispirato, a tratti poetico, da assaporare con i giusti tempi, senza aspettative e lasciandosi trasportare dalle parole.
Non si può dire sia molto vario ed eterogeneo, ma segue la sua onda, che inizia dal pezzo più bello dell’album, che ne da il titolo, e si conclude con una canzone che suona tanto come una dolce ninnananna.
Oltre al fatto che è registrato molto bene, c’è da dire che è palpabile quanto cuore ci abbiano messo questi musicisti, cosa che dona spessore e valore all’album e fa sorvolare sulla sua apparente ”compattezza” e la saltuaria ripetitività della musica pop. E’ facile accostarli ad artisti come Max Zanotti nello stile, ma è altrettanto semplice assaporare le loro intuizioni compositive e vocali, dando loro il giusto merito e peso.
La Fame di Camilla sta raccogliendo il giusto successo che si merita e credo ne sentiremo parlare ancora un bel po’ perchè hanno le carte in regola ed il talento per procedere a testa alta.