Ci trovate anche su Facebook My Space Twitter
Accedi al tuo account | Registrati per partecipare
Amarone in Jazz

Posts Tagged ‘ janelle monae ’



“The ArchAndroid” di Janelle Monae

Recensione di Angela Mingoni

In “The ArchAndroid”, album d’esordio di Janelle Monae, si può trovare un buon impasto di hip hop e reggae uniti a suoni più melodici e assoli di chitarra. Si tratta di un vero e proprio concept album (ossia un lavoro che si focalizza su un unico concetto,  in questo caso l’amore e la voglia di rivincita) che esce a distanza di tre anni da “Metropolis”, Ep che l’ha resa popolare in America e nel mondo black grazie anche all’aiuto del suo produttore, Sean Combs, meglio conosciuto come P.Diddy.
La Monae si racconta attraverso il suo alterego, l’Androide appunto, dimostrando la capacità non comune di passare con disinvoltura da pezzi rappati  a melodie più soft dove la potenza della voce la fa da padrona ( ad esempio in “Sir Greendown” e “Oh Maker“).
“Tightrope”, primo singolo estratto e passato in radio, rappresenta quello che ci si aspetta dalla musica rap: rime impossibili da ripetere per molti comuni mortali e quel ritmo scanzonato e allegro che ti fa ballare e tenere il tempo.
Se il risultato è così buono il merito va di diritto anche a Big Boy degli ex Outkast, che ha collaborato alla realizzazione del pezzo.
Tra uno scioglilingua e una ballata si incastrano “Suite II overture” e “Suite III overture”, due temi musicali di breve durata (un po’ surreali), che lasciano a bocca aperta; uno con la forza del mondo classico e dei concerti da camera, l’altro con la melodia del pianoforte e il coro, maestoso, in sottofondo, che ricorda quei film in bianco e nero dalle pellicole ormai consumate.
L’uso dei cori, non si limita solo alle overture ma viene riutilizzato per altri due pezzi: “Neon Valley street” e “Dance or die  featuring Saul Williams “. Entrambi, sfruttano la potenza della chitarra elettrica. Ma se nel primo caso si può ascoltare un vero e proprio assolo (culminante nel finale), nel secondo lo strumento viene accostato ad una base reggae e il tentativo apparentemente azzardato da i suoi frutti.
Sfortunatamente, quello che ci rimane sono pezzi più o meno orecchiabili ma non particolarmente incisivi per un disco che alla fine si rivela essere un po’ pesante.
Unire troppi generi e troppe sperimentazioni è sempre rischioso perché o li sai gestire o il risultato, come in questo caso, è un’accozzaglia che non permette di capire chi veramente Janelle Monae sia e cosa voglia raccontare. In questa grande confusione il suo alterego (o meglio l’androide) resta una vaga proiezione che chi ascolta non riesce a mettere a fuoco.



Uscito ieri il primo album di Janelle Monae

E’ uscito ieri in Italia, su etichetta Bad Boy/ Atlantic/Warner Music “The ArchAndroid”, l’album di debutto di Janelle Monae che Sean “Diddy” Combs alias P Duddy, ha definito “una vera visionaria…uno degli artisti più importanti che abbia mai messo sotto contratto” .
“The ArchAndroid”, composto di 18 tracce  è concept/musical che narra le tormentate peripezie di Cindy Mayweather nel futuro anno 2719, un’epoca dove si sono persi tutti i valori.
L’album è un viaggio orchestrale crescente animato da parti vocali potenti, immagini misteriose e accenni di pop e jazz degli anni ’60. “E’ un suono sinfonico biologico,” dice la Monáe, che si è aggiudicata i talenti della Wondaland ArchOchestra per realizzare il suo sound. Gli elaborati arrangiamenti orchestrali sono stati composti e diretti da Nate “Rocket” Wonder e Roman GianArthur per la Wondaland Productions. Tra gli ospiti il leggendario Big Boi degli OutKast, il rinomato poeta Saul Williams, la psichedelica brigata dance-punk Of Montreal e i profeti del punk Deep Cotton.

“The ArchAndroid” mischia i talenti dei produttori esecutivi Nate Wonder, Chuck Lightning, Janelle Monáe e Sean “Diddy” Combs con la produzione co-esecutiva di Big Boi degli Outkast.
Così la Monae descrive l’album:
 “Musicalmente, The ArchAndroid è un film di James Bond che si svolge nello spazio profondo, in termini d’influenze racchiude tutte le cose che amo – le colonne sonore di film come Il Padrino mischiate ad album che amo quali Music of my Mind di Stevie Wonder, Ziggy Stardust di David Bowie e hip hop sperimentale come Stankonia.”

“The ArchAndroid”  è anche il risultato di un anno mezzo trascorso dalla Monae  in tour in giro per il mondo, periodo in cui ha fatto da supporter ad artisti quali i No Doubt, i Paramore ed Erykah Badu in diverse  città come tra cui Istanbul, Berlino, Mosca e New York.
 “Dopo tutto, questa musica arriva da vari angoli del mondo – dalla Turchia a Praga ad Atlanta— luoghi in cui siamo stati in tour. Mentre stavamo registrando, sperimentammo con suoni differenti. Una volta inghiottiti dal sound, tutti noi ci sentimmo legati all’album a livello emotivo. Ha certamente trasformato il mio modo di pensare, il modo d’affrontare il palcoscenico e dopo tutto, anche la mia vita.”
Il primo singolo dell’album, “Tightrope”, che vede la partecipazione di Big Boi degli Outkast, dimostra l’impegno di Janelle a rimanere concentrate su quello che conta: la musica.
Una funky party jam coraggiosamente sostenuta dai “classici ottoni” della sezione fiati dei Wondaland, “Tightrope” vede la voce suadente della Monae ricordare agli ascoltatori, e probabilmente a se stessa, “When you get elevated/ they love it or they hate/ keep dancing on them haters.”
Janelle Monae ha ricevuto recentemente una nomination come miglior corografia per il video di
“Tightrope”.

www.janellemonae.com
ww.myspace.com/janellemonae
www.warnermusic.it



Arriva a fine mese “The ArchAndroid” di Janelle Monae

Janelle Monae è una nuova artista che fu messa sotto contratto dalla Bad Boy, l’etichetta di P Diddy, quando la Bad Boy era ancora distribuita dall’Atlantic Records e che lo stesso P Diddy definisce “una vera visionaria…uno degli artisti più importanti che abbia mai messo sotto contratto”.
 
E dev’essere vero perchè, a parte il debutto “spontaneo” nel Music Control (Numero 55 la scorsa settimana!, anche diverse testate stampa importanti (Rolling Stone, XL e L’Uomo Vogue) ne hanno recentemente e altrettanto spontaneamente parlato o chiesto di poterla intervistare e parlarne.

The ArchAndroid mischia i talenti dei produttori esecutivi Nate Wonder, Chuck Lightning, Janelle Monáe e Sean “Diddy” Combs con la produzione co-esecutiva di Big Boi degli Outkast. Musicalmente, The ArchAndroid è un film di James Bond che si svolge nello spazio profondo  e in termini d’influenze racchiude tutte le cose che la Monae ama – le colonne sonore di film come Il Padrino mischiate ad album quali Music of my Mind di Stevie Wonder, Ziggy Stardust di David Bowie e hip hop sperimentale come quello degli Stankonia.

The ArchAndroid è un viaggio orchestrale crescente animato da parti vocali potenti, immagini misteriose e accenni di pop e jazz degli anni ’60 che stupirà e affascinerà l’ascoltatore.
Tracklist
1. Suite II Overture
2. Dance Or Die (feat. Saul Williams)
3. Faster
4. Locked Inside
5. Sir Greendown
6. Cold War
7. Tightrope (feat. Big Boi)
8. Neon Gumbo
9. Oh, Maker
10. Come Alive (War Of The Roses)
11. Mushrooms & Roses
12. Suite III Overture
13. Neon Valley Street
14. Make The Bus (feat. Of Montreal)
15. Wondaland
16. 57821 (feat. Deep Cotton)
17. Say You’ll Go
18. BeBop Bye Ya