Dopo varie posticipazioni vede finalmente la luce la terza fatica di Imogen Heap. Qualcuno di voi la conoscerà, altri si chiederanno da dove diavolo salta fuori.
Se vogliamo scavare nel passato un po’ più lontano, la troviamo vicino a Guy Sigsworth nel duo Frou Frou, autori del tormentone “It’s Good To Be In Love”. Se invece vogliamo spulciare nel passato più recente, la ritroviamo in già in veste solista con un altro tormentone, “Hide And Seek”, molto caro ai fans della serie OC.
Un passato decisamente ingombrante con cui fare i conti, specie se si vuole sperimentare e cercare di darsi un minimo di credibilità. Ma sembra che questa volta qualcosa riesca a muoversi nella direzione giusta. La voce non è cambiata, essendo il punto focale del suo stile, sempre calda e ipnotica.
L’innovazione vera e propria sta nelle parti strumentali, dove la delicata elettronica da laptop viene dolcemente contaminata da flamengo, folk, ballate di pianoforte e chitarre.
Ci sono melodie eteree e ritornelli accattivanti, con ritmiche che rasentano il post rock ogni tanto. “First Train Home”, la ballabile “Swoon” e il singolo “Canvas” sono dimostrazioni tangibili di questa piccola crescita, anche se una menzione speciale va alla conclusiva “Half Life”, cantata quasi a cappella, con un piano quasi impercettibile ad accompagnare, dove la cantante spinge la propria voce su tonalità più alte rispetto alla norma, facendo vedere delle potenzialità davvero insperate.
Certo il passato è sempre dietro l’angolo e la tentazione del singolone facile è pronta ad essere afferrata. Ma se il percorso intrapreso con “Ellipse” è davvero l’inizio di una nuova sfida, ben vengano queste innovazioni. Magari riuscirà veramente a chiudere la valigia e abbandonare OC per sempre.