“Piedali” di HANK!
Devo ammetterlo, ogni volta che ascolto questo disco, cambio umore ed opinione in merito. Sono passata in un balzo dal divertimento, alla perplessità, alla noia, ad un moto di sorriso spontaneo. Del resto nel momento in cui si decide di intraprendere il sentiero dell’ironia, questi sono i rischi. C’è infatti la possibilità di non venir presi sul serio, di farsi soffocare dai synth e dalle coraggiose escursioni in territorio dance.
Prima di avvicinarsi a “Piedali” bisogna mettersi nell’ordine delle idee che si tratta di sei canzoni dai ritornelli orecchiabili e dai (ben scritti) testi nonsense, che combina rock, pop ed elettronica con spensieratezza. E’ giusto entrare nel giusto animo per ascoltare il disco tutto d’un fiato, senza spegnere lo stereo al primo intoppo, quando cominciano a venirti i dubbi e si viene avvolti dai ritmi martellanti un po’ anni Ottanta.
Se si aggiunge il fatto che il cantante canta con erre garrula e che narra storie che oscillano tra il vero e l’assurdo, si capisce il motivo per il quale ti sembra tutto grottesco, talvolta lievemente ossessivo, celato dietro ad accelerazioni rock e alla leggerezza del pop. Questo però non vuol dire che non meriti un secondo ascolto più accurato e smaliziato.
Vi piacciano o no, non si può non trovarli interessanti, pur non avendo inventato nulla possono contare su una discreta dose di originalità e su una registrazione molto buona, che per l’ep di esordio può essere un trampolino di lancio niente male.
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