“Grey Britain” di Gallows
I Gallows l’hanno fatta grossa. Ma non in accezione negativa. “Grey Britain” non può essere considerato un capolavoro, questo si potrà dire solo tra qualche anno, ma farà sicuramente parlare di se. In realtà è da qualche mese che lo sta facendo: il tam tam mediatico che ne sta precedendo l’uscita, il ritardo durante le registrazioni delle tracce vocali dovuto ad un malessere occorso al cantante Frank Carter e le riprese di un mini film di mezzora basato su alcuni brani dell’album, ne hanno fatto uno degli album più attesi di questa prima parte del 2009.
Con questo secondo album i Gallows confermano quanto di buono fatto con il precedente “Orchestra Of Wolves”, mostrando decisamente un suono più maturo, che abbandona la crudezza dei vecchi pezzi in favore di una formula più ricercata, senza perdere minimamente l’impatto che li caratterizza da sempre. Anzi, i tredici brani che compongono “Grey Britain” appaiono ancora più brutali, supportati da testi al vetriolo che trasudano frustrazione, insofferenza, disillusione, che rendono il suono cupo e malato, complice anche l’ottima prova vocale di Frank Carter.
Nel loro punk hardcore c’è tanta rabbia, ma non cieca, niente è lasciato al caso: il quintetto ha lavorato parecchio sulla struttura delle canzoni, ricorrendo a scelte parecchie inusuali per il genere, come la parte acustica di “The Vulture (Acts I e II)” e soprattutto la superba parte orchestrale che chiude l’album con una dolcezza malinconica dopo tanta rabbia.
Un barlume di speranza dopo gli ultimi versi sputati fuori con veemenza: “Great Britain is fxxxing dead, so get up folks in your lives, let’s fxxxing start again” (La Gran Bretagna è morta, quindi alzatevi gente nelle vostre vite, iniziamo di nuovo). Nell’edizione speciale del cd sarà allegato anche il film di 30 minuti diretto da Adam Powell (già al lavoro con Architects), basato su una storia che si sviluppa attraverso sei pezzi dell’album (“Intro”, “London Is The Reason”, “I Dread The Night”, ” Vultures (Act II)” e “Outro”). I quattro pezzi sono anche i singoli scelti per “Grey Britain”.
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I Gallows, band hardcore-punk inglese formatasi nel 2005, torna con un nuovo album a maggio.