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Amarone in Jazz

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Goose Festival 2011

Goose Festival
Zevio (Verona), Cortile del Castello
5-6-7 agosto 2011

La quarta edizione del Goose Festival si svolge dal 5 al 7 agosto 2011 nel Castello di Zevio, in provincia di Verona. L’evento propone quest’anno un’interessante fotografia del panorama musicale indipendente nazionale, con tre serate caratterizzate da generi musicali abbastanza compatti: il venerdì spazio alle sonorità di ricerca e di contaminazione tra rock ed elettronica, il sabato serata riservata al metal declinato nella sua accezione underground con inaspettati risvolti folk, mentre la domenica è rivolta ai suoni rock più raffinati.

Questo il programma completo delle tre serate

VENERDI 5 AGOSTO
Ore 19:00 Inaugurazione dell’esposizione di pittura nel parco, con la presentazione delle opere e degli artisti a cura della dott.ssa Maria Letizia Paiato, collaboratrice alla cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Ferrara.
Ore 21:30 Matadores, elettronica
Ore 22:30 Distanti, punk – Triste
Ore 23:30 The death of Anna Karina, noise rock – Unhip Records

SABATO 6 AGOSTO
Ore 21:30 Sin Circus, hardcore metal – Valery Records
Ore 22:30 Rude Forefathers, swedecore – DysFunction Productions
Ore 23:30 Folkstone, metal-folk – Fuel Records

DOMENICA 7 AGOSTO
Ore 20:00 Incontro con l’autore: Bernardo Moranduzzo presenta il suo libro Dalla nebbia alle nuvole. In bici verso il Tibet, in cui racconta la sua epica e avventurosa pedalata di 14000 km da Modena al Tibet, fatta con la compagna Marcella Stermieri.
Ore 21:30 Le maschere di Clara, rock – Jestrai
Ore 22:30 Wora Wora Washington, power electro – Shyrec
Ore 23:30 Offlaga Disco Pax, new wave – Santeria

Nel parco del Castello si tengono numerose attività che vanno ad integrare l’offerta culturale del Goose Festival. Un’esposizione di pittura che vede la partecipazione di dieci artisti provenienti da tutto il Veneto, selezionati sulla base dell’originalità nelle linee di ricerca del loro lavoro. Una video zone intitolata Ai confini del Goose, che propone una selezione di cortometraggi del regista ceco Jan Swankmajer, regista di culto che con il suo humor nero e grottesco ha influenzato i film di Tim Burton e Terry Gilliam. Il Reader’s Corner, una zona relax dotata di scaffali con libri e riviste, divani e un punto assistito dedicato al bookcrossing. Una postazione di raccolta di trashware informatico, dove il pubblico potrà portare pezzi di computer usati, con l’obiettivo di riassemblare nuovi pc da donare a realtà bisognose. Installazioni artistiche presenti in tutta l’area del festival e banchetti di associazioni che operano nel settore culturale, umanitario e assistenziale.

Tema conduttore dell’edizione 2011 del Goose Festival è l’ecostenibilità. Grazie ad un dialogo iniziato nel 2010 con il Dipertimento di Ingegneria Meccanica dell’Università degli Studi di Padova, il Goose Festival sarà oggetto di una tesi di laurea triennale in Ingegneria Energetica effettuata sotto la guida della dott.ssa Anna Stoppato, nella quale si calcolerà l’emissione di CO2 prodotta dalla manifestazione, con conseguenti proposte su come poter ridurre l’impatto ambientale. Le dimensioni della manifestazione, infatti, rendono il Goose Festival particolarmente adatto per uno studio complessivo tramite il metodo scientifico del Life Cicle Assessment, regolato a livello internazionale dalle certificazione della serie 14040. Il Goose Festival, per sostenere le tematiche quali la produzione di energia elettrica a partire da fonti rinnovabili, il risparmio energetico e la differenziazione dei rifiuti aderisce al progetto “Ecofeste” promosso dal Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese (Ente di Bacino VR4). A tale proposito il Goose Festival farà una forte campagna di sensibilizzazione su tali tematiche e promuoverà, tra le altre cose, l’utilizzo di stoviglie e vettovaglie in materiale riciclabile e la stampa su carta con marchio WMF (Well Managed Forest).

Il Goose Festival è organizzato dall’Associazione Helios, con il patrocinio del Comune di Zevio (Assessorato alle Politiche Giovanili) e della Provincia di Verona e rientra nel programma ufficiale di Provincia in Festival.

Il porgramma completo e dettagliato è visibile sul sito ufficiale della manifestazione: www.goosefestival.it

Apertura degli stand gastronomici alle 19:00, inizio concerti alle 21:30. L’ingresso a tutte le serate e a tutte le attività è gratuito. Ampio parcheggio nella piazza antistante.

Per ulteriori informazioni contattare gli organizzatori al seguente indirizzo:
info@goosefestival.it



Ecco il programma della terza edizione del Goose Festival

Sta per partire la terza edizione del Goose, un giovane festival che si tiene ogni anno nel Castello di Zevio, in provincia di Verona. La manifestazione, che si tiene nei giorni 6-7-8 agosto 2010, vede tre serate ricche di musica e di appuntamenti culturali molto interessanti. A farla da padrona è ovviamente la parte musicale, con una serie di concerti di gruppi italiani provenienti da tutta la penisola. Il Goose è un festival che esplora le più fresche novità della scena indipendente italiana, spaziando tra i molti generi compresi tra l’indie rock e il metal underground. E quest’anno gli organizzatori sono riusciti a mettere insieme tre serate di buon livello, con degli headliner di sicuro interesse e altri gruppi di apertura che si stanno guadagnando ampi consensi da critica e pubblico, più qualche nuova scommessa su cui gli organizzatori sono pronti a scommettere.

Venerdi 6 agosto la band principale sarà quella dei toscani Appaloosa, che propongono un groove di suoni raffinati e potenti, forti anche del solidissimo album Savana, pubblicato per Urtovox quest’inverno.
La successiva serata del sabato vedrà la partecipazione di due tra i più interessanti gruppi metal del momento, i giovani Corroosion da Torino, che promuoveranno il loro nuovo album Punish the Mind accanto ai veterani Node da Milano, che suoneranno le canzoni del loro settimo album In the end everything is a gag, pubblicato a gennaio 2010.
L’ultima serata di domenica 8 agosto si chiuderà con l’attesissimo concerto dei campani A Toys Orchestra, freschi della pubblicazione del nuovo album Midnight Talks, uscito per l’etichetta Urtovox, che li ha consacrati come una delle band più rappresentative dell’attuale panorama indipendente italiano, guadagnandosi anche la copertina sull’importante rivista di settore Blow Up del mese di maggio. Gli A Toys Orchestra stanno promuovendo il loro album con una serie di concerti lungo tutta la penisola e il Goose Festival sarà la loro unica tappa estiva in Veneto.
Degli altri gruppi che completano il cartellone del Goose Festival alcuni sono nomi già noti al pubblico, altri invece sono delle fresche realtà di cui si consiglia vivamente l’ascolto: il trio vicentino Schiele, giunti al secondo album Pictures Of Mountains, che è stato registrato sotto la supervisione di Giovanni Ferliga e Giulio Favero del Teatro degli Orrori; i Patush, giovane formazione veronese che propone un post rock strumentale con venature prog e noise; gli Eat Me Clown, da Treviso, forti della pubblicazione del loro primo album The Chosen One, con l’etichetta UK Division; gli Intercity, nuovo progetto in italiano dei bresciani Ed Wood, che vede l’apporto di nuova linfa grazie allo stabile inserimento di due nuovi compenenti, Anna Viganò (chitarra e voce) e Fausto Zanardelli (tastiere); gli Antenna Trash, band rivelazione di questi ultimi mesi, che grazie allo splendido e recentissimo Dry, Wet, Paper, Plastic, Aluminium si sono guadagnati il palco all’Italia Wave Love Festival 2010 come unico gruppo veneto della manifestazione.

Accanto alle proposte musicali il Goose offrirà molte attività culturali, che saranno concentrate nel parco del castello: l’esposizione di pittura Le Arti del Castello, alla quale partecipano alcuni artisti provenienti da tutto il nord Italia; il nuovo Reader’s Corner, un angolo dedicato alla lettura, con libri a scaffale aperto e un punto per il bookcrossing; una video zone con una selezione di corto e medio-metraggi americani di fantascienza, intitolata significativamente Ai confini del Goose. Da segnalare l’appuntamento nel parco del castello di domenica 8 agosto, dove, alle 18:00 si terrà un piacevole aperitivo letterario con un’intervista alla giovane scrittrice veronese Jennifer Bertasini, che presenterà al pubblico il suo nuovo romanzo Mandorle e Arance (Edizioni Albatros). Il programma dettagliato si può trovare sul sito www.goosefestival.it. Apertura degli stand gastronomici dalle 19:00 e inizio concerti alle 21:30. L’ingresso è gratuito.



Goose Festival – Zevio (VR) – 7,8,9/08/2009

Il Goose Festival è un festival di tre giorni, tenutosi a Zevio (VR) il 7, 8 e 9 agosto. L’associazione organizzatrice, Helios, ha fatto un buon lavoro di selezione dei gruppi, pur prediligendo quelli nelle vicinanze di Verona.
La prima serata si è aperta con il gruppo padovano Nicker Hill Orchestra, che ha offerto una scaletta interessante, incentrata sul post-rock strumentale (tranne qualche incerto inserto vocale). I Nicker Hill Orchestra si sono rivelati potenti quanto riflessivi.
A seguire la band veronese Nexus, col suo garage-rock energico e coinvolgente. Pur essendo senza cantante, il gruppo ha suonato senza incertezze, pur rimanendo legati al solito genere che lo ha da sempre contraddistinto. Buona performance, ma nulla di nuovo.
Una positiva sorpresa sono stati i bresciani Aucan, che con il loro avant-rock tra il minimalista e l’elettronica spinta ha saputo stupire. Chitarre potenti e synth sono stati i veri motori del concerto, che mi ha lasciato addosso la voglia di scoprire e conoscere meglio la band, in quanto è veramente una ventata di sana innovazione. Finalmente qualcuno che osa col rock e osa bene!
Sabato sera invece, era interamente dedicato al metal. Ad aprire le danze gli Acheode, quintetto veronese. Nonostante la giovane età la band ha buona padronaza degli strumenti e il loro death metal con elementi “core”, seppur non originale, scorre senza sbavature tecniche. Le uniche pecche possono essere individuate nel cantato “pulito”, abbastanza debole, e nella tenuta palco, un po’ troppo timida, ma avendo dalla loro la giovane età sono difetti che verranno limati col tempo e con l’esperienza.
Decisamente più in palla rispetto agli Acheode, il gruppo veronese Vehement. Forti di un imminente debutto su etichetta nei prossimi mesi, regala al pubblico del Goose Festival un’esibizione infuocata e a tratti divertente a base di thrash metal rivisto in chiave moderna. La tenuta palco è sempre viva e quantomeno coinvolgente, almeno a vedere la gente delle prime linee, ma alla lunga il suono si fa monotono e a tratti irritante.
Gli headliner della serata erano invece i Cadaveria. Forti di una carriera quasi decennale e acclamati dal pubblico presente, forniscono un’esibizione senza infamia e senza lode, con il black metal degli inizi che ha fatto spazio a un rock metal a mio avviso privo di impatto.
Per l’ultima serata sono stati scelti tre gruppi particolari e forti nel loro genere, col cantato in italiano. Gli Eroi, duo bresciano, sanno spiazzare a causa del suono grezzo e diretto, loro pregio e limite.
Gli Elettrofandango hanno invece proposto una performance quantomeno particolare. Il loro genere, definito “rock torcibudella”, mischiato a videoproiezioni forti e d’impatto, ha sortito un effetto graffiante, aggressivo e pesante per la sua voluta complessità.
A chiudere in bellezza il festival ci ha pensato Giorgio Canali e i Rossofuoco, che hanno proposto una scaletta coinvolgente ed entusiasmante, che ha saputo far emergere la verve dell’intero gruppo, il suo rock sanguigno e i preziosi testi.
Tirando le somme, il Goose Festival ha saputo migliorarsi in qualità e diventare uno dei festival rock veneti da tenere d’occhio.



Intervista con Giorgio Canali (Rossofuoco)

11/08/2009

In occasione dell’edizione annuale del Goose Festival a Zevio (Vr), la redazione di Sound Magazine ha avuto il piacere e l’onore di incontrare una figura storica della musica rock italiana che risponde al nome di Giorgio Canali. Un personaggio che ha militato in formazioni storiche come Cccp, Csi, Pgr e Rossofuoco, ritagliandosi un posto notevole all’interno della scena alternativa nazionale. Ma quello che ci ha colpito di più è stata l’umiltà e la disponibilità, prima con i fans e poi con noi, e soprattutto la genuinità di una persona che è riuscita a trasformare l’intervista in una piacevole chiacchierata attorno a un tavolo dietro al palco, alla presenza degli organizzatori del ben riuscito Goose Festival, tra Pastis e risate.
Domande a cura di Michael Simeon

Sono passati due anni dal precedente “Tutti Contro Tutti”, ora torni addirittura con una doppietta. Ma se “Ultime Notizie Di Cronaca” rappresenta il canto del cigno dei Pgr, “Nostra Signora Della Dinamite” dimostra che Giorgio Canali c’è ancora, in stato di grazia se vogliamo dirla tutta.
Giorgio: Negli ultimi due anni ho vissuto le tre cose più belle della mia vita. Ho compiuto 50 anni, ovvero l’inizio della terza età. A questa età la gente si avvicina alla pensione, io non ci penso nemmeno. Poi ho prodotto “Canzoni Da Spiaggia Deturpata” di Le Luci Della Centrale Elettrica, un disco che sento molto mio. E poi ho avvuto la fortuna di pubblicare il nuovo lavoro dei Pgr, e per la prima volta posso dire di sentirlo veramente mio. Le altre volte partiva tutto da Gianni Maroccolo, con cui alle spalle ho decenni di litigi e divergenze riguardo alle composizioni, questa volta per una serie di cose ho avuto la possibilità di lavorarci io principalmente. Ma se lo sento mio musicalmente, non ne condivido i contenuti e le tematiche, ma Giovanni (Lindo Ferretti, n.d.a.) non scrive testi, ma fa poesia, e la poesia va oltre a queste cose.

Dici di aver vissuto le tre cose più belle della tua vita, ma ascoltando il tuo ultimo lavoro sembra che il tema conduttore sia un pò l’amarezza, il sentirsi fuori posto in un mondo che sembra cambiare ma rimane sempre lo stesso.
Giorgio: Beh, non vuol dire mica che ho le tre cose più felici della mia vita. Sai, sono convinto che la creatività e la felicità non stiano bene assieme. Chi sta bene non può tirare fuori delle cose che colpiscono l’animo degli altri. Che poi alla fine la creatività cos’è? Riuscire ad arrivare al cuore degli altri in maniera struggente se vuoi, in maniera che uno si senta coinvolto, che si senta afferrato dentro e strappato fuori. E così ci arrivi solo con l’auto-sofferenza e comunicando la sofferenza agli altri.
Difficilmente “Ciao mamma guarda come mi diverto”…stimo tantissimo Lorenzo, però, cioè sta li e rimane li, ma non si muove. Poi è chiaro che c’è tanta gente che prende queste cose come riferimento. Mi ricordo “Sono fuori dal tunnel del divertimento”, con lui che cantava e la gente che non capiva una sega di quello che stava dicendo – Caparezza – e lui ci tiene moltissimo e l’ho visto in concerto lamentarsi più di una volta “non si capisce-eee?” e il pubblico rispondeva come se non avesse capito un cazzo di quello che cantava. Ed era tragica. L’ho visto ad Arezzo Wave davanti a 30.000 persone che ululavano yo yo yo, hai capito no? Per fortuna non ho questo tipo di problemi ahahah. Questo problema ce lo siamo tolti di dosso più di dieci anni fa quando abbiamo spento i Csi perchè stava arrivando questo momento. Questo momento di eccessiva notorietà e facile plauso.

Per quanto riguarda la questione della musica nostrana, c’è un pezzo sul nuovo disco, intitolato “Rifiuti Di Emergenza”, dove te la prendi un pò con il cantautorato…
Giorgio: Ma no, me la prendo con i bar della mia città, è diverso. E’ il discorso del “mondo per vecchi”, ci stanno spegnendo tutto quanto, e i piccoli rifugi che troviamo fanno cagare ancor di più del mondo che è fuori. Però io non posso aprire un bar, un ristorante e aspettarmi che sia un posto decente. Cioè io devo essere il cliente, non posso essere il gestore. Cosa devo fare, mettermi dietro al bancone? E’ dura, è dura vivere. Cinque-sei anni fa era molto meglio, dieci anni fa era molto meglio ancora, quindici anni fa era molto meglio ancora. Ci stanno uccidendo pian piano e purtroppo anche i posti che sono di qualità fanno cagare.

Ma nei confronti della musica commerciale…
Giorgio: Mi danno molto più fastidio quelle meteore che passano nella musica della hit. Improvvisamente per 20 giorni sei sulla bocca di tutti, sulle copertine, in prima pagina sui siti, la prima cosa da cliccare, capito? Poi un anno dopo nessuno si ricorda di chi cazzo era quella gente.

Ma pensi che questo sia più un problema di composizione da parte dell’artista o un problema di cultura generale da parte di chi ascolta?
Giorgio: No, è un problema di modelli e di imitazione dei modelli. Ci lamentiamo spesso di come tutti siamo pronti ad accettare dei modelli diversi sulla vita – non ti parlo della musica ma della vita – perche c’è questo mondo patinato, degli spot televisivi, delle robe così, e poi facciamo le stesse cose quando si tratta di andare a cercare robe interessanti e di qualità quando si tratta della musica del hit, le meteore che le vedi sulle copertine di qualsiasi giornale e dopo sei mesi non ne sentirai più parlare te lo dicono da sole.
Perchè sono fenomeni di moda, e non tra virgolette, tutto maiuscolo. M-O-D-A.

Giorgio Canali e l’amore.
Giorgio: Uhhhh che tasto dolente. Io vorrei essere single nella mia vita, non sono mai riuscito ad esser single. Ti dico anche il perchè: sono così figo che è difficile lasciarmi andar via.
Io non riesco a stare single, ma non per volontà mia.

Ho fatto questa domanda perchè sull’album ci sono due canzoni che mi hanno colpito…
Giorgio: Sai, con quest’album ho cercato di dare tutto da dentro, di vendere molto meno me, di vendere il mondo in assoluto. Non mi sono messo in prima persona e sputtanato, anche quando racconto delle cose diciamo molto personali. E’ entrare in una parte che non è così personale, “Tutti Gli Uomini” è un pezzo che parla di come si sente una donna. Penso che il 90% delle ragazze che ascolta quel pezzo dice “ma quella sono io!” e non c’è verso. Però forse per me è molto sentito, io sono un pò donna. Mi sento molto femminile nel mio essere vivo. E poi parto da un concetto molto stupido se vuoi, però secondo me è importante: i maschi che ci sono in giro fanno veramente cagare. E’ facile per un ragazzo trovare una ragazza interessante, che abbia un sacco di cose da dire e la maniera di esprimersi e scambiare opinioni valide. Per una ragazza è difficilissimo, poi il mondo è pieno di stronzi di sesso maschile. Poi non so, forse è il mio retaggio, la mia parte gay inespressa ahahah. Scherzi a parte, penso che sia così. E’ difficile per una ragazza trovarne uno decente.

E’ stata furba la dicharazione che “Nostra Signora Della Dinamite” è un album che porteresti su un’isola deserta in caso di naufragio?
Giorgio: No no no no, io, secondo me, ho fatto i cinque album più belli della storia della musica, su questo non ci piove. Poi si la valigia è grande, c’è posto per almeno otto album. Si non è che vado tanto lontano. Ci metto dentro “Street Hassle” di Lou Reed, ci metto dentro ” Canzoni Da Spiaggia Deturpata”, perchè mi piace veramente tanto quello che scrive quel bimbo li, mi piace veramente tanto.

Come ti trovi con La Tempesta, la tua etichetta?
Giorgio: La Tempesta non è un’etichetta, è una cosa virtuale. La gente pensa a La Tempesta a una cosa come il Cpi (Consorzio Produzioni Indipendenti), che era una strategia, una direzione, che era strutturata come un’etichetta che era fatta da due etichette, I Dischi Del Mulo e Sonica. La Tempesta invece ognuno si fa i suoi dischi, siamo amici, li mettiamo il marchio de La Tempesta, e poi nessuno si sbatte per nessuno. Poi è chiaro che Enrico Molteni dei Tre Allegri Ragazzi Morti è quello che tiene un po’ le fila, si sbatte anche per me, non voglio dire che non faccia niente. Ma avere un’etichetta è una cosa, essere ne La Tempesta è un’altra roba, è più un marchio di intenti, di cose. A differenza del Cpi che aveva fatto un sacco di porcherie – purtroppo – secondo me La Tempesta ha il pregio, per quanto mi riguarda, che tutto quello che pubblica se non al 100% mi piace al 90% almeno. Questa cosa mi fa sentire dentro il progetto.

Ci sono gruppi italiani o esteri, oltre a Le Luci Della Centrale Elettrica, che da come ne parli è come un figlio per te, che consiglieresti, emergenti, magari che hai prodotto?
Giorgio: Una roba a cui ho lavorato nell’ultimo anno è un gruppo di montanari che si chiama Dondolaluva. Sono un trio di ragazzi improbabili, non suonano in nessun tipo di strada, ma hanno la capacità di essere molto molto originali, e hanno una persona che canta, scrive e suona il basso molto molto intelligente che scrive delle cose bellissime.

Io il cd l’ho ascoltato e mi è piaciuto.
Giorgio: E’ bello eh?

Si, però ad un primo ascolto mi ricordano un pò i Tre Allegri Ragazzi Morti, forse per la voce.
Giorgio: Si ma sono molto più corposi, hanno un piglio toscano che magari può essere solo un italiano un po’ astruso, per me sono proprio dei giri dialettali che parlano il mio dialetto, anche se non lo è. Mi piace quella maniera di contaminare la lingua con le costruzioni e le locuzioni tipiche di una zona, ogni zona ha la sua maniera di dire.

Bene Giorgio, grazie mille per l’intervista.
Giorgio: Grazie a voi.



Intervista con Cadaveria

21/07/2009

Sound Magazine incontra la band black metal italiana Cadaveria, che ha all’attivo tre album: “The Shadow’s Madame” (2002), “Far Away from Conformity” (2004) e “In your blood” (2007).
Domande a cura di Michael Simeon


Ciao ragazzi, siamo contenti di avervi qui su Sound Magazine. Prima di tutto, vorreste presentare il gruppo ai nostri lettori?
Ciao a tutti, noi siamo i CADAVERIA, band Horror Metal italiana con Cadaveria alla voce, Frank Booth alla chitarra, Killer Bob al basso e Marcelo Santos alla batteria. Suoniamo insieme dal 2001 e abbiamo realizzato tre CD. Attualmente siamo sotto contratto con la francese Season of Mist e siamo reduci da un mini tour in Messico.

Il vostro ultimo album “In Your Blood” risale al 2007. Cosa avete fatto negli ultimi due anni? State lavorando a qualcosa di nuovo?
Abbiamo promosso il terzo album realizzando due videoclip e suonando un po’ ovunque, dal Piemonte alla Sardegna, con alcune tappe francesi e una fantastica esperienza a Mexico City e dintorni. Abbiamo ripreso a comporre i pezzi per il nuovo album dopo che Cadaveria e Killer Bob si erano assentati per registrare con il loro side project DyNAbyte. Da qualche mese siamo tornati all’opera e abbiamo buone speranze di registrare il 4° CD a inizio inverno.

La vostra esibizione al Goose Festival al Castello di Zevio di Verona segnerà il vostro ritorno sui palchi italiani dopo un paio di date in Messico. Come sono andate?
E’ stato uno spettacolo! Innanzitutto l’organizzazione era impeccabile, ottima ospitalità e professionalità delle persone che ci hanno accolto. Il pubblico poi là è davvero meraviglioso. I CADAVERIA sono molto conosciuti ed amati in tutta l’America latina, quindi ci siamo trovati in scene di adorazione totale, con fan che cantavano tutti i nostri brani e bagarini all’esterno dei locali che vendevano nostre magliette contraffatte, oltre a tazze della colazione con il volto e il logo di Cadaveria. Davvero un’esperienza positiva, che ci ha riempito di voglia di suonare e fare tour sempre più lunghi.

Siete attivi dal 2001, una vita musicalmente parlando. Tracciando un bilancio di questi ultimi otto anni, quali sono i ricordi migliori che portate nel cuore? E i peggiori?
Abbiamo ottimi ricordi di vari momenti. In generale i tempi delle registrazioni e le trasferte live sono le occasioni più divertenti, in cui si sta insieme e si sparano cazzate:) Allo stesso tempo, non essendo più dei ragazzini, riusciamo a gestirci eventuali criticità e posso dire di non avere brutti ricordi.

Il vostro percorso musicale è stata una continua evoluzione, tanto che ogni vostro album deve essere preso come un lavoro a se stante o al massimo come un progresso rispetto a quello precedente. Cosa saranno i Cadaveria del futuro?
Loro stessi, come sempre. In verità recentemente si è unito al gruppo un secondo chitarrista, Dick Laurent, che sta collaborando attivamente alle stesura dei nuovi riff. Dick ha un background molto black/death e questo darà senz’altro un tocco ulteriormente oscuro al prossimo album.

Quali sono le vostre influenze attuali?
Sono variegate. Cadaveria ascolta principalmente Tool, Dissection, roba tecnica insomma. Gli altri si dividono tra Heavy classico, Trash e rock anni settanta.

Avete in programma altri concerti dopo quello di agosto?
Veramente no. Il tempo stringe e se vogliamo registrare a breve è meglio sospendere per qualche mese l’attività live e chiudersi in sala prove.

C’è qualche artista o gruppo che vorreste consigliare ai nostri lettori?
Spaziando dal teatro al cinema potremmo consigliare David Lynch, Kubrick, La Fura Dels Baus, un concerto dei Depeche Mode e una retrospettiva su Andy Warhol…

Bene ragazzi, grazie per l’intervista. Volete aggiungere qualcosa?
Vi aspettiamo al Goose Festival e online su www.cadaveria.com!!



Goose Festival 2009

Il Goose Festival è un evento di tre giorni dedicato alla musica rock indipendente. Quest’anno l’evento, giunto alla sua seconda edizione, si svolge nel suggestivo cortile del Castello di Zevio (Verona) nei giorni 7-8-9 agosto 2009.
Il Goose Festival è organizzato dall’Associazione Helios, con il contributo e il patrocinio del Comune di Zevio (Assessorato alla Cultura e Assessorato alle Politiche Giovanili) e della Provincia di Verona.

Il programma prevede l’esibizione di nove gruppi:

VENERDI’ 7 AGOSTO 2009
Aucan (Brescia)
Nexus (Verona)
Nicker Hill Orchestra (Padova)

SABATO 8 AGOSTO 2009
Cadaveria (Biella)
Vehement (Verona)
Acheode (Verona)

DOMENICA 9 AGOSTO 2009
Giorgio Canali e Rossofuoco
Elettrofandango (Treviso)
Gli Eroi (Brescia)

La nuova edizione del Goose Festival vede l’aggiunta di importanti novità, a partire dall’esposizione di pittura che si tiene nel parco del Castello durante le sere dei concerti, con artisti professionisti provenienti da tutto il Veneto. Il festival si arricchisce quest’anno anche di nuove scenografie e di uno spazio ufficiale dedicato al Bookcrossing.
L’idea di chiamare questa manifestazione Goose Festival deriva dal fatto che nel parco all’interno del Castello di Zevio, circondato da un antico fossato, vive una numerosa comunità di oche (goose, in inglese), che ha dato luogo all’appellativo con cui vengono scherzosamente chiamati gli abitanti di Zevio, “i ochi”. Su questo termine si basa la scelta autoironica del nome Goose Festival, a cui fa riferimento anche il logo ufficiale, che raffigura per l’appunto una simpatica ochetta dall’espressione un po’ goffa.

I concerti iniziano alle ore 21:30, con ingresso gratuito. All’interno dell’area del festival sono in funzione stand gastronomici e chioschi bevande. Ampio parcheggio nella piazza antistante.

www.goosefestival.it | www.myspace.com/goosefestival | 347-0625527 | helios.staff@gmail.com