Goose Festival – Zevio (VR) – 7,8,9/08/2009
Il Goose Festival è un festival di tre giorni, tenutosi a Zevio (VR) il 7, 8 e 9 agosto. L’associazione organizzatrice, Helios, ha fatto un buon lavoro di selezione dei gruppi, pur prediligendo quelli nelle vicinanze di Verona.
La prima serata si è aperta con il gruppo padovano Nicker Hill Orchestra, che ha offerto una scaletta interessante, incentrata sul post-rock strumentale (tranne qualche incerto inserto vocale). I Nicker Hill Orchestra si sono rivelati potenti quanto riflessivi.
A seguire la band veronese Nexus, col suo garage-rock energico e coinvolgente. Pur essendo senza cantante, il gruppo ha suonato senza incertezze, pur rimanendo legati al solito genere che lo ha da sempre contraddistinto. Buona performance, ma nulla di nuovo.
Una positiva sorpresa sono stati i bresciani Aucan, che con il loro avant-rock tra il minimalista e l’elettronica spinta ha saputo stupire. Chitarre potenti e synth sono stati i veri motori del concerto, che mi ha lasciato addosso la voglia di scoprire e conoscere meglio la band, in quanto è veramente una ventata di sana innovazione. Finalmente qualcuno che osa col rock e osa bene!
Sabato sera invece, era interamente dedicato al metal. Ad aprire le danze gli Acheode, quintetto veronese. Nonostante la giovane età la band ha buona padronaza degli strumenti e il loro death metal con elementi “core”, seppur non originale, scorre senza sbavature tecniche. Le uniche pecche possono essere individuate nel cantato “pulito”, abbastanza debole, e nella tenuta palco, un po’ troppo timida, ma avendo dalla loro la giovane età sono difetti che verranno limati col tempo e con l’esperienza.
Decisamente più in palla rispetto agli Acheode, il gruppo veronese Vehement. Forti di un imminente debutto su etichetta nei prossimi mesi, regala al pubblico del Goose Festival un’esibizione infuocata e a tratti divertente a base di thrash metal rivisto in chiave moderna. La tenuta palco è sempre viva e quantomeno coinvolgente, almeno a vedere la gente delle prime linee, ma alla lunga il suono si fa monotono e a tratti irritante.
Gli headliner della serata erano invece i Cadaveria. Forti di una carriera quasi decennale e acclamati dal pubblico presente, forniscono un’esibizione senza infamia e senza lode, con il black metal degli inizi che ha fatto spazio a un rock metal a mio avviso privo di impatto.
Per l’ultima serata sono stati scelti tre gruppi particolari e forti nel loro genere, col cantato in italiano. Gli Eroi, duo bresciano, sanno spiazzare a causa del suono grezzo e diretto, loro pregio e limite.
Gli Elettrofandango hanno invece proposto una performance quantomeno particolare. Il loro genere, definito “rock torcibudella”, mischiato a videoproiezioni forti e d’impatto, ha sortito un effetto graffiante, aggressivo e pesante per la sua voluta complessità.
A chiudere in bellezza il festival ci ha pensato Giorgio Canali e i Rossofuoco, che hanno proposto una scaletta coinvolgente ed entusiasmante, che ha saputo far emergere la verve dell’intero gruppo, il suo rock sanguigno e i preziosi testi.
Tirando le somme, il Goose Festival ha saputo migliorarsi in qualità e diventare uno dei festival rock veneti da tenere d’occhio.
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