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Amarone in Jazz

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Il nuovo singolo di Fabrizio Avantaggiato disponibile on-line

Il cantautore vastese Fabrizio Avantaggiato ha reso pubblico il suo primo singolo. Il brano si intitola “Non ti accorgi” ed è stato recentemente utilizzato come colonna sonora del cortometraggio di Simone La Rana: “Solo, di fronte ad un bivio” vincitore del premio “giovani talenti” nell’ambito della manifestazione “Vasto Film Festival”. “Non troverete questa canzone in nessun negozio” – fa sapere Fabrizio – “la mia musica arriva direttamente e gratuitamente nelle mani dei miei fan attraverso il mio sito internet. Confido molto nelle persone che mi seguono e sono convinto che spetta a loro decidere se la mia musica avrà successo oppure no. Non scrivo canzoni per vendere ma solo per passione e non so spiegare neanche perché continuo a farlo, mi passano accanto all’improvviso ed io cerco di catturarle prima che vadano via. E’ un processo creativo sorprendente perché ti porta dove vuole lui e il risultato è sempre diverso, imprevisto ed affascinante”. Il rock di Fabrizio Avantaggiato è stato definito “poesia dell’anima” e  “capace di evocare una grande suggestione emotiva” e questo brano rispecchia appieno queste caratteristiche lasciandosi ascoltare dall’inizio alla fine e poi ancora e ancora. Alla realizzazione di questo primo singolo, registrato nello “Only One Studio” di Stefano de Libertis, hanno partecipato Fabrizio Marchesani (chitarre), Andrea Sicuso (batteria), Stefano Scurti (basso), con la preziosa collaborazione di Lorenzo Monaco e Francesco del Forno. (sito ufficiale: www.avafab.com )



“The End” di Fabrizio Avantaggiato

Recensione di Irene Ramponi

Fin dalla prima ascoltata veloce e poi, continuando ad ascoltare, si capisce come questo ep di Fabrizio Avantaggiato, cantautore abruzzese, sia intriso di alternative rock e di rock italiano in genere (non quello alla Liga o alla Vasco per intenderci, menomale!).
Colpisce subito la voce di tono molto mediterraneo di Fabrizio, che in Marlene, prima traccia di The End, evoca quasi una tonalità alla Mango (che non farà proprio rock ma su cui non c’è niente da dire a livello di capacità vocale), ovviamente declinata secondo un taglio molto rock, dato che la voce sa virare verso una dimesione Timoria di Pedrini o molto Afterhours o Marlene Kuntz (sarà un caso che il titolo del pezzo evochi proprio quest’ultimo gruppo, uno dei primi del panorama alternative italiano??)
Tale dimensione continua anche nel secondo pezzo, Decadente, in cui sfumature hard rock si fondono perfettamente col rock classico e con un utilizzo della chitarra acustica che, a tratti, sembra quasi utilizzata come un mandolino, conferendo al pezzo un leggero taglio etno-folk nel ritornello; da sottolineare, poi, un cambiamento continuo di tempi e stili in un solo pezzo.
La terza traccia, Lu Uappu, gioca ancora con la voce di Fabrizio, essendo in parte cantato in dialetto leccese, idioma che si presta bene al suo cantato, così acuto e melodioso, quasi arabeggiante nelle sonorità.
Non solo stilisticamente e tecnicamente l’artista è molto versatile, ma anche a livello di struttura dell’ep, che presenta tracce molto diverse una dall’altra, sia a livello di contenuto che a livello di forma; infatti The End ha due tracce in italiano, una in dialetto e l’ultima, Desires, in inglese. Quest’ultimo forse il pezzo dove l’alternative rock si mescola benissimo con un post-grunge ed un punk raffinato.
Insomma, grande sperimentatore il nostro Fabrizio!
Un ep molto ben riuscito su tutti i livelli, anche in quello testuale; le liriche sono infatti delle vere e proprie poesie dell’anima, una sorta di brainstorming della mente che, di fronte alle proprie emozioni, prende una penna ed un foglio bianco e dà loro sfogo, in modo apparentemente insensato e sparso, ma in cui un filo conduttore c’è.
Un ep capace di evocare una grande suggestione emotiva.