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Amarone in Jazz

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Deez Nuts: ecco il nuovo album

Dopo aver riscosso un inaspettato successo con il debut album “Stay true” uscito nel 2008 su Stomp Records e aver girato il globo in tour, la band australiana capitanata da JJ Peters (membro fondatore degli I Killed The Prom Queen e guest in “Suicide season” dei Bring Me The Horizon) è pronta a tornare con un nuovo lavoro! Il disco – che molto probabilmente verrà intitolato “This one’s for you” – è stato prodotto dallo stesso JJ Peters e Roman Koester dei Red Shore ai Complex Studios di Melbourne è sara sul mercato a maggio licenziato da Roadrunner per il solo territorio australiano. A breve verrà comunicata l’etichetta che lo licenzierà in Europa.
A dirci le prime sensazioni è proprio il frontman: “Sono fottutamente elettrizzato dalle nuove canzoni e penso che presto lo saranno pure i nostri fan. Le canzoni suonano veloci e ancora una volta tutte sembrano essere perfette da proporre dal vivo, rispetto al passato c’è stato un vero lavoro di squadra e per questo all’interno del disco ci sono svariate influenze, dall’hardcore vecchia scuola a qualcosa di più moderno e contaminato”. I Deez Nuts saranno prestissimo in Italia per due show:

01/05 Vidia, Cesena con I Am Ghost, The Ghost Inside, Confide, Eyes Set To Kill, Awaken Demons, Break Even, Lower Than Atlantis
02/05 Land Of Live, Legnano (MI) con The Ghost Inside, Awaken Demons, Break Even.

Per info e visionare i video dallo studio: www.myspace.com/deeznutshardcore



Intervista con Deez Nuts

deez nuts interview

 

 

28/10/2009

La redazione di Sound Magazine incontra i Deez Nuts, combo australiano dedito a un suono che mischia hardcore e hip hop. Hanno all’ attivo un ep e un album.
Risponde alle nostre domande JJ Peters, cantante dal vivo e polistrumentista in fase di registrazione, nonchè mente del progetto, prima dell’inizio del loro concerto a Mezzago (MI) il 24 ottobre 2009.
Di seguito riportiamo l’intervista in lingua originale.
Intervista a cura di Michael Simeon



M: Ciao JJ, è un piacere averti qui su Sound Magazine. Innanzitutto vorresti presentarti?
JJ: Ciao sono JJ, felice di conoscerti.

M: “Stay True” è uscito già da un po’ di tempo, ma solo da aprile qui in Europa. Vorresti parlarne per quelli che ancora non lo conoscono?
JJ: E’ uscito da quasi un anno. Non saprei…abbiamo fatto prima l’ep, quasi un po’ per scherzo, quindi l’album era il passo successivo ed è un po’ più serio. Abbiamo cercato di mantenere il “party hard” e tutti gli aspetti che c’erano già in precedenza, ma penso che sia solo la versione estesa dell’ep, ma spero fatto meglio ahah. Quindi procuratevelo se potete o dateci un ascolto.

M: Una delle peculiarità del vostro ep di debutto “Rep Your Hood” è che tu hai registrato tutti gli strumenti. E’ successo anche per “Stay True” o è stato registrato dal gruppo intero?
JJ: Ho registrato tutto tranne qualche canzone. Ho scritto tutte le canzoni e ho registrato batteria, chitarre e basso, e la voce.

M: Ogni tanto quando dico alla gente che eri il batterista dei I Killed The Prom Queen, rimane sorpresa. Forse per i due tipi differenti di musica. Come mai hai scelto questo stile? Fa parte del tuo background?
JJ: Si, ho sempre ascoltato molto hardcore e hip hip da quando ero giovane. Sono cresciuto con i ragazzi dei IKTPQ e il gruppo ha preso una certa direzione metalcore, una musica
che non mi ha mai coinvolto. Ma amavo il gruppo, amavo suonare con gli amici, mi son divertito a suonare ma quello non era idealmente quello che avrei scelto di comporre, capisci quello che voglio dire? Quindi da quando IKTPQ si sono sciolti ho iniziato a registrare materiale a metà strada tra hardcore e hip hop, ed era la cosa più naturale che potesse venire fuori.

M: I Killed The Prom Queen sono stati qualcosa di veramente importante nella tua vita musicale. Era veramente così impossibile andare avanti con il gruppo anche dopo che avete avuto Crafter alla voce per il tour finale? Perchè non siete andati avanti con lui?
JJ: Perchè non l’abbiamo fatto? Ehm, non lo so…è un’idiota ahaha! No, è apposto. Semplicemente il gruppo era arrivato ad un punto in cui volevamo fare altre cose e altra musica. Abbiamo deciso cos’era meglio fare con il gruppo per il tour d’addio, con Crafter di nuovo alla voce solo perchè era il cantante originale, e abbiamo fatto il tour di ritorno. Io non ho avuto problemi con lo scioglimento del gruppo perchè stavo già lavorando ai Deez Nuts un paio di mesi prima dello scioglimento dei IKTPQ, non ho avuto tempo di piangerci sopra, era tempo che finisse.

M: Cosa ne pensi dei nuovi gruppi dei tuoi vecchi compagni di gruppo?
JJ: In Trenches sono fantastici, abbiamo fatto un tour di un mese con loro e Miles Away in Australia. In Trenches sono grandiosi, Confession sono favolosi…

M: Cosa ne pensi del loro nuovo album?
JJ: E’ troppo depressivo…ahah sto solo dicendo cavolate perchè mi piace prendere in giro Crafter. Penso che il nuovo album sia grandioso, è figo. Dan è fantastico, è il chitarrista. Scrive le musiche, è un genio. Jonah è nei Bring Me The Horizon, con i quali siamo davvero buoni amici…

M: Ha lasciato i Bleeding Through?
JJ: Si, l’ha fatto. Li ha aiutati nella composizione di “Dedication” ed è stato abbastanza in tour con loro. Ora suona nei BMTH e lavorerà con loro nella scrittura del nuovo album. Questo è tutto quello che stanno facendo i ragazzi al momento.

M: E per quanto riguarda il tuo side project Grips & Tonic?
JJ: Si, al momento ho iniziato a scrivere il nuovo album assieme a Louie Knuxx, che se tutto va bene uscirà presto nel prossimo anno. Vogliamo andare in tour e cose così e speriamo di venire fin qua anche se nessuno sa molto di Grips & Tonic. Ma se tutto va bene un giorno verremo qua.

M: Nell’ultimo anno sei venuto diverse volte in tour in Europa. Ti sei divertito?
JJ: Si, sono stati fantastici.

M: Quali sono le differenze tra la gente che viene ai concerti in Europa e quella che viene ai concerti in Australia?
JJ: Ad essere onesti è il posto più simile. Uhm l’Inghilterra è un po’ diversa, ma l’Europa è come una seconda casa, siamo stati in tour qui in un anno quasi come siamo stati in tour in Australia. E’ fantastico venire qui perchè la gente sembra apprezzarci e ci fa sentire veramente ben accolti ai concerti, i ragazzi supportano tutti. Non c’è ragione per cui non torniamo qui finchè i ragazzi continueranno a venire ai concerti e continueranno a mostrare interesse. Continueremo a tornare il più possibile.

M: C’è qualche gruppo che vorresti consigliare ai nostri lettori?
JJ: Dead Swans, More Than Life, Break Even, The Amity Affliction, The Hot Lies.

M: Break Even sono fantastici.
JJ: Break Even sono definitivamente grandiosi. Torneremo con loro in tour l’anno prossimo, sarà pazzesco.

M: Bene JJ, grazie mille per l’intervista. C’è qualcos’altro che vorresti dire ai nostri lettori?
JJ: Grazie per tutto il supporto. Faremo il “Fuck The World Tour”, che sarà un tour mondiale ahaha, e se tutto va bene torneremo qui e cercheremo di suonare a qualche festival, quindi state pronti a cercare quelle date e venite a passare del tempo con noi.

 

deez nuts interview

 
M: Hi JJ, it’s a pleasure to have you here on Sound Magazine. Would you like to introduce yourself?
JJ: I’m JJ, nice to meet you.

M: “Stay True” has been around for a while, but only since april here in Europe. Would you like to talk about it for the ones who still don’t know about it?
JJ: It’s been out for about a year now. We did the ep and that was a bit of a joke. So the album was the next step and it’s a little bit more serious. We tried to keep the “party hard” and all those aspects that were already there in the first place, but I guess it’s just the extended version of the ep, but hopefully done better ahah. So go and grab it if you can or just check it out.

M: One peculiarity of your debut ep “Rep Your Hood” is that you’ve recorded all the instruments. Has it happened also with “Stay True” or was it recorded by the full band?
JJ: I’ve tracked everything except for a few songs. But I wrote all the songs and recorded the drums, tracked the guitar and the bass, and I did the vocals, so yeah.

M: Every once in a while when I tell people you were the drummer for I Killed The Prom Queen, they get surprised. Maybe because of the two different kinds of music. How did you come with this style choice? Was it in your background?
JJ: Yeah, I’ve always listened to a lot of hardcore and hip hop since I was young. I’ve grown up with the kids in IKTPQ and the band took that sort of metalcore direction, but it’s a music I’ve never been into. I loved the band, I loved playing with friends, I enjoyed playing but that wasn’t ideally what I would have chosen to write, d’you know what I mean? So since IKTPQ broke up I’ve started recording some stuff between hardcore and hip hop, and that was the natural thing to come out.

M: IKTPQ has represented something definitely important in your musical life. Was it really impossible to go on with the band even if you had Crafter on vocals for the final tour? Why didn’t you go on with him?
JJ: Why didn’t we? Uhm, I don’t know…he’s a jerk ahah! No, he’s alright. Well the band just came to the point where we wanted to do other things and other music. We decided what was the right thing to do with the band with the farewell tour with Crafter singing again just because he was the original singer, and we did a comeback tour.
I didn’t have any problems with the band breaking up ’cause I was doing Deez Nuts a couple of month before IKTPQ breaking up, so I didn’t have really spent too much time crying about it, it was just time to come to an end.

M: What do you think of your old band mates new bands?
JJ: In Trenches are amazing, we did a month tour with them and Miles Away in Australia. In Trenches are amazing, Confession are amazing…

M: What do you think about the new album?
JJ: It has too many subdrops. Ahah I’m just talking bullshit ’cause I like to make fun of Crafter. But yeah, I think the new album is great. It’s cool. Dan is an amazing musician, he’s the guitarist. He writes the music, he’s a genius. Jonah is in Bring Me The Horizon, we’re really good friends with them.

M: Did he quit Bleeding Through?
JJ: Yeah, he did. He helped writing “Dedication” and toured with them quite a while. Now he plays with BMTH and he’ll be working on the new album with them. That’s everything all the guys are doing.

M: And what about your side project Grips & Tonic?
JJ: Yeah I’ve started writing the new album with Louie Knuxx at the moment, that will hopefully come out early next year. We want to do some touring and stuff and hope we could come here even no one knows much about Grips & Tonic. But hopefully one day we’ll come here.

M: In the last year you’ve been touring Europe several times. Did you enjoy these tours?
JJ: Yeah, we loved them.

M: What are the differences between people who come to gigs in Europe and people who come to gigs in Australia?
JJ: To be honest, it’s probably the most similar place. Uhm, well, the UK is a little bit different, but Europe is like a second home, we’ve toured here in a year as much as we have toured in Australia. It’s great coming here because people seem to appreciate us and we get made feel really welcome at all the shows, kids are all supportive. There’s no reason for us not coming here as kids keep coming to the shows and keep showing interest. We’ll keep coming back as much as we can.

M: Is there any band you would like to suggest to our readers?
JJ: Dead Swans, More Than Life, Break Even, The Amity Affliction, The Hot Lies.

M: Break Even are awesome.
JJ: Break Even are definitely great, we’re coming up to tour with them next year, it will be awesome.

M: Well JJ, thank you very much for the interview. Is there anything else you would like to say to our readers?
JJ: Thank you for all the support. We’ll do the “Fuck The World Tour”, that will be a world tour ahah, and hopefully we’ll be back and try to do some festival shows, so just keep your eyes and look for those dates, and come to hang out with us.



Raised Fist+Deez Nuts+Endwell – Mezzago (MI) – 24/10/09

raised fist concertoÉ un Bloom di Mezzago degno delle grandi occasioni quello che si propone come contesto dell’unica data italiana dei Raised Fist, la storica band svedese che torna in Italia per promuovere il suo ultimo lavoro “Veil of Ignorance” (parola molto usata quest’anno fra le band hardcore, nda).
La notte è freddissima, quasi degna della taiga scandinava e dopo un giro di saluti ad amici e conoscenti, ci si getta subito nell’afoso ed irrespirabile locale, tra un giro al merch e una bibita rinvigorente, ma la coda alla cassa è senza fine e decido di rivolgere la mia attenzione allo show che sta per iniziare. Ad aprire le danze sono i new yorker Endwell, che di certo non fanno fare una bella figura alla città patria dell’ hardcore. A tratti fuori tempo e decisamente troppo statici durante tutto il loro set, i cinque americani appaiono monotoni e inconcludenti e laddove la fantasia manca, ecco comparire come d’incanto l’ormai (ahimè) immancabile stacco breakdown, sempre piu’ visto come un muro dietro al quale rifugiarsi. Pochi sono i loro sostenitori, che debbono pero’ abbandonare la loro foga data la noiosità che gli Endwell trasmettono durante il loro live. BOCCIATI SENZA ATTENUANTI.
Passano 20 minuti ed ecco apparire gli australiani Deez Nuts, che fautori del mescolamento fra hip hop e hardcore si credono portabandiera di qualcosa di nuovo che poi cosi nuovo non è. L’opener “There’s No Tomorrow” sembrerebbe il preludio ad un set concitato e dall’anima party, ma ben presto mi accorgo che la pragmaticità dei quattro porta il tuttuno a variare l’idea che mi ero fatto dopo aver ascoltato in questi mesi il godibilissimo Stay True. Impatto sotto le attese, con il cantante J.J. Peters che sembra l’anima di Biggie Small intrappolata nel corpo di un surfista, e tanti pezzi fra i piu’ riconducibili a loro evitati, come il singolo “I Hustle Everyday”. La fiducia è ancora tanta e dato che dappertutto impazzano, li rimando alla prossima occasione. RIMANDATI.
Ed eccoci ai tanto attesi Raised Fist. Hanno appena perso il loro ultimo dei tanti  batteristi, ora in coma dopo un incidente (we don’t know if he ll go to heaven or down the ground dice il cantante Alexander) e la cosa salta subito all’orecchio. Dietro le pelli c’è ora l’ex Dark Funeral Matte Modin che spara all’impazzata per tutta l’ora di concerto come una saetta, pensando forse di suonare ancora con il vecchio gruppo. A mio giudizio una scelta molto piu’ ponderabilissima, in quanto il sound “sballa” toccando picchi di cacofonicità. Beh, c’è comunque da dire che l’acustica del Bloom non è quella dell’Apollo Theatre di Londra, ma lo stesso non mi è parsa nemmeno cosi pessima come molta gente mi ha fatto notare. La setlist sorvola tutta la storia della band, incentrandosi sugli ultimi due lavori “The Sound of Republic” e “Veil of Ignorance”, ma loro sembrano non essere invecchiati affatto. Salti, sputi, sudore e passione al servizio dei fans, cinque macchine da guerra che non necessitano di breakdown. Non mi hanno mai entusiasmato nè lo sono diventato ora, ma devo ammettere che molte band debbano ricredersi sul fatto di essere “in your face” e prendere qualche lezione di svedese per farsi spiegare un domani come faranno a sopravvivere alle ondate di stili e generi ai quali i Raised Fist sono sempre resistiti e hanno sempre mostrato di potersela cavare a occhi chiusi. PROMOSSI.



Raised Fist + Deez Nuts a Mezzago

raised fistDopo l’uscita dell’ultimo lavoro “Veil of Ignorance”, la band hardcore svedese Raised Fist sarà in concerto al Bloom di Mezzago il 24 ottobre.
La serata sarà imperdibile poichè ad aprire il concerto saranno la band australiana Deez Nuts (progetto dell’ex batterista di I killed the Prom Queen JJ Peters) e il gruppo statunitense hardcore Endwell.

www.myspace.com/raisedfist
www.myspace.com/deeznutshardcore
www.myspace.com/endwell



“Stay True” di Deez Nuts

Deez Nuts è la nuova creatura di JJ Peters, già batterista del gruppo metalcore australiano I Killed The Prom Queen. Dei gruppi nati dopo lo scioglimento, Deez Nuts è sicuramente quello più convincente, sia come proposta che come impatto. Partito inizialmente come one man band – il precedente ep “Rep Your Hood” è stato interamente registrato da Peters – il gruppo si ritrova ora con una formazione stabile e con il loro album di debutto “Stay True”.
Il suono del gruppo non è cambiato dal precedente ep, anzi, con una formazione completa assume maggiore dinamicità di esecuzione. Il connubio tra hardcore, rap e rap-core è devastante, un pugno nello stomaco, enfatizzato da una produzione davvero devastante che pompa le canzoni al punto giusto. I testi sono votati al disimpegno, party, alcool, sesso, fratellanza e un’attitudine macho che fa sorridere l’ascoltatore. Basta scorrere i titoli delle canzoni per capire a cosa ci si trova di fronte: “Stay True”, “I Hustle Everyday”, “Tonight We’re Gonna Party Like There’s No Tomorrow”, “Your Mother Should Have Swallowed You” sono alcune delle canzoni presenti della tracklist dell’album.
Ci sono anche incursioni nel hip hop più puro, come in “Move Back”, assieme a Louie Knuxx, con il quale condivide anche il progetto “Grips And Tonics”.
La cover finale di “Fight For Your Right” dei Beastie Boys (canzone simbolo del periodo disimpegnato del trio americano) è la ciliegina sulla torta.
Un album semplice e diretto, che trova nella propria spontaneità la sua arma vincente. Difficile rimanere indifferenti alla potenza e all’orecchiabilità delle canzoni di “Stay True”.
Un album perfetto per gasarsi e passare una notte di bagordi a far casino.
Se siete nostalgici di quel sound ibrido tra hardcore e rap che caratterizzava i lavori dei Biohazard e la scena newyorkese di metà anni 90, questo è il disco perfetto per voi.