Dopo i Tardive Dyskinesia, la Coroner Records torna a puntare sulla Grecia per ampliare il proprio roster. A entrare nella famiglia dell’etichetta piemontese stavolta sono i The Fallen Within, sestetto che cerca di combinare metalcore americano con death metal melodico svedese, senza disdegnare incursioni in territori prog.
Un mix letale che sulla carta può apparire intrigante, ma che a conti fatti, non premia del tutto le aspettative.
Nulla da dire sull’aspetto prettamente tecnico, i The Fallen Within possiedono una tecnica invidiabile che darebbe fumo a tanti gruppi contemporanei. Quello che delude, a mio avviso, è l’abbinamento delle parti vocali con il resto delle canzoni, dove un melodico che ricorda i gruppi prog metal del decennio scorso surclassa nettamente le parti urlate e graffianti, togliendo così incisività ai pezzi, già di per se complicati per l’abbinamento dei generi.
Un connubio tra death metal melodico suonato con rapidità e precisione, con doppio pedale sempre in evidenza e parti prog più riflessive, dove il cantanto abbandona lo scream per un melodico che pur essendo godibile, uccide la potenza dei pezzi, lasciando un senso di incompletezza.
Gli inserti di tastiera a metà tra prog e elettronica cercano di variare ulteriormente una proposta già inusuale, ma fanno poco per sollevare il lavoro dalla sufficenza, almeno per quel che mi riguarda.
Certo, se siete amanti delle sperimentazioni per quanto riguarda l’ambito metal, questo disco potrebbe rivelarsi interessante ma, se come me pensate che le parti più sostenute e prettamente death devono avere un cantato in scream/growl con il melodico relegato al massimo al ritornello, potete passare tranquillamente oltre.