Dare un seguito a “Puzzle”, album che è stato incensato ed idolatrato su ogni tipo di rivista nel mondo, non deve essere stato facile. Tante pressioni, tante aspettative, capaci di mandare in tilt qualsiasi gruppo. Ma si sa, i Biffy Clyro hanno fatto dell’imprevedibilità una delle loro armi principali. Si sono presi il loro tempo, hanno spezzato l’attesa prima con il bellissimo singolo “Mountains”, uscito nel 2008, e poi, quando l’uscita dell’album si avvicinava, hanno dato come assaggi la punkeggiante “That Golden Rule” e la popeggiante “The Captain”. Un’operazione che ha placato la fame dei fans, ma allo stesso tempo ha aumentato le aspettative per l’album.
Finalmente mi ritrovo tra le mani “Only Revolutions” e posso tranquillamente dire che le aspettative sono state ampiamente ripagate. La prima cosa che si percepisce è il senso di ottimismo che caratterizza l’intero lavoro, un ottimismo che scaccia le nubi che aleggiavano sul precedente “Puzzle”, fortemente influenzato dalla morte della madre del leader Simon Neil.
Questo però non fa perdere qualità al nuovo materiale, che invece suona fresco ed ispirato.
Si passa dalle solari “The Captain”, “Bubbles” e “Shock Shock” alle acustiche “God & Satan”, “Many Of Horror” e “Know Your Quarry”, alla bellissima e già citata “Mountains”, senza disdegnare le accelerazioni di “That Golden Rule” e “Boom, Blast & Ruin”, fino a una canzone in tipico stile Biffy Clyro come “Born On A Horse”.
Un lavoro che dimostra ulteriormente come i Biffy Clyro siano un gruppo unico, lontano dalle classificazioni standard del genere. Ed è un po’ triste sapere che qua da noi se li filano in pochi quando in Inghilterra i loro concerti vanno sold out dopo una decina di minuti che vengono aperte le prevendite dei biglietti.
Il mio consiglio è quello di prendere un po’ del vostro tempo e andare a vederli a Milano il prossimo 7 dicembre, non ve ne pentirete. Ah si, non senza esservi procurati prima questo “Only Revolutions” (e tutto il resto della discografia).