“Baciami Alfredo” di De Curtis
Chi ha avuto il privilegio di conoscere i De Curtis attraverso lo struggente videoclip della canzone “Lugana addio” può capire cosa intenderò dire in questa recensione.
Troppo facile definirli un misto tra rock, jazz e minimal perchè qui si tratta di musica strumentale e lei per sua natura ha mille strati ed influenze, che hanno un impatto emotivo diretto e schietto.
Qui di vere contaminazioni ce ne sono eccome e si avvertono dalle prime note. Se il vero comun denominatore si può considerare la raffinatezza, c’è da considerare che non si sta parlando di musicisti di primo pelo, ma di una super band composta da pilastri della scena indipendente veronese: Bruno Vanessi (Rosolina Mar e molti altri), Davide Bronzato, Andrea Gastaldello, Riccardo Orlandi (The Rituals e Hell Demonio) e Luca Bronzato.
L’eleganza e il piglio sicuro vanno quindi a braccetto, strizzando furbamente l’occhio all’ascoltatore. Se pensate di trovarvi di fronte a un disco malinconico e lacrimevole sbagliate di grosso: qui si parla di arrangiamenti ben delineati ed accattivanti, che non vogliono nè piegarsi all’astrattismo del jazz nè alla brutalità del rock.
Così mi viene facile pensare a “Baciami Alfredo” come un album d’altri tempi, non certo per il sentore di “già ascoltato”, ma per l’immortalità che canzoni come queste portano in grembo.
Immortali come la colonna sonora di un bel film d’azione anni Sessanta, come i baffi folti sul volto di un uomo, come il buon vino invecchiato bene, i profumi di una trattoria di paese e come i filmati in Super 8. Immortali ed emozionanti.
Provare per credere.
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