“Asfodeli da Conservare” di Ear
Ear è un progetto acustico, che poggia delicatamente le proprie basi su cartone grezzo. E’ elegante, cortese, ti accoglie mostrandoti disegni fatti a matita, dipinti con leggeri colori a tempera.
“Asfodeli da Conservare”, nonostante il titolo impegnativo, è un lavoro semplice e diretto, che non ha la pretesa di far esplodere nuovi generi e nuove influenze, ma solo di narrare una o più storie. Racchiude infatti dei pezzi suonati in punta di piedi e cantati con un filo di voce, quasi non si volesse far troppo chiasso e disturbare un’atmosfera malinconica e romantica.
Gli arrangiamenti folk-pop sono ispirati e sempre piacevoli, trovano sempre soluzioni accattivanti e spunti ricercati. Ciò che talvolta appiattisce i pezzi è il cantato, che forse non trova nei testi italiani il suo sbocco migliore, rischiando di annoiare e trascinare l’ascolto solo verso la melodia e distogliere quindi l’attenzione dalle parole. E’ un peccato, perchè non sono affatto scontate e banali, ma nascondono una vena intimista, che andrebbe a braccetto con l’approccio acustico dell’album.
“Asfodeli da Conservare” rimane comunque un album prezioso, a partire dal booklet bellissimo a tutte le sensazioni che ti rimangono addosso, dopo aver ascoltato i pezzi ad occhi chiusi.
Quando un gruppo decide di appoggiare i propri sentimenti su un vassoio d’argento non si può permettersi di tralasciare niente, o di farlo cadere a terra.
Qui di cuore ce n’è e tanto, quindi ben vengano gli Ear. Se lavoreranno su un cantato più incisivo, con una punta di personalità in più, potrebbero trovare il modo perfetto per far breccia al primo colpo e ad essere apprezzati nella loro interezza.
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