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Amarone in Jazz

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“Hollow Crown” – Architects

“Hollow Crown” è il terzo album della band metalcore inglese Architects, pubblicato nel 2009 da Distort Entertainment e Century Media Records. Su Youtube è possibile trovare molti video che documentano la registrazione del disco.

Tracklist
1. Early Grave
2. Dethroned
3. Numbers count for nothing
4. Follow the water
5. In Elegance
6. We’re all alone
7. Borrowed time
8. Every last breath
9. One of these days
10. Dead March
11. Left with a last minute
12. Hollow Crown
13. To the Death




Through The Noise European Tour – Cesena – 10/04/09

Finalmente la tanto attesa tappa italiana del Through The Noise European Tour capeggiato dai canadesi Comeback Kid. Il Vidia Club per una volta non è pieno di frange e modaioli e questo è già una cosa positiva da notare. Ad aprire le danze ci pensano gli statunitensi Outbreak, autori di un hardcore senza fronzoli, potente e veloce, ma abbastanza fine a se stesso: vuoi per la proposta, vuoi perchè sono ai primi a suonare, la loro esibizione scivola via senza destare particolare interesse e si chiude nell’anonimato. Peccato perchè su cd hanno un bel tiro. A seguire gli inglesi Architects, ormai di casa al Vidia (tutte le volte che hanno suonato in Italia l’hanno fatto li): i cinque di Brighton tirano fuori un’esibizione energica, con buona risposta di pubblico. La scaletta è incentrata molto sull’ultimo “Hollow Crown” , ma vengono anche proposti i “classici” degli album precedenti. Nonostante il buon impatto, gli ho preferiti le due volte precedenti, probabilmente perchè in un contesto a loro più congeniale, ma rimangono sempre una delle mie band preferite live. Un pò a sorpresa salgono sul palco per terzi (si pensava aprissero il concerto) i nostrani To Kill: i romani ribaltano ogni previsione supposta e sfornano un set impensabile, potentissimo ed energico. Iniziano a muoversi i primi circle pits e le prime avvisaglie di mosh, il pubblico risponde alla grande tributando un gruppo che da anni si sta sbattendo sul fronte nazionale ed estero. Seguono gli americani Misery Signals, già visti un paio di anni fa in Australia. La loro esibizione non fa altro che ribadire l’idea che mi ero fatto al tempo, ovvero un’incompatibilità tra il cantato monocorde e l’ottima sezione strumentale. Come dire: hanno un potenziale enorme ma potrebbero fare molto di più. Ma è una questione di gusti e di punti di vista, perchè la gente risponde calorosamente e positivamente all’esibizione. Giunge poi il turno degli americani Bane, ormai un’istituzione del hardcore mondiale. Avendoli persi nelle loro precedenti esibizioni nostrane, la curiosità e l’eccitazione erano a mille. E il gruppo non ha fatto niente per deludermi: scaletta con i maggiori successi del gruppo cantati a squarciagola dal pubblico, presenza scenica incredibile, coinvolgimento a mille. E i ragazzi presenti hanno giustamente ricambiato il favore scatenando il delirio sotto palco. Neanche il tempo di riprendersi che tocca agli headliner della serata, i canadesi Comeback Kid. Il gruppo offre un set non lungo ma intensissimo: ogni canzone è cantata all’unisono con tutta la gente ammassata sotto il palco, stage diving interminabili, cori come quasi si fosse allo stadio. I cinque canadesi pescano a piene mani dai loro tre album sfornando tutte le canzoni migliori (False Idols Fall, Die Tonight, Talk Is Cheap) fino al loro capolavoro finale, ovvero Wake The Dead, cantata in coro in una catarsi quasi religiosa. In una parola: immensi. Si conclude fradici di sudore, pieni di lividi, botte e dolori vari, ma con un sorriso enorme e la consapevolezza di aver assistito a qualcosa di magico.



Comeback Kid a Cesena (FC)

I Comeback Kid, celebre gruppo hardcore canadese, faranno tappa al Vidia Club di Cesena (FC) il 10 aprile 2009 durante il loro “Through the noise Tour 2009″.

Al Vidia suoneranno con loro Bane, Misery Signals, Architects e Outbreak.

Clicca qui per acquistare i biglietti.



“Hollow Crown” di Architects

Dicono che il terzo album sia quello più difficile, quello dimostra il vero valore di un gruppo, segnandone il flop o la consacrazione. Gli inglesi Architects appartengono alla seconda categoria. Dopo due album underground (Nightmares, Ruin) e dopo aver calcato i palchi di mezza Europa, hanno raggiunto il meritato salto di qualità firmando per la Century Media e dando alle stampe un signor cd. Perchè il giovane combo inglese, fatto tesoro dell’esperienza accumulata negli ultimi tre anni, pubblica un esordio (major) col botto, che sancisce in modo indelebile le loro qualità tecnico-artistiche.
I 5 ragazzi di Brighton ci sanno fare, lo si era visto nei precedenti lavori. Il metalcore-deathcore degli esordi viene rinvigorito traendo spunti da prog rock e metal scandinavo, e perchè no dalla tecnicità dei Meshuggah. C’è spazio per pezzi violenti come “Dethroned” e “Borrowed Time”, pieni di cambi di tempo, deviazioni hardcore (We’re All Alone, già presente sullo split coi Dead Swans) e aperture melodiche ( “Early Grave”, “Follow The Water”) fino alla spiazzante “Hollow Crown”, che dà il titolo al lavoro, un crescendo melodico accattivante dove Sam Carter dimostra di essere uno dei migliori cantanti del genere in circolazione. A coronare tutto un’ottima produzione, che mette in risalto tutto l’impatto del gruppo, dalle chitarre poderose al drumming spietato fino alle urla di Carter. Non è certo un prodotto originalissimo, ma si eleva nettamente dalla media dele ultime uscite del genere. Un bel modo per iniziare questo 2009.
Gli Architects saranno di nuovo nel nostro paese il 10 aprile al Vidia (Cesena) assieme a Comeback Kid, Misery Signals, Bane e Outbreak.

www.myspace.com/architectsuk