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Amarone in Jazz

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Angelo Valori presenta Mediterranean Sketches

Angelo Valori presenta Mediterranean Sketches nelle due principali città abruzzesi: i concerti si terranno sabato 11 settembre al Ridotto del Teatro Comunale de L’Aquila e domenica 12 settembre al Teatro Massimo di Pescara. La formazione diretta da Valori segna l’incontro dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese e del M.Edit Ensemble.
 
Mediterranean Sketches rappresenta una nuova tappa nel cammino musicale di Angelo Valori: una suite di sei brani, scritti in epoche diverse, dove il tratto comune risiede nell’interesse per alcuni aspetti della musica etnica del Mediterraneo e, in particolare, abruzzese. Mediterranean Sketches propone sia brani originali, sia l’elaborazione di un brano – Addije, addije amore – tratto dalla tradizione popolare e riproposto con un linguaggio contemporaneo. Se da una parte convergono nel progetto tanti elementi presenti nel percorso del compositore, dall’altra la sintesi operata porta una prospettiva diversa e nuove possibilità di sviluppo. La continuità è garantita dalle intenzioni melodiche del materiale, architettato in maniera da far risaltare le linee e le voci degli strumenti. Valori si ispira al Mediterraneo secondo le proprie cifre stilistiche e legge con intensità le melodie per offrire una visione intima e dalle atmosfere raffinate.
 
Il materiale proposto guarda alla storia musicale abruzzese, ai modi espressivi e agli accenti del Mediterraneo. Nella miriade di culture musicali che convivono nel nostro mare, Valori sottolinea innanzitutto l’aspetto melodico e la ricchezza di scale ed inflessioni, tipica di ogni area geografica. Il Mediterraneo proposto dal compositore è un luogo dove convivono sonorità colte e raffinate, che partono dalla sonorità veneziana e barocca degli archi – come nell’Aria di Marta – per arrivare alla rilettura di un brano importante della tradizione abruzzese come il celeberrimo Addije, addije amore, resa nota al grande pubblico da Domenico Modugno.
 
I temi mettono in risalto i colori ancestrali e modi propri della nostra area, la scrittura e la rielaborazione puntano alla riscoperta di una cultura ricca e variegata e ancora non compiutamente esplorata a fondo: il Lidio di Canzone di terra, il Frigio de Il Caffè dalle Americhe sono i poli estremi di una varietà di accenti che l’autore ha cercato di ricostruire all’interno di quel linguaggio “spurio” che è il jazz.
 
Sul palco l’incontro viene messo ancor più in evidenza dalle presenza del quartetto jazz e dell’orchestra sinfonica. La sintesi tra elementi sonori, tra improvvisazione e scrittura, diventa in questo modo una necessità espressiva, un modo per favorire e utilizzare la coabitazione di intenzioni e linguaggi. Valori sottolinea così il riferimento alle Americhe, le influenze bilaterali sulla nostra musica con le sonorità “americane”, sia del Nord che del Sud, il confronto dell’emigrazione abruzzese con la cultura del nuovo mondo. Il jazz si pone come chiave naturale di interpretazione, proprio perché riesce ad essere matrice contaminante, base capace di accogliere input completamente diversi tra loro: del jazz si evidenzia la vocazione ad essere linguaggio di sintesi, atteggiamento complessivo e non insieme di regole estetiche da rispettare.
 
Mediterranean Sketches mette a confronto le tante anime del percorso musicale di Valori: le esperienze sinfoniche e la scrittura e l’arrangiamento per formazioni jazzistiche, il retaggio contemporaneo e il lavoro sul linguaggio del folklore abruzzese. Se in qualche modo, l’intenzione e la necessità espressiva della sintesi avevano costituito il punto di partenza di Notturno Mediterraneo, lavoro dato alle stampe per Egea Records nel 2009, e alla sua visione cameristica, il nuovo progetto da ampio risalto alla dimensione di insieme e all’accostamento tra le sonorità delle diverse parti dell’ensemble.



Angelo Valori. Notturno Mediterraneo

Comunicato stampa dell’11 dicembre 2009

Angelo Valori.
Notturno Mediterraneo.
EGEA – Egea SCA 154 – 2009

 
Angelo Valori: direzione, composizione
Gabriele Mirabassi: clarinetto; Pietro Tonolo: sax tenore e soprano;
Marco Zurzolo: flauto e sax contralto; Peo Alfonsi: chitarra;
Erasmo Petringa: oud e violoncello;
Salvatore Maiore: contrabbasso; Antonio Mambelli: batteria e percussioni
Gil Goldstein: pianoforte e fisarmonica
 
Notturno Mediterraneo di Angelo Valori è il nuovo lavoro in cui è coinvolta la Egea Orchestra, la formazione composta dai principali musicisti dell’etichetta. Valori si ispira al Mediterraneo secondo le proprie cifre stilistiche: lo sguardo rivolto con intensità alle melodie per offrire una visione intima, legata ad atmosfere raffinate e riflessive, piuttosto che alle danze popolari.
Melodie intense e attenzione ai colori e, in particolare, alla combinazione delle tinte e delle sfumature: un gioco rarefatto di corde esprime la dimensione riflessiva della musica. La formazione sviluppa la sua dimensione sonora attraverso l’impasto delle tre voci dei fiati e la gestione armonica costruita con la stretta connessione degli strumenti a corda – contrabbasso, oud, violoncello, chitarra acustica. A fungere da raccordo tra i due segmenti del gruppo, il prezioso intervento di Gil Goldstein, alla fisarmonica e al pianoforte.
Valori ha composto, arrangiato e diretto i brani che, nel CD, vengono suonati dalla EGEA Orchestra, formazione che annovera alcuni tra i più prestigiosi jazzisti europei come Gabriele Mirabassi, Marco Zurzolo, Pietro Tonolo, Peo Alfonsi, Erasmo Petringa, Salvatore Maiore e Antonio Mambelli, insieme al grande Gil Goldstein, al pianoforte e alla fisarmonica.

“Che cos’è la musica mediterranea? Questa è la domanda che mi ha rivolto Gil Goldstein durante la registrazione di questo lavoro. Non riuscendo a trovare una risposta che descrivesse la miriade di culture musicali che convivono nel nostro mare – eppure di Mediterraneo mi interesso da quando, dopo aver percorso i primi faticosi gradini di giovane compositore di musica “d’avanguardia”, ho smesso per anni di scrivere musica – gli ho detto che il significato che ho voluto dare a questo lavoro è soprattutto melodico. Naturalmente mi sono pentito subito, pensando a quanto pregnante e ricca sia la tradizione ritmica di questa musica. Ma ho insistito: quello che interessa me della musica mediterranea è la straordinaria varietà melodica, con la ricchezza di scale ed inflessioni che caratterizza ogni area geografica. Il Mediterraneo che ho immaginato è molto diverso da quello solare dei mercati arabi o delle pizziche salentine; è un luogo intimo, notturno, nascosto, lunare, più vicino ai sassi di Gino Paoli che alle Tammurriate. Le melodie mettono in risalto i colori arcaici della nostra area: il Lidio di Canzone di terra, il Frigio di Altri cieli, nuove terre sono i poli estremi di una varietà di accenti che ho cercato di ricostruire all’interno di quel linguaggio “spurio” che è il jazz. […] Poco prima di registrare le composizioni è avvenuta la tragedia del terremoto in Abruzzo: alle 3 e 32 del 6 aprile stavo scrivendo gli arrangiamenti di questo disco e ho sentito distintamente la scossa. Ho cambiato il progetto originario, ed ho voluto lasciare una mia piccola testimonianza in questo lavoro con Il volo dell’Aquila ferita”. (Angelo Valori, dalle note di copertina del disco.)