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Speciale Epidemic Records: Ornaments, La Armada, Discomfort, Wild Animals

Torna lo speciale di Sound Magazine e questa volta a finire sotto la lente di ingrandimento è la nostrana Epidemic Records, che ci ha regalato ultimamente quattro uscite da leccarsi i baffi. Ma procediamo con ordine.
Per chi bazzica nell’underground da parecchio tempo sa che gli Ornaments non sono un gruppo alle prime armi, ma un gruppo rispettato per la loro lunga carriera, forse avara di uscite ma non per questo senza qualità. Il nuovo monolite della loro discografia è “Drama”, che rivisita musicalmente il mito ellenico di Prometeo, il titano che è stato punito per l’eternità per aver trasmesso il segreto del fuoco e la conoscenza agli uomini. Più che fuoco i 7 pezzi che compongono il lavoro sono colate di lava incandescente che richiamano il post metal di stampo Neurosis/Isis ma anche momenti più melodici alla Russian Circles, senza dimenticare i vocalizzi prestati dalla cantante romana Lili Refrain. Un lavoro di sicuro non facile, ma che testimonia come anche l’Italia possa dire la sua negli stilemi del genere.
Con i La Armada cambiamo decisamente coordinate, sia geografiche che di genere. Il quintetto della Repubblica Dominicana è attivo da parecchi anni ormai e torna sulle scene col nuovo lavoro “Anti Colonial Vol. 1″. Non c’è un unica direzione nel loro sound, mescolano sapientemente le sfuriate del hardcore con tecnicismi e ritmiche metal, con una voce che sembra inveire (un po’ come facevano i RATM) e sputare veleno su tutte le ingiustizie che vengono descritte nei testi un po’ in inglese un po’ in lingua madre. Un disco non spesso a fuoco, ma carico di rabbia e con un messaggio che merita di essere ascoltato.
Torniamo di nuovo su suolo italico per parlare dell’ultima fatica dei Discomfort, che tornano con il loro nuovissimo album “Fear”. I quattro riprendono il discorso lasciato in sospeso nella precedente uscita coi False Light (che tra l’altro appaiono sul disco in veste di guests assieme al cantante dei The Secret) spingendo direttamente sull’acceleratore e prendendo totale padronanza della materia infuocata che nei vecchi lavori era ancora un po’ instabile. Blackened hardcore si dice di sti tempi, io dico black metal sludgeoso con sfuriate hardcore e derive noise. Il tutto suonato in modo impeccabile, segno che probabilmente il gruppo ha raggiunto una maturità compositiva invidiabile. Un disco che funziona dall’inizio alla fine, dove dopo il suo passaggio non cresce più l’erba.
E concludiamo con un nuovo salto fuori dall’Italia, più precisamente in Spagna, paese di provenienza dell’ultimo gruppo di questo Speciale, ovvero i Wild Animals. Il trio era già venuto alla ribalta con il loro precedente lavoro, questo nuovo “The Hoax” non fa altro che ribadire la bontà del progetto e il perchè siano tanto amati dai cultori del genere. Rispetto alle tre uscite precedenti dello Speciale qua si cambia totalmente tiro perchè i Wild Animals si muovono su coordinate punk rock, molto melodico e di impatto: prendete l’urgenza del punk rock e mescolatela con le melodie di gruppi alternative rock anni 90 come Dinosaur Jr. e Lemonheads, il risultato è decisamente esplosivo e in linea con le vibrazioni primaverili/estive. Rispetto al lavoro precedente c’è maggiore coesione in fase esecutiva e in fase di produzione. A mio avviso uno dei dischi dell’anno per il genere, che difficilmente lascerà la mia playlist.

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