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“Pensavo meglio” di Gran Rivera

Recensione di Luca Malinverno

Parlai dei Gran Rivera su queste pagine circa due anni fa, ossia quando giunsero alla pubblicazione dell’esordio “Aventador”. Un lavoro che voleva – quasi forzatamente – essere attuale, al passo coi tempi in chiave rock, proposto in lingua inglese. Insomma, un mix di elementi che per noi italiani è solitamente difficile capire e assimilare, arrivando di conseguenza a dire “Sì, bene, ma pensavo meglio”.
Bene, oggi qualcosa è cambiato nel modo di proporsi di questi quattro musicisti milanesi. Innanzitutto la scelta di proporsi in madrelingua ha dato loro tanti di quei punti che manco vi immaginate. O meglio, mi piacerebbe chiedere loro: “Ma perché non avete pensato subito a questa soluzione?”. Troppo facile forse, meglio complicare le cose, mischiare le carte e ripresentarsi stupendo tutti. E lo hanno fatto, davvero!
Pensavo meglio” (no, non la mia considerazione su “Aventador” ma il titolo del loro nuovo lavoro) è la prima parte di due volumi, il cui secondo – “Pensavo peggio” – uscirà nel mese di dicembre. Due EP composti da una manciata di brani, ma se il buongiorno si vede dal mattino, con il primo volume hanno vinto a mani basse. Brani freschi, suonati con brio e dai testi semplicemente geniali, tra l’ironico e il malinconico, tra il nostalgico e l’incazzato. Il mood in casa Gran Rivera cambia ogni momento, ma senza alti e bassi, perché il sorriso fondamentalmente non ti si leva mai dalle labbra seguendo le loro considerazioni. In questo mini c’è elettronica anni ’90, c’è power-pop e persino dell’indie (quello ben fatto, non da hipster intellettualoidi), c’è tanta nostalgia per gli anni d’oro (decadi ‘80/’90) senza però perdere di vista l’attualità. “Mi hai lasciato al supermercato” è la hit che ti si stampa subito in testa, “Commozione in Circonvallazione” il brano che vuole essere incazzoso con tanto di chitarre infiammate ma che poi quando guardi il suo video non puoi far altro che sorridere.
Questa è la strada giusta per i Gran Rivera, una band che meriterebbe ben altri scenari e fortune ma si sa, l’Italia e la musica non vanno molto di pari passo. Appuntamento a dicembre per il secondo round!

https://www.facebook.com/granrivera/

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