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“Innersurface” di Deison e Mingle

Descrivere le emozioni, le cose materiali che ci circondano o i fatti che ci accadono, è un’impresa ardua di questi tempi, una vera e propria missione. Ci si nasconde dietro un monitor, ci si riempie la gola di vino e si va avanti, inesorabilmente, a passo cadenzato, spesso ignorando l’ignorabile.
Quello che mi affascina delle persone, in particolare degli artisti, è loro visione laterale di tutto ciò, quel volere andare in profondità, decidendo quanta superficie mostrare, e quanta farne intuire.
Deison e Mingle, duo ormai rodatissimo composto da Cristiano Deison e Andrea Gastaldello, hanno trovato un modo di esprimersi schiacciante, che non lascia dubbi sui loro intenti.
Innersurface“, capitolo finale della trilogia iniziata con “Everything Collapse(d)“, trova nella musica post-industrial e dark-ambient, un campogiochi e terreno ideali, dove poter sperimentare, rimanendo tutelati da questo linguaggio scuro, fatto di glitch e field recording.
Questo è un disco sofisticato nelle intenzioni, ma estremamente facile da assorbire. Qualità eccelsa, che arriva da un’esperienza innegabile dei due musicisti, ma anche dalla direzione chiara, intrapresa all’inizio del loro viaggio.
Io mi sono lasciata rapire da questo disco, alla luce del sole, senza protezioni. Certi racconti, soprattutto quelli che fanno paura dalle prime battute, sono quelli che appassionano di più.

http://store.silentes.it/
https://mingle1.bandcamp.com/album/innersurface

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