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“Il grande zoo” di Capobranco

Recensione a cura di UnderGround Reflex

Estremamente diretto e pesante il secondo album dei padovani Capobranco.

Il grande zoo, uscito a fine ottobre per Jetglow Recordings, si caratterizza per una struttura energica fatta di rock basilare e scarno colorato da un tarantolato funk per un EP che non risparmia critiche al nostro presente e al nostro vivere sapiente da animali (più che da esseri umani).

I nostri tre cinici amici rappresentano un’idea collettiva sotto forma di ironia populista che vorrebbe rielevare l’uomo al rango di Neanderthal, salvandolo dall’incosciente agonia in cui si è nascosto anno dopo anno.

Accostabili ai Tre Allegri Ragazzi Morti per la loro caratteristica peculiarità di mascherarsi a ogni apertura di concerto, i Capobranco hanno anticipato l’uscita di questo secondo capitolo discografico attraverso il videoclip de Il rock è fuori moda, primo singolo e stupenda metafora che paragona le varie tendenze in continuo avvicendamento: dagli stili musicali alla nuova generazione che avanza passando per la fauna che fa da contorno allo Zoo stesso. Insomma, il nostro habitat naturale che muta il suo Dna in relazione al nostro cambiamento.

Alex Boscaro (chitarra e voce – già Babyruth e Craven), Valerio Nalini (basso e voce – già The Vintage e Club11) ed Enrico Carugno (batteria – Crackhouse e Human Tanga) ritornano ancor più sarcastici e aggressivi, quasi fastidiosi, a rimembrare che non siamo carne da macello bensì esseri umani. Pump Up The Volume and Play.

https://soundcloud.com/user-134644730/sets/il-grande-zoo

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