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“Deeper Than Hell” di Plugs Of Apocalypse

Recensione di Luca Malinverno

Qualcuno di voi si ricorderà di questa band romana, che fino a qualche tempo fa era dedita a un deathcore di matrice americana tutto sommato ben congegnato. Oggi però tutto sembra essere cambiato all’interno delle loro teste: dal look ricercato alla musica. Una scelta coraggiosissima ma tutto sommato giusta, in primis perché si è andati verso territori mai esplorati prima d’ora e in secondo luogo perché guardandosi indietro, cosa hanno lasciato i Plugs Of Apocalypse? Poco o nulla, visto che da band underground quale sono grazie al deathcore non sono riusciti a ottenere quella visibilità che speravano di raggiungere.
Quindi un netto cambio di rotta e dritti verso “Deeper Than Hell”. Parliamo di un disco diametralmente opposto – artisticamente parlando –  ai suoi predecessori: qui si va verso territori dark/rock, dove la melodia è la protagonista assoluta e il mix voce maschile/femminile offre risultati decisamente interessanti.
Un lavoro malinconico che ha il forte retrogusto 80s – dove i Depeche Mode hanno sicuramente voce in capitolo – ma che al tempo stesso non ha perso l’irruenza di un tempo, attraverso riff death oriented e il growl feroce che di rado entra in scena. Un lavoro più che interessante insomma, bravi ragazzi!

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1 Commento

  1. Intervista con Plugs Of Apocalypse | Sound Magazine - 3 luglio, 2017

    […] Questo concetto rispecchia fedelmente il nuovo lavoro dei Capitolini Plugs Of Apocalypse, che in “Deeper Than Hell” hanno avuto il coraggio di dare nuova linfa a una proposta fin lì ancorata agli stereotipi […]

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