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“Brand New Eyes” di Paramore

paramore-brand-new-eyesSe qualcuno si aspettava una crescita definitiva dei Paramore rimarrà deluso, almeno per il momento. Bissare il successo del precedente “Riot!” non è cosa da poco, specialmente se hai gli occhi di tutti puntati addosso. E l’unico modo di differenziarsi è cercare nuove soluzioni musicali in modo da non proporre un album copia carbone. I Paramore questo tentativo l’hanno fatto, ma è stato troppo timido per essere affrontato con decisione, come se la paura di allontanarsi dal suono che li ha resi famosi in tutto il mondo limiti la loro vena creativa e la ricerca di nuove sperimentazioni.
Ed è un po’ un peccato perchè di spunti interessanti su questo “Brand New Eyes” ce ne sono: le due canzoni acustiche “The Only Excerption” e “Misguided Ghosts”, l’alternative rock di “Playing God” e “Turn It Off” e la bella ballata finale “All I Wanted” (a mio avviso uno degli episodi migliori dell’album) sono ottimi elementi da cui partire per una svolta musicale futura. A non convincere sono i brani più legati al suono del vecchio album: l’iniziale “Careful” negli arrangiamenti sembra una brutta copia di “Misery Business”, il singolo “Ignorance” è scontato e inconsistente, come se il gruppo tendesse ad aggrapparsi ad una tipologia di canzone standard da cui difficilmente riesce a staccarsi, portandoli ad essere una brutta copia di loro stessi.
C’è poi la voce di Hailey Williams, una voce con un potenziale enorme, che potrebbe fare disastri, e che invece si limita a fare il compitino, ricalcando le solite tonalità che la hanno contraddistinta fin qua. Un peccato davvero, perchè negli episodi positivi del disco lascia intravedere abilità decisamente interessanti (vedi “Playing God”).
Detto questo, non dovete leggere questa recensione come una condanna, bensì come una critica costruttiva. In fondo il disco è “furbo” e commerciale al punto giusto, di quelli che finiscono dritti in classifica e le cui canzoni fanno la fortuna delle stazioni radio. Ma da un gruppo con delle potenzialità come i Paramore è lecito aspettarsi di più. In fondo sono giovani e hanno il tempo dalla loro. Basta però che aprano presto il loro vocabolario sulla pagina del verbo osare.

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2 Commenti

  1. luke84 - 17 ottobre, 2009

    sinceramente anch io mi aspettavo MOLTO di piu’ da questo album..anche se credo d essere un po piu adulto del target che i discografici e forse anche loro vogliono prendere dopo RIOT di cui alcune canzoni mi hanno preso(versioni live sul web di let the flames begin son stupende,misery business,born for this ma anche conspiracy e all we know) e’ un album abbastanza deludente x le loro doti e sopratutto x le doti vocali di Hayley che nn ha da invidiare niente a nessuno in fatto di potenza e versatilita’, si son limitati ai solIti motivetti e alla solita struttura di base x il ritmo…forse sono ancora troppi giovani x capire realmente cosa potrebbero dare…che x me e’ molto!DA RIVEDERE

  2. Erica - 1 gennaio, 2012

    Se vuoi scrivere cazzate almeno fallo bene.
    Prima di tutto si scrive ‘HAYLEY WILLIAMS’.
    Poi in questo album la loro crescita si vede, è ovvio che le canzoni ricalchino il vecchio sound, non possono cambiare genere da un momento all’altro, loro sono semplicemente se stessi.
    Inoltre Hayley in questo album supera i limiti della sua voce, infatti dopo questo record se l’è praticamente rovinata in tour.

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