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“Bliss” di Captain Mantell

Tommaso Mantelli, a tutti gli effetti capitano e voce della band che porta il nome di Captain Mantell, divide lo spazio della navicella con l’Ammiraglio Dix (Mauro Franceschini) alle chitarre e il Sergente Zags (Sergio Pomante) al sassofono.
Bliss”, quinto capitolo della saga dedicata al pilota americano, è un album composto da 14 tracce più una ghost track. Qui il gruppo si spoglia letteralmente della tuta spaziale scintillante per indossare il total black che più si addice al mood di questo lavoro. L’allineamento tra i generi rock – grunge – blues è causa di numerosi collassi gravitazionali che avvengono durante l’ascolto di “Bliss”, ognuno di essi tenta di gareggiare con l’altro addensando l’atmosfera fino al punto di rottura. La collisione dell’omonimo Captain Thomas Mantell si associa ad una idea di beatitudine che sta nella consapevolezza e nella ricerca di altre forme di vita come la nostra. Opposta è la dannazione che passa per strade inattese come The Ending Hour, dove narra il leggendario incrocio col diavolo evocato dai musicisti blues, l’idea di vendere l’anima al diavolo per ottenere il successo non fa meno clamore di inseguire un UFO a rischio della vita. Scarni e coinvolgenti con Picture me floating nel quale le interferenze non sono mai azzardate ma si inseriscono perfettamente nel riff ipnotico.
The day we waited for è un pezzo rock grunge amplificato da raggi lunari. Il sassofono si amalgama bene nell’atmosfere infiammando le chitarre ed espandendo il rock per portarlo ad un livello superiore come avviene in First easy come then easy go e Better late than now.
 Love/hate e With my mess around sono due brani dal rock accattivante che, non rifuggendo del tutto le macchine, risentono di certa durezza di un beat elettronico. Side On è invece una canzone chiave del disco, cupa e graffiante e che si avvale del timbro eccezionale di Liam McKahey.  Frutto di più mani è la traccia nascosta Bliss (feat. Nicola Manzan, Bleeding Eyes e DJ Muto), dove si distende buona parte della tensione del disco e la band si addentra in una nebulosa musicale per un tempo infinito di 21:25, un viaggio fatto di fantasmi intercettati via radio o forse è solo la cellula primordiale della musica che viene scagliata ancora più lontano di dove il musicista-pilota possa spingersi.

http://www.captainmantell.com/
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