soundmagazine

Interviste . Intervista con Regarde

Intervista con Regarde

1911726_590495437693908_1963965191_n

 

I Regarde sono sicuramente uno dei gruppi alternative rock italiani più interessanti e sicuramente da tenere d’occhio. A qualche mese dopo l’uscita del primo album “Leavers” abbiamo deciso di scambiare un due chiacchiere con la band vicentina.

Domande a cura di Michael Simeon

M: Ciao ragazzi, innanzitutto vorreste presentare il gruppo?
R: Ciao! Siamo 4 ragazzi da Vicenza, attivi come Regarde dal 2013: Guido (basso e voce), Andrea (batteria), Marco (chitarra e voce) e Andrea (chitarra).

M: E’ passato quasi un anno dalla pubblicazione di “Leavers”. Qual è stata la reazione generale?
R: Dopo 8 mesi dall’uscita di “Leavers” siamo contenti di come stiano andando le cose, ad ogni live abbiamo riscontrato un buon feedback da parte del pubblico e abbiamo avuto delle belle soddisfazioni. È un disco che ci rappresenta molto nonostante si distacchi in parte dai lavori precedenti, quindi siamo contenti di aver trovato persone che hanno seguito questa nostra transizione.

M: Per registrare “Leavers” siete andati fino in America alla corte di Jay Maas. Ci raccontate un po’ come è andata questa esperienza?
R: L’esperienza a Boston con Jay Maas è stata una delle più significative per noi. Lo conoscevamo già per aver lavorato assieme agli Step on Memories, band precedente di Andrea e Guido. Quando Jay è tornato in Italia per registrare gli Slander ci siamo visti e, parlando di come avremmo potuto lavorare assieme per il nostro disco, ci ha proposto di andare da lui, cosa che abbiamo valutato e felicemente accettato. È stato come lavorare in 5 persone sullo stesso progetto con gli stessi obbiettivi: Jay non ha mai stravolto le nostre idee, ma ci ha aiutati a rappresentarle al meglio, mettendoci sempre a nostro agio e lavorando in maniera impeccabile.

M: Come descrivereste il vostro sound e le vostre influenze a chi si avvicina per la prima volta al gruppo?
R: Abbiamo gusti diversi ma ci sono ovviamente delle band che ci mettono tutti e 4 d’accordo come Title Fight, Basement, Citizen, Touché Amoré, a cui possiamo in parte essere associati a livello musicale. Siamo dei nostalgici degli anni ’90 e cerchiamo di sperimentare rimanendo su quel tipo di sound.

M: Come sta andando a livello di promozione invece?
R: A livello di promozione abbiamo spinto bene i primi mesi con belle soddisfazioni anche grazie all’aiuto di Mazza di No Reason Booking e Gab di Epidemic Records che ci hanno seguito passo passo dimostrandosi molto professionali e importanti per noi, oltre che essere diventati degli ottimi amici.

M: Quali sono i vostri piani futuri? State già lavorando a qualcosa di nuovo?
R: Abbiamo qualche data quest’estate, stiamo cercando di organizzare un mini tour europeo per settembre/ottobre. Da qualche mese intanto stiamo scrivendo i pezzi per il prossimo disco: dopo un periodo di pausa dopo aver registrato “Leavers” è tornato il desiderio di fare qualcosa di nuovo e stimolante.

M: Qualche nuovo disco che consigliereste?
R: Fiddlehead – Springtime and Blind; Turnstile – Time & Space; Ratboys – GL; Turnover – Good Nature; Futbolín – Shy Guys, Malmo Days.

M: Grazie per il tempo speso per rispondere a queste domande!
R: Grazie a te per l’intervista! Alla prossima!

Condividi questo articolo

Lascia un commento

Lascia questi due campi così come sono: