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Interviste . Intervista con Brant Bjork

Intervista con Brant Bjork

 

 

25/03/2010

Sound Magazine ha avuto l’onore di incontrare un’icona dello stoner rock qual’è Brant Bjork, batterista dei Kyuss e Fu Manchu e ora solista. Sarà in tour in questi giorni in Europa per presentare il nuovo disco “God and Goddesses”.
Di seguito riportiamo anche la versione originale in inglese.
Intervista a cura di Cristiano Mecchi

Ciao Brant. E’ un piacere ed un onore per noi di SoundMagazine avere la possibilità di fare quattro chiacchiere assieme a te. La mia heavy rotation di questi giorni è il tuo nuovo disco God and Goddesses.
C’è una canzone intitolata “The Future rock”. Qual’è la tua opinione sul rock ‘n roll di oggi? Molte bands usano synth, campioni, e apparecchiature elettroniche: pensi che un’operazione di ritorno alle radici, come fai tu, con i classici strumenti tipici del rock possa in qualche modo curare il rock ‘n roll dalla sua “elettronicità” e farlo tornare al suo status essenziale e senza tempo?
Mi sento di dirti che oggi c’è un sacco di buon rock che viene creato soprattutto nell’underground, ma nel mainstream mi capita di sentire un sacco di musica troppo fabbricata….superprocessata, che non mi sento di considerare arte.
Non so se il mio approccio organico al rock lo curerà dalla sua “malattia”. comunque potrà offire agli ascoltatori
la scelta di cosa voler ottenere ed assorbire . Sta a loro.

Qualche giorno fa stavo ascoltando una tua intervista per la ristampa di Jalamanta (il suo primo lavoro solista n.d.r.) Parlavi dell’essere dentro al groove e lasciarsi andare, pre creare i pezzi.
Le canzoni di “God and Goddesses” sono un po’ differenti, mi riferisco alle parti vocali (Jalamanta è molto strumentale), ma suonano comunque come frutto di grandi jam session. Com’è stato il tuo approccio creativo a questo disco?

L’approccio creativo per God and Goddesses è stato principalmente un lavoro votato allo snellimento generale.
Andare dritti al punto delle canzoni. Focalizzarsi sui testi e il groove per mettere insieme 8 pezzi in un disco che
dura poco più di mezz’ora. Una produzione classica, simile a quelle delle band con cui sono cresciuto come Black Sabbath, Deep Purple, Led Zeppelin etc….

Hai già fatto le valige per L’Europa? Ti stiamo aspettando!
Non ho ancora preparato tutto, ma appena finisco questa intervista… Mi piace l’idea di tornare in Europa.
 
Sei una sorta di leggenda vivente per chi (come me!!!) è cresciuto con i Kyuss e i Fu Manchu (e non ti nascondo che è un vero onore poter parlare con te). Hai fatto mille tour in Europa: qual’è la differenza principale tra l’audience americano e quello europeo?
La differenza principale tra l’audience americano e quello europeo, dalla mia esperienza, è che il pubblico europeo non aspetta che un artista raggiunga un certo livello di successo prima di ascoltarlo.
In America invece c’è una mentalità più: “L’ho già sentito e allora ok”. Ci sono moltissime grandi band in Usa e mi sembra che al pubblico non importi.
Questa è solo la mia opinione. Perfettamente opinabile.

L’anno scorso hai fatto un tour con CJ Ramone. Hai qualche side-project in saccoccia?
Non ci sono side project per ora. Con Cj eravamo amici sin da quando era nei Ramones.
Sono un grande fan dei Ramones e lui è sempre stato un fan della mia musica anche da prima dei progetti solisti.
Mi ha chiesto di suonare la batteria l’anno scorso per celebrare i suoi 20 anni nei Ramones ed io ho semplicemente risposto: “Cazzo, si!!!”
 
 
Ho visto un documentario sullo stoner rock dove si vedevano alcuni super rari stralci dei generator party che facevate qualche tempo fa nel deserto: un sacco di jam session e dei begli scambi di musicisti di diverse bands. Li fate ancora oggi?
Non c’è più stato un buon generator party qui nel deserto da almeno 6-7 anni. E’ una vergogna e spero che le cose cambino.

Ora cosa stai ascoltando? Cosa ti senti di consigliare ai lettori di SoundMagazine?
Devo ammettere, con una malcelata vergogna, che non ascolto molti nuovi artisti.
Principalmente faccio dei viaggi a ritroso a scoprire artisti del passato.
Vado spesso a sentire Mike Watt quando so che è a Los Angeles a suonare. Ascolto un sacco i Blue oyster cult,Chambers brothers, Funkadelic, Neil Young etc. 
 
 
Ora sei in partenza per l’Europa….Spero davvero di poter assistere al tuo show in Italia. E’ stata una bella opportunità averti intervistato e ti ringrazio per il tuo tempo qui a SoundMagazine.
Grazie a te dell’intervista: ci vediamo al concerto!

 

Hi Brant, it’s a pleasure and a honor for us at SoundMagazine to have the chance to share some words with you.
My personal heavy rotation is your new record God and Goddesses. There’s a song called The Future Rock. What is your opinion about the rock ‘n roll music today? Many bands use synth , samples and electronic stuff: do you think that a back to the roots operation with all time known rock instruments like you do may cure rock n roll music from its electronical sickness and turn it back to an essential and timeless status?

 I feel today, there is alot of great rock music being created, certainly in the underground, but up top in the mainstram I hear a lot of fabricated… overprocessed music that I wouldn’t consider to be art.
Don’t know if my organic approach to rock music will cure any current “sickness” but it will at the very least offer the listening public a choice of what they are able to obtain and absorb. Now it’s up to them.
 
Some days ago I was listening an interview for the re-issue of Jalamanta. You were talking about being into a groove and let it flow to create the songs. Gods and Goddesses’ songs are pretty different, I mean for the vocal parts (Jalamanta is more instrumental),  but they sounds like fruits coming from great jam sessions. How did you approach to the creative moments for this record?
The creative approach for gods and goddesses was to basically trim the fat. Get right to the point of the song. Focus on lyric, groove and get 8 solid tunes together in under 35min. It’s a classic production much like records I grew up on from bands like black sabbath, deep purple, zeppelin etc.
 
Did you pack everything for Europe? We’re waiting for you!
I am not totally packed for Europe but will be as soon as I finish this interview. I’m looking foward to returning to Europe.

You are a sort of living legend for those who (like me!!!!) grew up with Kyuss and Fu Manchu. ( And I can’t hide a real pride for have the chance to talk to you actually  ). You’ve touring hundreds time in Europe: what is the main difference between american and european audience?
The main difference between amarican and european audiences from my experience is that european audiences don’t wait for a particular artist to reach a certain level of success before they will give they’re attention. American audiences display a “heard mentality”.
They’re are alot of great bands in america and I feel the american audience doesn’t even seem to care. This is of course just my opinion and I am expressing generalities.

Some year ago you were touring with CJ Ramone. Do you have some side project we need to stay tuned for in the future?
No side projects at the moment. Cj and I have been friends since he was in the ramones. I’m a big ramones fan and he is a fan of my music history. He asked me to play drums last year to celebrate his 20th anniversary with the ramones and of course I said…”fuck yeah”.
 

I’ve seen a documentary about stoner rock who showed some real cool and super rare footage of the generator parties you guys were doing in the desert a while back whit a lot of jam session. A real good share of music with musicians of different band. Does it still happens now some time? ( we do the same thing-generator party- with my friends…down in a cave in the middle of nowhere….every summer…bands playing cheap beer and stuff).
There hasn’t been a good generator party here in the desert for about 6 or 7 years. It’s a shame and hopefully this will change.
 
 
What are you listening to now? What do you feel you can recommend to all the SoundMagazine fellas  to listen and support now?
I shamefully admit that I don’t listen to many new artists. I mostly go back and spend my time with artists of the past.
I always go to see mike watt if he’s playing in LA. I listen to alot of blue oyster cult,chambers brothers, funkadelic, neil young etc. 
 
Now you’re heading Europe… I wish I could come to your show in Italy. I just can say that it has been a real deal to talk to you and I just would say thanks for being here at SoundMagazine.
See you at the show! Thank you for the interview.

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3 Commenti

  1. Torre - 25 marzo, 2010

    Brant is God.
    Horns up for the king of groove!

  2. de la luna - 25 marzo, 2010

    Brant is a dude
    hope to meet him asap when he will be in italy on april the 5th

    respect

    ciao torre!

  3. Tweets that mention Intervista con Brant Bjork | Sound Magazine -- Topsy.com - 27 marzo, 2010

    […] This post was mentioned on Twitter by Sound Magazine. Sound Magazine said: Intervista con Brant Bjork: Sound Magazine ha avuto l'onore di incontrare un'icona dello stoner rock qual'è Br.. http://bit.ly/aZqlBp […]

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