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Interviste . Intervista con Beware of Safety

Intervista con Beware of Safety

06/04/2009

Sound Magazine incontra i Beware Of Safety, una rock band strumentale di Los Angeles. Hanno all’attivo l’ep “It Is Curtains”e l’album “Dogs”. Rispondono alle nostre domande i gentili e disponibili chitarristi Steve Molter, Adam Kay e Jeff Zemina e il batterista/tastierista Morgan Hendry.
Di seguito riportiamo anche l’intervista originale.
Domande a cura di Michael Simeon

Michael: Ciao ragazzi, è un piacere avervi qui su Sound Magazine. Vorreste presentare la band ai nostri lettori?
Steve: Siamo i Beware Of Safety, un gruppo rock strumentale da Los Angeles, Ca. Siamo in cinque: Adam Kay – chitarra, Jeff Zemina – chitarra, Morgan Hendry – batteria/tastiere, Steve Molter – chitarra (io), e il nostro nuovo membro dal febbraio 2009, Tad Pieka – basso. Ci siamo incontrati sporadicamente nel corso di 15 anni. Kay ed io ci siamo conosciuti al liceo nel 1995 a Westboro, Massachussets. Jeff ed io ci siamo conosciuti al college all’Università di Hartford. Kay ed io abbiamo suonato in un gruppo chiamato Chambers dal 2001 a metà del 2003 a Boston, e una volta che quel gruppo si è sciolto, Kay ed io abbiamo deciso di trasferirci a LA. Avevamo alcuni amici a LA con cui potevamo agganciarci, cosi abbiamo pensato “ma che diavolo?”. Ho chiamato Jeff per comunicargli che i Chambers si erano sciolti e che Kay ed io ci stavamo trasferendo e ci ha seguito con l’idea, pensando che fosse un buon momento nella vita per fare un cambiamento, e poche settimane dopo, nell’autunno del 2003, eravamo tutti sulla via verso LA. I tre di noi non decisero di formare un gruppo per un po’ di mesi. Ma quando abbiamo deciso di suonare con tre chitarre, eravamo sulla via per scoprire i Beware Of Safety. Abbiamo suonato con diversi batteristi e bassisti qua e la, ma nessuno ha lasciato il segno. Poi abbiamo trovato Morgan tramite Craiglist. Che gemma nel grezzume di quel sito (Kay passava ore e ore su Craiglist e LAMusician.com. Per fortuna, dopo che abbiamo preso Morgs, non ha dovuto più farlo per tre anni. Haha…). Mi ricordo la prima e-mail da parte di Morgan essere veramente indicativa di quello che poi ho scoperto essere la sua vera personalità…era super lunga e molto descrittiva, molto una storia della sua vita musicale e quali fossero le sue idee e pensieri…non una di quelle e-mail tipo “voglio suonare la batteria in un gruppo rock”. Non penso di averglielo mai detto, ma penso che quello che ci ha venduto è il fatto che gli piacevano veramente i Do Make Think Say. Haha… Quindi iniziato a suonare scrivendo il materiale che sarebbe diventato poi la nostra prima uscita, un ep chiamato “It Is Curtains” e abbiamo iniziato a far concerti nella zona di LA. Fino a che i nostri amici Caspian non sono venuti in città, non ci siamo mai avventurati fuori da LA. Nel 2007 siamo andati a Seattle e Portland con i Caspian e abbiamo con loro un mini tour di 5 date a Tempe, Az con i nostri grandi amici North. Veramente divertente aver avuto la possibilità di andare in tour con i Caspian. Quei ragazzi non possono essere più gentili di così. Poi, a fine 2008, abbiamo fatto uscire il nostro album “Dogs”. Ci sono volute molte molte ore nel corso dell’anno per registrare, editare, ri-registrare, ri-editare e fare uscire “Dogs”. Il nostro buon amico e ingegnere del suono Patrick Murphy è stato un cavaliere con armatura splendente per noi attraverso tutto questo. Una volta che “Dogs” era fuori, abbiamo voluto veramente focalizzarci sul fare uscire il nostro suono live nel miglior modo possibile, così abbiamo iniziato la ricerca di un bassista. Di nuovo, nessuna fortuna nei primi provini anche se abbiamo avuto a che fare con dei seri talenti. Poi nel febbraio 2009, arriva Tad Piecka con il suo basso carino e un piccolo amplificatore per tastiera roland con coni da 12 pollici. Mamma mia…il suono che ha fatto uscire da quella piccola cosa ci ha spazzati via alla prima prova. E ci son bastate solo tre prove per noi quattro per capire che Tad era il nostro uomo. Non solo, è uno dei ragazzi più creativi che abbiamo mai sentito, una persona super gentile e sembrava eccitato dall’idea di essere in un gruppo che lavora duro per affermarsi. Abbiamo appena suonato il secondo concerto con lui ieri sera, e ci sta facendo suonare sempre meglio con ogni prova e concerto. Siamo veramente fortunati.

M: Il vostro primo album “Dogs” è uscito lo scroso gennaio. Volete parlarcene?
Steve: E’ stato quasi un’impresa per noi. Come ho menzionato in precedenza, ci ha portato via gran parte dell’anno registrarlo, nonostante siamo stati ancora di più per avere le 10 canzoni scritte. Gli stadi iniziali di qualche pezzo risalgono a jam sessions del 2005. Abbiamo suonato alcuni di quei pezzi live nel 2006 e alla fine hanno dato una linea all’album quando abbiamo iniziato a lavorare su “Dogs”. E’stato definitivamente un lavoro d’amore. Abbiamo lavorato duro mentre componevamo e registravamo e alcune delle parti più dure del processo erano giusto alla fine . L’ultimo 10% era metà del lavoro. La parte migliore di tutto il processo è la crescita e la comprensione che sviluppi come gruppo e come persona. Per quanto mi riguarda, ho imparato molto di come tiro fuori il meglio da me stesso quando ho una pistola puntata contro. Per esempio mi ricordo quando registravo la mia parte EBow su “Raingarden” e continuavo a pasticciarla. Ancora e ancora e ancora e ancora e ancora. Penso di aver ottenuto la versione finale che appare sull’album dopo 10 o 11 tentativi. E’ stato estremamente umiliante. E la cosa più dura era entrare nella sala controlli dove tutta la band e Murphy sedevano tranquillamente, seduti immobili come se dovessero sbirciare, sarei scoppiato in una furia rabbiosa. Per fortuna non abbiamo avuto “esplosioni” di questo tipo. Ma ci sono stati dei momenti in cui abbiamo avuto serie discussioni quando non eravamo d’accordo sulla direzione da prendere. Quelle hanno veramente tirato fuori il meglio dal gruppo. Ci hanno avvicinato ancora di più, ci hanno portato nello stesso stato emozionale e creativo. E’ stata quasi un’esperienza. Mi sento veramente fortunato a trovarmi in quelle situazioni quando nascono.

M: Incorporate una vasta gamma di influenze nel vostro suono. Nelle 10 tracce di “Dogs” puoi andare in un viaggio fatto di riff pesanti tendenti alla psichedelia, momenti noise ma in alcuni punti tende a diventare etereo. C’è qualche concept dietro “Dogs”?
Morgan:Penso che “Dogs” funzioni come un concept album, anche se non è stato scritto in quella maniera. Le prime tre canzoni che abbiamo scritto per “Dogs” sono state “The Supposed Common”, “Nü Metal” e “Yards and Yards”. Li chiamo sempre i pezzi di transizione perché hanno sia elementi del vecchio album sia nuovi (parti di tastiera, ampie parti orchestrali, chitarre soliste, parti tom melodiche, etc.). In quel senso, c’è una naturale connessione nello stile delle canzoni, che è difatti diverso da “It Is Curtains”. Durante il processo “ufficiale” di composizione e registrazione, si sono formate nuove connessioni tra le canzoni. Per fare un esempio, stavo lavorando sugli archi di “The Laughter Died” e mi son reso conto che se avessi trasposto la chiave dell’assolo di violoncello di “Raingarden”, si sarebbe attaccata perfettamente alla parte introduttiva.
Tutto quello che è scritto sopra è stato piuttosto involontario, tuttavia abbiamo iniziato a vedere la connessione nel dare un titolo a “Hexa/Circa”. Steve ha intitolato “Hexa” ed era interessato ad un titolo affine per quella che è diventata “Circa”. Nelle fasi iniziali della composizione, le due canzoni erano una sola, quindi ho cercato qualcosa che unisse le due idee. Essendo i numeri familiari al gruppo, ho immediatamente catturato le basi matematiche della canzone e del titolo. Nella geometria sacra, un esagono perfetto è formato da 12 cerchi ruotati attorno a un punto centrale. Nella numerologia, il numero 6 rappresenta il flusso, e lo 0 rappresenta il tutto e la perfezione.

Casualmente, è interessante se iniziate come “Nü Metal” con lo 0 (tutto) e seguite l’album fino a “Raingarden” come 9 (cambiamento)…Lo lascio al lettore.

Queste giunture mi hanno indirizzato al mio interesse per i Tarocchi, dove ho creato i concetti per la storia di sei pannelli mostrata nella grafica del nostro cd (superbamente catturata da Bodin Sterba). “Hexa/Circa” comincia come il Sei di Spade, rappresentando i segreti e comportamento sconsiderato. “Nü Metal” segue come Asso di Spade, rappresentando la chiarezza della visione attraverso il cambiamento decisivo della Morte. Ogni pannello è collegato a quello successivo, direzionando il lettore attraverso la storia, ma lasciando abbastanza vuoti in modo che la mente viaggi e rifletta su quello che accade tra le pagine.

Una delle ragioni per cui abbiamo gravitato attorno a questa trama è che i Tarocchi nel loro intero sono molto simili alla musica. Penso che riguardo la nostra direzione nella vita, abbiamo tutti una corrente di connessione: un profondo, costante io primordiale che si associa con l’oscurità, che l’umanità ha minimizzato come “L’Occulto”. Per quanto riguarda la nostra filosofia personale, gravitiamo attorno a certi simboli che sono ricorrenti nei secoli, la nostra idea di bellezza ha molte similarità profondamente radicate nella nostra psiche. Le carte dei Tarocchi hanno loro stesse significati non scritti, ad ogni modo il messaggio personale è ottenuto solo con l’auto-riflessione. Le nostre canzoni hanno le nostre emozioni dentro di loro, ad ogni modo chi ascolta deciderà alla fine come relazionarle alla sua vita.

M: Sembra che abbiate guadagnato in maturità rispetto all’ep di debutto “It Is Curtains”. Quali sono gli aspetti principali della vostra crescita come gruppo?
Morgan: Penso veramente che sia pazienza, fiducia e attenzione al dettaglio. Per “Dogs” , ricordo istanti dove siamo finiti su direzioni di scrittura inesplorate. Leggi: “The Laughter Died”. Quando abbiamo iniziato a scrivere la seconda parte (dopo l’apertura “orchestrale”), Adam ed io siamo diventati matti con questa “time-signature” (notazione musicale che specifica quanti battiti ci sono in ogni misura e quale durata della nota costituisce un battito, n.d.a.) in movimento, senza colpi, che si dissolve in una jam ambient tribale. Sfortunatamente i Tool l’hanno già scritta (Triad), così attraverso un po’ di lavoro abbiamo creato quella che è ora. Il punto è che Jeff e Steve ci hanno permesso di andare avanti con un concetto per un sostanziale periodo di tempo senza “ucciderci”. Di quello, solo metà dei overdub (elettronica, percussioni) che ho fatto sono finiti nel mixaggio finale (state sintonizzati per l’album di remix), ma perfino quello è il doppio di quello che pensavo che gli altri ragazzi avrebbero permesso. Nell’arco dei tre anni assieme, accettano di più qualcuna delle mie idee più selvagge.

In generale, siamo diventati più focalizzati sul nostro suono. Per esempio le parti di batteria su “Heza”, “Circa” e “Nü Metal” cercando di compensare la mancanza di un bassista, e durante il processo di registrazione siamo arrivati al punto di accordare la batteria nella chiave delle canzoni, in modo che funzionassero da elemento melodico. Guardando a tracce come “Raingarden”, siamo dovuti uscire dalla nostra zona sicura per entrare nel territorio della musica classica, piena di progessioni e modulazioni di accordi che non si ripetono. La più grande auto-riflessione era la mancanza di un bassista, a cui abbiamo rimediato prendendo Tad con noi. Detto questo i risultati ne valgono la pena, e l’effetto complessivo è un approccio misurato a tutte le cose che facciamo nel gruppo.

M: A proposito, quali sono le vostre più grandi influenze nel comporre musica?
Adam: E’ dura per me dire cosa influenza veramente il processo di composizione. Ad ogni modo posso dire che mi piace iniziare a comporre con la chitarra acustica. Ho sempre pensato che ogni canzone che scrivo dovrebbe funzionare giusto con una chitarra acustica, anche se il materiale è più pesante ed aggressivo. Penso che questo ponga una base solida nel processo di scrittura.

La mia pedaliera è odiosa come quella del ragazzo vicino, ma ho usato la stessa chitarra acustica per gli ultimi 15 anni. E’ con me da così tanto tempo. Quasi tutto quello che ho scritto è iniziato su quella chitarra.

M: Quali sono i vostri piani per il futuro? Avete programmato qualche tour?
Adam: Abbiamo fatto uscire “Dogs” qualche mese fa e recentemente abbiamo aggiunto un nuovo membro al gruppo. Ora Tad Piecka suona il basso per il gruppo ed è stata un aggiunta tremenda. Non potremmo essere più felici di questa aggiunta. Porta qualcosa di nuovo al gruppo e questo è sempre un incentivo.

Detto questo, ci muoveremo per tutto il resto dell’anno. Dipingeremo la West Coast quest’estate e viaggeremo attraverso il Northeast e il Midwest in autunno. L’anno prossimo toccheremo gli altri Stati o andremo in Europa per qualche settimana. I nostri amici d’oltre Atlantico son stati veramente buoni con noi. Vorremo non far altro che ritornare il favore.

M: In una precedente interivista, i ragazzi dei Caspian ci hanno consigliato voi come gruppo da ascoltare. Ora, c’è qualche gruppo che vorreste suggerire ai nostri lettori?
Jeff: Clevis (www.clevis.com). Sono un gruppo di batteria e basso di LA. Fanno sempre concerti divertenti e il loro album “Amalgamation” è cattivello. C’è qualche duo veramente solido che si sta facendo un nome a LA ultimamente (El Ten Eleven, Ninja Academy). Scommetto se il post rock fosse una rivoluzione nei confronti di cantanti insopportabili, questi ragazzi hanno realizzato che siamo noi chitarristi quelli capaci di rovinare tutto. E’ tutto buon divertimento.

M: Beh ragazzi, grazie per l’intervista. Qualcos’altro da dire ai nostri lettori?
Jeff: Si. Grazie per aver avuto il tempo di intervistarci! Noi 5 ci sentiamo particolarmente benedetti per aver la capacità di poter far musica. Avere un forte fanbase rende la cosa più dolce. Abbiamo molti piani per il futuro. Sono veramente eccitato di andare in tour in macchina/barca nei prossimi mesi. E poi di scrivere nuova musica. E’la mia parte preferita di tutta questa cosa del gruppo.

Sito del gruppo: www.myspace.com/bewareofsafety

06/04/2009

Michael: Hello guys, it’s a pleasure to have you here on Sound Magazine. Would you like to introduce yourselves to our readers?
Steve: We are an an instrumental rock band from Los Angeles, CA called Beware of Safety. There are five of us: Adam Kay – Guitar, Jeff Zemina – Guitar, Morgan Hendry – Drums/Keys, Steve Molter – Guitar (me), and our newest member as of February, 2009, Tad Piecka – Bass. We all met sporadically over the course of 15 years. Kay and I met back in high school in 1995 in Westboro, Massachusetts. Jeff and I met in college at the University of Hartford. Kay and I played in a band called Chambers from 2001 to mid-2003 in Boston and once that band finished up it’s thing, Kay and I decided to move to LA. We had a few friends in the LA area that we could hook up with, so we figured, “what the hell?” I actually called Jeff to let him know that Chambers split up and that me and Kay were moving and he hopped on board with the idea, thought it was a good time in his life to make a change, and a few weeks afterwards in the Fall of 2003, we were all on our way to LA. The three of us didn’t decide to form a band together for a few months. But once we decided to rock the three guitar thing, we were on our way to discovering Beware of Safety. We played with a few drummers and bassists here and there, but nothing stuck. Then we found Morgan through Craigslist. What a gem in the rough on that website. (Kay used to filter through Craigslist and LAMusician.com for hours on end. Thankfully, after we picked up Morgs, he wouldn’t have to do that for another 3 years. Haha..) I remember his first email from Morgan being very indicative of what I would later find out to be his true personality…it was super long and very descriptive, very much a story of his musical life and what his thoughts and ideas were…not just one of those “I wanna play drums in a rock band” types of emails. I don’t think I’ve ever told him, but I think what actually sold the three of us though is that he really liked Do Make Say Think. Haha.. So we played around with writing material that turn out to be our first release, an EP called It Is Curtains and we started playing shows around the LA area. It wasn’t until our friends Caspian came into town that we really ventured out of the LA basin. In 2007 we headed up to Seattle and Portland with Caspian and rounded out the 5-date mini tour with them in Tempe, AZ with our friends North. Great fun being able to tour with Caspian. Those dudes are as kind as they come. So in late 2008, we released our first full length dogs. It took us many many hours over the course of a year to record, edit, rerecord, re-edit, and finally release dogs. Our good friend and engineer Patrick Murphy was a knight in shining armor for us through all of that. Once dogs was out, we really wanted to focus on getting our live sound as tight and well-sounding as we could, so we picked up the search for a bass player. Again, no luck in the first few try-out’s though we did have some serious talent walking through the door. Then in February of 2009, Tad Piecka rolls in with this sweet looking bass and a tiny little Roland 12 inch speaker keyboard amp. Man…the sounds he brought out of that thing blew us all away in the first rehearsal. And it only took the four of us three rehearsals total to agree that Tad was our guy. Not only is he one of the most creative folks we’ve heard, he was a super nice guy and was extremely excited about and dedicated to the idea of being in a band and working hard to succeed. We just played our second show with him last night and he is making us sound better and better with every rehearsal and show. We’re very fortunate.

M: Your first album “Dogs” was released last January. Would you like to talk about it?
Steve: It was quite a feat for us. Like I mentioned previously, it took us the better part of a year to record it, though it took even longer to get all ten tracks written. The early stages of a few of the pieces came about in jam sessions back in 2005. We were playing a few of those pieces live back in 2006 and ultimately they made the cut for the album when we continued work on dogs. It was definitely a labor or love. We worked quite hard while writing and recording and some of the toughest parts of the process were right at the end there. The last 10% is the halfway point. The best part about the whole process is the growth and understanding that you develop as a band and as individuals. I know for me, I’ve learned a lot about how to get the best out of my performances in the studio when I’m under the gun. For example, I recall recording my EBow part on Raingarden and I kept flubbing it. Over and over and over and over and over. I think I got the final take that appears on the record after 10 or 11 tries. It was extremely humbling. And the hardest thing to do is walk into the control room where the whole band and Murphy are sitting all quiet-like, sitting still like if they make a peep, I’ll explode into a raging fury. Hahaha.. Thankfully, we never had any major blow-ups like that. But there were moments where we had to have some serious discussions when we all didn’t agree on the direction. Those truly bring out the best in the band. They bring us closer; they bring each other into the same space emotionally and creatively. It’s quite an experience. I consider myself very lucky to be in those situations when they arise.

M:You incorporate a large range of influences in your sound. Through the ten tracks of “Dogs” you can go through a journey of heavy riffs tending to psychedelia, noise moments but it also turns out to be etheral in some points. Is there any concept behind “Dogs”?
Morgan: I think dogs functions as a concept record, though it was not necessarily written in that manner. The first three songs we wrote for dogs were The Supposed Common, Nü Metal, and Yards and Yards. I’ve always called them transition pieces because they have both elements of the old album and the new (keyboard parts, large orchestral sections, lead guitars, melodic tom patterns, etc.). In that sense, there is a natural connectedness in the style of the songs, which is indeed different from ‘It is Curtains”. During the “official” writing and recording process, new connections formed between the songs. In one example, I was working on string parts for “The Laughter Died” and realized that if I transposed the key of the “Raingarden” cello solo, it fit perfectly into the intro section.

All of the above was somewhat unintentional, however I think we began to see the connectedness on the naming of “Hexa/Circa”. Steve had named “Hexa”, and was interested in a related title for what became “Circa”. In the initial stages of writing, these two songs were one, and so I looked for something to join the two ideas. Being the numbers person in the band, I immediately seized on the mathematical underpinnings of the song and the title. In sacred geometry, a perfect hexagon is formed by 12 circles rotated about a central point. In numerology, the number 6 represents flux, and 0 represents everything and absoluteness.

Coincidentally, it is also interesting if you start at Nü Metal with 0 (all) and follow the album to Raingarden as 9 (change)…I’ll leave that to the reader.

These junctures led me to my interest in the Tarot, where I crafted the concepts for the six-panel story shown in our cd liner (masterfully captured by Bodin Sterba). Hexa/Circa leads off as the Six of Swords, representing secrets and thoughtless behavior. Nü Metal comes in next as the Ace of Swords, representing clarity of vision through the decisive change of Death. Each panel relates to the following one, drawing the reader through the story, but leaving enough gaps for the mind to wander and reflect on what happens between the pages.

One of the reasons we gravitated towards this storyline is that the Tarot as a whole is very similar to our music. I believe that regardless of our direction in life, we all have an undercurrent of connectedness: a deep, constant, primal self that associates with the darkness, which humanity has shrugged off as “The Occult”. Regardless of our personal philosophy, we gravitate towards certain symbols that have reoccurred through the ages, our idea of beauty has many similarities deeply engrained in our psyche. The cards of the Tarot themselves carry unwritten meanings, however the personal message is achieved only through self-reflection. Our songs have our own emotions within them, however the listener will ultimately decide how they relate to their life.

M: It seems you have gained more maturity since you’ve released your debut ep “It Is Curtains”. What are the main aspects of you growing up as a band?
Morgan: I think it really comes down to patience, trust, and attention to detail. For dogs, I remember instances where we went off on wild writing tangents. Read: The Laughter Died. When we started writing the second section (after the “orchestral” opening), Adam and I went slightly bonkers with this time-signature shifting, hits-ridden part that dissolved into a long ambient tribal jam. Unfortunately Tool already wrote that one (Triad), so through a bit more work we created what is in there now. The point is, Steve and Jeff allowed us to run with a concept for a substantial period of time without killing us. In that vein, only about half of the overdub (electronic, percussion, otherwise) I did made it into the final mix*, but even that was about twice the amount I thought the other guys would let through. Over our three years together, they’ve become a bit more accepting of some of my wilder ideas.

Generally, we’ve become more focused on our sound. For example, the drum parts on Hexa, Circa, and Nü Metal tried to compensate for the lack of a bassist, and during the recording process we made it a point to tune the drums to the key of the song so that they functioned as a melodic element. Looking at tracks like Raingarden, we had to step out of our comfort zone into classical music land, full of non-repeating chord progressions and modulations. The biggest self-reflection was the lack of a bass player, which we’ve remedied by bringing Tad on board. It takes more time to do all of these things, and even more do them properly. That said, the results are worth it and effect overall is a measured approach to all the things we do within the band.

*Stay tuned for the remix album.

M: By the way, which are your main influences in composing music?
Adam: It is hard for me to say what truly influences the writing process. However, I can say that I like to begin all the writing on an acoustic guitar. I’ve always felt that every song I write should work with just an acoustic guitar, even the aggressive/heavier material. I believe this provides a solid foundation in the writing process.

My pedal board is just as obnoxious as the next guy’s, but I’ve used the same acoustic guitar for the past 15 years. It has been with me for so long. Almost everything I have ever written, began on that guitar.

M: What are your plans for the future? Any tour programmed yet?
Adam: We just put out dogs a few months back and recently added a new member to the band. Tad Piecka plays bass for the band now and he has been a tremendous addition. We all couldn’t be more happy with this addition. He brings something new to band and that is always a plus.

That being said, we are going to hit the pavement for the rest of the year. We are going to paint the west coast for the summer and travel to the Northeast / Midwest for the fall. Next year, we will either hit the rest of states or travel to Europe for a few weeks. Our friends across the Atlantic have been very good to us. We would love nothing more to return the favor.

M:In an interview we had before, the guys from Caspian suggested you as a band to check out. Now, is there any band you would like to suggest to our readers?
Jeff: Clevis (www.clevisband.com) They’re a drum and bass group from LA. Always put on a great fun show and their new album amalgamation is pretty wicked as well. There are some really solid duos making their name in LA now (El Ten Eleven, Ninja Academy). I guess if post rock were a revolt against unbearable singers these guys have realized it’s actually us guitarists who are the ones most capable of stinking up a joint. It’s all good fun.

M:Well guys, thanks for the interview. Anything else to say to our readers?
Jeff: Yes. Thank you very much for taking the time to interview us! The five of us feel pretty blessed to be able to play music. To have a strong fanbase just makes it so much sweeter. We’ve got lots of plans for the future. I’m so excited to get on the road/boat in the coming months. And then writing new music….that’s my favorite part of the whole band thing.

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1 Commento

  1. Me - 29 dicembre, 2010

    My New Favorite Band. I wish they’d come to Canada. I’d be way up at the front of the crowd, cheering my lungs out.

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