“A” di Action Dead Mouse
Del resto "ä" è un disco che risulta difficile da comprendere sin dal titolo. Dicono che sia una città divisa con due torri a sorvegliarla, eppure è anche la prima lettera dell’alfabeto seppur dotata di umlaut.
“The Green Dot EP” di Viva Lion!
Il progetto Viva Lion! ispira davvero tenerezza, in buona parte grazie proprio al genere proposto, il già citato folk, ma anche all'innata capacità di abbracciarti idealmente con degli arrangiamenti indovinati.
“Cinque, la Luna e le spine” di Marta sui tubi
Le storie raccontate ne La Luna e le spine, sono energiche cariche di sfondamento alla finzione e al falso moralismo che pervadono il vivere moderno nei tempi del social network, fino ad inclementi sguardi interiori legati al non sentirsi di essere.
“Black Beat Movement” di Black Beat Movement
La proposta dei Nostri è ben oliata e trova la sua massima espressione nella drum’n’bass e nella black music, tipologie di musica che ha permesso loro di sperimentare addentrandosi in ambienti più inclini al rap e al soul.
“Mrs. Maybridge” di This Melting Romance
Un mini solido e tutto sommato piacevole quello partorito da questi giovanissimi musicisti, fortemente influenzati dal metalcore/hardcore new school di scuola americana e bravi nel dare respiro alla proposta.
“Bone And Marrow” di Alcoa
La formula rimane la stessa: una voce così delicata e rassicurante che ti prende per mano e ti accompagna in un viaggio mistico di dolcezza e pace interiore.
“Kilometri” di Amari
I testi sono arricchiti da assonanze e giochi di parole, non sono impegnati ma è percepibile la scelta di non cedere a un linguaggio posticcio e di accostare alla dicitura pop.
“Opposites” di Biffy Clyro
Il trio riesce a non deludere le grosse aspettative create da "Only Revolutions" e lo fa nel modo più rischioso, confezionando cioè un doppio album che come contenuti e proposta musicale esplora territori diametralmente opposti.
“Metz” di Metz
Combriccola di fulminati questi Metz, band canadese che da qualche anno ha preso come impegno personale la diffusione del verbo rock'n'roll.
“Honeys” di Pissed Jeans
I Pissed Jeans sono diretti, sfrontati, sfacciati, figli dell'alienazione suburbana americana, cresciuti a pane, Black Flag ultimo periodo e Jesus Lizard.
“Forget to Remember” di Out of Date
Attivi dal '99 con diverse produzioni all'attivo e tour in Italia ed Europa, i milanesi Out Of Date sono a mio avviso tra i migliori rappresentanti dell'hardcore melodico odierno nel Vecchio Continente.
“Medication Time” di In Case of Carnage
Technical death meta nudo e crudo quello proposto dal sestetto, decisamente dotato di buona tecnica dal punto di vista strumentale e feroce al punto giusto sul lato canoro con due voci a padroneggiare la scena (maschile e femminile).
“mbv” di My Bloody Valentine
Un buon disco che necessita di numerosi ascolti prima di entrarti definitivamente in testa, senza manierismi,con una semplice e sincera voglia di sperimentare.
“Elements” di Lasting Traces
Per chi non li conoscesse, i tedeschi Lasting Traces sono dediti ad un hardcore moderno che non si vergogna di mescolarsi con melodie potenti ed accattivanti.
“Ci Sono Gente Che Non Stanno Bene” di Duff
I Duff, attivi da ormai 15 anni, sono autori di un punk melodico che strizza l'occhio alle sonorità californiane ma anche all'alternative rock contemporaneo.
“13.0.0.0.0″ di This Town Needs Guns
Dalla copertina chiaramente ispirata dal calendario Maya mi immaginavo ritmi esoterici e stati d'animo contrastanti. Il disco invece scivola via senza intoppi, con qualche punta ripetitiva che fa scendere l'attenzione.
“Quanto tempo resta” di Perlè
Perlè ha intrapreso, fin da "Il blu e il nero" un viaggio introspettivo, che l'ha portato a soffocare, a risalire a galla, a godere dei km fatti, delle esperienze vissute e farle sue, condividendole con tutti, senza alcuna maschera.
“Là-Bas” di Là-Bas
Là-Bas è un disco dalle sonorità leggere, disincantate, è come la parola rimembranza, ma senza quel carico di silenziosa austerità, è un disco in cui la voce diventa rapidamente coro e la musica arriva morbida senza strappi elettrici, armonica senza confusione.
“L’éducation sentimentale” di Da Hand in the Middle
Me li immagino in cucina, qualcuno in bretelle, altri con lo sguardo languido, che suonano muovendo le anche. A tal proposito aggiungo che la cosa che mi ha davvero più colpito è che pare si divertino davvero questi ragazzi.
“Nel giardino dei fantasmi” di Tre Allegri Ragazzi Morti
La loro poesia è quella dei parolieri intelligenti della generazione degli adolescenti, di chi ha mantenuto una forte sensibilità adolescenziale e delle adolescenti - future donne - incluse.
“Ved” di Ved
Ved è un’amalgama strumentale distillata con tremolanti tendenze elettroniche arricchite da una struttura ritmica, ripetitiva e cadenzata, di basso e batteria molto ben definita ed è evidente dal primo ascolto.
“La morte del sole” di Devocka
E’ l’esistenza dell’uomo affondata nella quotidiana realtà paranoica quella descritta e come vien suggerito nei riverberi caustici di Tecnologici nessuno si salva: “sono un idiota anche io come tutti, ma almeno io lo so.”
“Cayne” di Cayne
Rispetto all’esordio discografico questo nuovo capitolo approfondisce ancor più lo studio verso il connubio rock/elettronica, mostrandoci quanto – in fondo – sia facile unire due elementi così contrastanti.
“Come pecore in mezzo ai lupi” di Misachenevica
Non si può dire che "Come pecore in mezzo ai lupi" sia suonato male, nè che non sia orecchiabile, o di scarso livello. Cosa c'è quindi che non va? Apparentemente niente.
“Semetipsum 2012″ di Rita Marcotulli e Michele Rabbia
Questo evento/concerto è il terzo, nato dalla collaborazione dal produttore e musicista Eraldo Bernocchi, l'artista Petulia Mattioli e l'etichetta discografica londinese RareNoise Records.
“In A Golden Reign” di Arms Like Anchors
“In A Golden Reign” potrebbe rappresentare la perfetta sintesi di ciò che è il metalcore nel 2013: un genere che ha nascosto con cura i suoi limiti (vedi breakdown) e che oggi cerca nella parola “stupore” la sua ragione di vita.
“A dorso” di Back Crawl
Con questo nome spiegano la loro reazione al momento nero della musica in Italia sostenendo, infatti, che la musica si trova in acque sporche e loro cercano di nuotare in queste acque mettendoci la faccia, ma “a dorso”.
“Imiarma” di Forever Ended Yesterday
La strada presa dal gruppo è quella dello screamo-rock, una scelta molto 90’ negli ideali ma che non disturba affatto visti i risultati ottenuti. Oggigiorno infatti sono ben poche le band provenienti da quella scena sopravvissute.
“A trovare i miei amici ci vado in bici” di Enrico Botti
Enrico Botti ha davvero qualcosa da dire e cantare, che va assaporato con diligenza, donandogli tutto il tempo necessario per non farsi sfuggire nemmeno una parola.
“12.21.12″ di Filth In My Garage
Dopo una campagna mediatica degna di un colossal, finalmente i Filth In My Garage presentano “12.21.12”, EP di soli tre brani che hanno però dalla loro un minutaggio decisamente sostanzioso, quasi 20 minuti di musica.
“Perchè questa casa ci esplode negli occhi?” di Action Dead Mouse
"Perché questa casa ci esplode negli occhi?" è uno di quegli album che dopo aver ascoltato lasciano qualcosa di interrotto, di incompiuto esattamente come una casa che esplode.
“Danny Trejo” di Danny Trejo
In questo ep c'è musica suonata col cuore e con gli attributi, sincera e straight in your face. Otto pugni nello stomaco. Roba da far pogare contro il muro.
“Moving Home” di Moose Blood
Il sound proposto è un emo punk decisamente pulito, che offre poco a livello di innovazione, ma fa della semplicità e della freschezza il suo punto di forza.
“Stellar Filth” di Rise Above Dead
E' un disco cupo fatto di atmosfere rarefatte, complici i riff doom/sludge che creano tensione prima di esplodere verso i lidi del post rock più atmosferico.