“The Division Ahead” di The Circle Ends Here
"The Division Ahead" non è un disco facile al primo ascolto, ma una volta che riesci ad entrare nei suoi ingranaggi, fila via che è una meraviglia.
“At Sixes And Sevens” di The Dead Formats
"At Sixes And Sevens" suona compatto, potente, ballabile e catchy, merito di una sezione ritmica preparata e dell'ottimo lavoro delle due voci.
“Cuts” di Merzbow, Pandi, Gustafsson
Si apre il sipario con una minaccia brutale e tagliente, spire industriali altamente ansiogene, in questo convivio tra supervillains sonici, Merzbow e soci hanno dato sfogo al loro lato più deliziosamente subdolo.
“Countdown To Armageddon” di Roots Of Pain
Un debutto incoraggiante quello dei parmensi Roots Of Pain, quintetto cresciuto ascoltando metal in ogni sua forma e che ha trovato oggigiorno voce attraverso Memorial Records che ha rilasciato “Countdown To Armageddon”.
“Desert love for lonely graves” di Weird
E' un'opera prima, eppure non si può non notare la piacevolezza con cui scivola addosso, la facilità con cui le linee new wave amplificate e distorte avvolgono e catturano, fino a diventare anche psichedelia.
“Italico” di Polar for the masses
Il noise, le linee wave, un punk sporco dalla miscela non troppo indigesta e prepotente, diventano tutti strumenti atti a creare un album ritmato come un incedere di tamburi.
“Going Indigo” di Going Indigo
Going Indigo, quasi come l'andare in bianco delle battute tra amici, ma, anche se notturno, il disco si veste di un connotato più peculiare, a sottolineare che l'indaco non è il bianco.
“Dans le réve” di Victorzeta e i Fiori Blu
Un disco lungo “Dans le rêve”mai noioso, carico di musica trascinante e testi accurati, non banali, arricchito da orchestrazioni molto studiate che non cascano nel ripetitivo.
“Songs Of Faint And Distortion” di Psychofagist
Il processo evolutivo dei nostri è evidente e alla luce del sole, abbandonati da ormai anni i lidi del grind oggi Sarino e soci hanno trovato nuove forme espressive su cui cimentarsi, azzardando soluzioni.
“Try To Look Back” di Deisler
Dopo due autoproduzioni per i Deisler di Trani è giunto finalmente il momento di fare sul serio, con un debutto discografico interessante intitolato “Try To Look Back”.
“Something To Believe In” di Dance! No Thanks
Oggi è finalmente giunto il momento del debut album, un passo importante nella storia di una band e che qui ha trovato voce attraverso “Something To Believe In”, ennesimo passo in avanti.
“For Whom The Sins Are Over” di Screaming Eyes
Il tema principale rimane sempre lo stesso: modern metal in salsa metal svedese, reso ancor più dirompente dall’entrata in scena di breakdown e di una voce che rispetto al passato si è fatta più incisiva.
“Shaking The Habitual” di The Knife
"Shaking The Habitual" è iniettato di entusiasmo e forza vitale e mostra soprattutto una personalità decisa, critica, costruttiva. Tutto questo in un disco? Sì, ma non solo.
Paletti (Ergo sum) di Paletti
La scelta primordiale del mettersi a nudo, che diventa realtà già con la fotografia in copertina, questo è l’intento di quest’opera prima (se si esclude l’EP Dominus di un anno fa); un concept semplice.
“Oslo Tapes” di Oslo Tapes
Oslo Tapes (Un cuore in pasto ai pesci con teste di cane), titolo dell’album e del progetto musicale, è una risposta duale, appunto, allungata da una folta schiera di collaborazioni esterne che la spingono ben oltre il numero due.
“Change” di Minus Tree
I Minus Tree hanno affinato negli anni la propria miscela di post hardcore, plasmandola a proprio piacimento e uscendo dagli standard classici del genere.
“Indicators” di Mark My Words
"Indicators" è un album di hardcore moderno, stile Terror per intenderci: ritmi serrati, produzione massiccia, muro sonoro da pugno nello stomaco.
“Roma Hardcore State Of Mind” di Strength Approach
"Roma Hardcore State Of Mind" dei Strength Approach è il loro ultimo ep, tributo alla loro città e ai fans che li continuano a seguire negli anni.
“Love, come on!” di Dead Man Watching
La band si cimenta con un genere che rimanda agli anni Novanta: un folk misto all'alt country polveroso. Chitarre e voce in primo piano, testi intimi, melodie orecchiabili.
“From Low to Loud” di Sinclear
I cinque musicisti come mai prima d’ora hanno sfornato una performance di gruppo notevole, mettendo insieme nove hit in chiave alternative, adatte a una fascia ampia di ascoltatori, dal teenager in cerca di adrenalina e testi rabbiosi al rocker vecchia scuola.
“Bedfellows Part 1: The Bastard Son” di Bastions
In questo nuovo ep la matrice di base rimane sempre l'hardcore, ma gli inglesi Bastions non si fanno problemi a modellare la materia prima a loro piacimento.
“The Enforcer” di This Is Hell
"The Enforcer" è l'ultima fatica degli americani This Is Hell, diventati una sorta di paladini della rinascita del thrash metal stile Bay Area.
“Count Of Casualty” di Brave
Il caro buon vecchio hardcore continua a essere un genere musicale amatissimo anche in Italia, dove da ormai qualche anno le note positive sono rappresentate soprattutto dalla qualità alta delle band attinenti al genere
“Revelations” di Loud Nine
Ammirevoli negli intenti insomma, al punto da riuscire persino a dare un seguito a quel “Golem” che quattro anni fa presentò il gruppo milanese al grande pubblico, dando loro la possibilità di confrontarsi live con artisti di caratura internazionale.
“Koi No Yokan” di Deftones
"Koi No Yokan" è un disco stupendo. Lo è a partire dal titolo, che in giapponese tradotto letteralmente significa "premonizione d'amore". Un titolo delicato, evocativo di un sentimento che è ben più di un classico colpo di fulmine.
“Slangenmensch” di Rigolò
Slangenmensch, un titolo che suona come una specie di dichiarazione di guerra su un cielo nuvoloso ma non rabbuiato e un uomo che gioca con la propria elasticità fisica.
“Bloodroot” di Ofeliadorme
Dal fiore la traccia d’inquietudine riposa nei suoni elettrici appena accennati, miscelati a una presenza stilistica definita, ma mai ingombrante e costruiti come un’impalcatura su cui far poggiare la voce femminile.
“Untogether” di Blue Hawaii
Il duo canadese Blue Hawaii con questo disco, si mostra in tutta la loro fiera natura, amante della tecnologia amica, che permette d'avere sonorità del genere, così bilanciate e toccanti nella loro "freddezza".
“A” di Action Dead Mouse
Del resto "ä" è un disco che risulta difficile da comprendere sin dal titolo. Dicono che sia una città divisa con due torri a sorvegliarla, eppure è anche la prima lettera dell’alfabeto seppur dotata di umlaut.
“The Green Dot EP” di Viva Lion!
Il progetto Viva Lion! ispira davvero tenerezza, in buona parte grazie proprio al genere proposto, il già citato folk, ma anche all'innata capacità di abbracciarti idealmente con degli arrangiamenti indovinati.
“Cinque, la Luna e le spine” di Marta sui tubi
Le storie raccontate ne La Luna e le spine, sono energiche cariche di sfondamento alla finzione e al falso moralismo che pervadono il vivere moderno nei tempi del social network, fino ad inclementi sguardi interiori legati al non sentirsi di essere.
“Black Beat Movement” di Black Beat Movement
La proposta dei Nostri è ben oliata e trova la sua massima espressione nella drum’n’bass e nella black music, tipologie di musica che ha permesso loro di sperimentare addentrandosi in ambienti più inclini al rap e al soul.
“Mrs. Maybridge” di This Melting Romance
Un mini solido e tutto sommato piacevole quello partorito da questi giovanissimi musicisti, fortemente influenzati dal metalcore/hardcore new school di scuola americana e bravi nel dare respiro alla proposta.
“Bone And Marrow” di Alcoa
La formula rimane la stessa: una voce così delicata e rassicurante che ti prende per mano e ti accompagna in un viaggio mistico di dolcezza e pace interiore.