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The Black Keys: oggi alle 21.00 su Radio2 Live il concerto registrato a Milano

Stasera dalle ore 21.00 circa  Radio2 Live presenta una eccezionale esclusiva: il live dei The Black Keys registrato all’Alcatraz di Milano lo scorso 30 gennaio, insieme ad un’intervista ai due rocker americani. La serata è presentata da Gerardo Panno.
I The Black Keys hanno messo a ferro e fuoco l’Alcatraz in occasione dell’unica data italiana della stagione, presentando per la prima volta il repertorio dell’ultimo bellissimo album “El Camino”. Radio2 documenta quella straordinaria serata, sold out con anticipo di mesi e rimasta nel ricordo di migliaia di appassionati, aggiungendo l’intervista esclusiva.

“El Camino” è stato accompagnato dai due singoli “Lonely Boy” e “Gold on the ceiling”, clamorosi successi radiofonici. L’album, prodotto da Danger Mouse, si è piazzato in vetta alle classifiche in USA, Canada e Australia e ha avuto un riscontro più che lusinghiero in Europa.
Terminato da poco Il tour europeo dei The Black Keys è stato un trionfo, le date sono andate sold out praticamente ovunque. Da oggi partirà invece il tour americano.
Il 13 e il 20 aprile i The Black Keys saranno gli headliner del Coachella Festival.

www.itunes.it/theblackkeys
ww.theblackkeys.com
www.warnermusic.it
www.nonesuch.com
www.youtube.com/WarnerMusicIT
www.facebook.com/WARNERMUSICITALY                      

Ufficio promozione Warner int’l



Il nostro piccolo saluto a Lucio Dalla

La notizia è già sulla bocca di tutti, grazie ad internet, ai media, al passaparola. Difficile non dire a qualcuno e tenersi per sè: “E’ morto Lucio Dalla“, perchè è davvero un dispiacere perdere artisti di grande calibro come lui.
L’hanno spesso definito un “jazzista prestato al pop”, ma io preferisco pensarlo come un Cantautore, proprio con la C maiuscola, in grado di scrivere testi e musiche struggenti e carnali, intime ed ironiche, con un fascino e mordente unici. La personalità ingombrante, geniale, libera, l’ha sempre espressa senza remore e grazie a questa è riuscito a registrare pezzi di una bellezza ineguagliabile. La libertà di Lucio Dalla, il suo innato talento, la sua fine intelligenza nel porsi al grande pubblico, il suo petto villoso ed orgoglioso, quel famoso berretto blu di lana grossa, il suo piglio energico da marinaio.
Tra soli tre giorni avrebbe compiuto 69 anni e se n’è andato non nella sua Bologna, ma in Svizzera, a causa di un attacco cardiaco. Superato l’iniziale stupore e l’immancabile malinconia che accompagna questo tipo di saluto verso un artista che ho sempre stimato moltissimo, soffio via quel po’ di polvere che copriva i suoi tantissimi vinili e decido di riascoltare “Cambio”, quel disco che da subito mi fece storcere il naso a causa di “Attenti al lupo”, ma che si rivelò davvero stupendo.
Mi consola il fatto che un musicista con una carriera così impressionante lascia un bagaglio di memoria indissolubile e che, come nel mio caso, si trasmette di generazione in generazione.

Mi permetto di concludere linkando qui sotto la canzone di Lucio Dalla che sento più mia e che ritengo sia l’apice della musica italiana “Com’è profondo il mare“, rivisitata con un cuore grande come l’oceano anni fa da un gruppo che adoro, i Lecrevisse:



MOJOMATICS: uscirà il 3 Aprile “You are the reason for my troubles”

Uscirà il 3 Aprile “You are the reason for my troubles” dei Mojomatics.

Ancora una volta il famoso duo veneto riparte dalla musica del passato e la rielabora con stile e freschezza, regalandoci un album di 12 brani che sembra più una raccolta di singoli che un album vero e proprio tanto alto è il livello di songwriting e tiro.

I due veneti non nascondono le loro influenze, anzi le sbattono in faccia più palesi che mai (Stones, Kinks, Byrds, il folk e il blues…) senza mai suonare scontati o derivativi con piglio punk e una freschezza che sarebbe raro trovare in un disco d‘esordio, figuriamoci al quarto album!

L’album uscirà anche in edizione ‘deluxe’: vinile con cd allegato e dowload digitale.
 
Guarda il teaser
http://vimeo.com/36832482
 
Per approfondire
www.outsideinsiderec.com
http://www.facebook.com/wildhoneyrecords



AFTERHOURS: il 17 Aprile esce “Padania”

Il 17 aprile uscirà il nuovo album degli Afterhours, il primo dopo I milanesi ammazzano il sabato del 2008 e dopo il progetto Il paese è reale del 2009, realizzato insieme ad altri 18 artisti della scena alternativa italiana.

Reduce da una straordinaria esperienza negli Stati Uniti, documentata dall’imperdibile serie di trasmissioni Jack On Tour su DeeJay Television e dal CD Meet some freaks on Route 66, pubblicato in allegato a XL di Repubblica del mese di marzo, il gruppo ha appena concluso le registrazioni del suo nuovo lavoro, co-prodotto da Manuel Agnelli e Tommaso Colliva.

Per il loro decimo album di studio, intitolato Padania, gli Afterhours hanno deciso di scegliere decisamente la strada della completa autoproduzione, affidandone la distribuzione ad Artist First. Come rivela il titolo, il gruppo affronta con l’abituale determinazione, consapevolezza e capacità di provocazione argomenti attuali e scottanti. «Padania è uno stato mentale», dice Manuel Agnelli, «non ha confini geografici, è uno stato della mente e dell’anima. È il nome che meglio rappresenta la disperazione di uomini che sanno di poter avere tutto tranne che se stessi. È una corsa impazzita ad occhi chiusi sperando di arrivare più lontano possibile da quello che non vogliamo sapere di essere. È la forza oscura che ti spinge a diventare quello che non sei. La canzone parla di una persona che vuole cambiare la propria vita e il proprio destino (come la maggior parte di tutti noi), perché crede che ci debba essere qualcosa di più del destino e della fortuna. È un desiderio così forte che diventa un’ossessione e questa ossessione diventa una maledizione, che la porta a vincere tutte le sue battaglie ma a dimenticarsi del perché sta combattendo. A realizzare tutto. Tranne che se stesso.»

Intanto, a partire dal 1° marzo è possibile vedere gli Afterhours nel video del brano La tempesta è in arrivo, realizzato per i titoli di testa Faccia D’Angelo – miniserie in due parti prodotta da Sky Cinema che racconta la storia romanzata del boss della cosiddetta Mala del Brenta. Un abile “imprenditore del crimine” dalla faccia d’angelo, ma spietato ed efferato, interpretato da uno dei migliori attori della sua generazione: Elio Germano. Attraverso furti, rapine spettacolari, traffico di droga, gioco d’azzardo, seminò per quasi vent’anni il terrore in un Veneto in pieno boom economico. Fino alla resa dei conti: braccato dalle forze dell’ordine, e dopo evasioni rocambolesche, la sconfitta è inevitabile per un uomo che, per il potere, aveva rinunciato a tutto. La miniserie andrà in onda il 12 e 19 marzo alle 21.10 su Sky Cinema 1HD (canale 301).

Gli Afterhours torneranno in tour a partire da giugno 2012.

FOTO: Maurizio Camagna

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FLEISCH
Ufficio Stampa web e radio indipendenti



SLUMBERWOOD: esce oggi “Anguane” per Tannen records

Un anno e mezzo dopo la pubblicazione del primo album Yawling Night Songs (salutato da ottime recensioni in Italia e all‘estero) e a seguito degli impegni che un paio di loro ha sostenuto con Mamuthones (progetto che ha li visti coinvolti a fianco di Alessio Gastaldello e Marco Fasolo dei Jennifer Gentle), gli Slumberwood tornano con un nuovo cd intitolato Anguane – termine dialettale che nel folklore veneto sta ad indicare leggendarie figure metà donna e metà serpente che vivono presso i torrenti e nelle profondità dei laghi di montagna. Qualche volte le anguane possono essere benigne, più spesso preferiscono attirare e affogare bambini e ignari viaggiatori nel buio delle acque lacustri. 
 
E‘ stato perciò naturale titolare in questo modo un disco che, oltre a trattare i consueti temi favoriti della band (il mistero della natura, l‘emozione dell‘infanzia, il sentimento della paura),  è in qualche modo profondamente radicato nel proprio territorio e che, nei testi e nella musica, si muove senz‘altro in una dimensione liquida, acquatica, a tratti persino limacciosa. 
 
Prodotto e co-arrangiato nel corso di molti lunghi fine settimana proprio da Marco Fasolo dei Jennifer Gentle e con l‘ausilio di Federico dei Father Murphy ai cori, Anguane rappresenta per la band un netto progresso rispetto al primo album. 

Anguane sul sito di Tannen records
http://www.tannenrecords.com/site/cd/firr09–anguane/



Salomè Lego Playset: ecco “So much was lost in the process of becoming”

Un anno di distanza e un nuovo disco racchiuso in una copertina dell’artista Piera Degli Esposti, così si presenta So much was lost in the process of becoming (Spettro records),  terzo album del quartetto bolognese dei Salomè Lego Playset, che non abbandona per scelta l’approccio esistenzialista alla composizione musicale creando un trionfo dell’intensità dei suoni in una miscela distorta, un racconto nichilista della vita umana in sette tracce e 54’.
 
Le scelte stilistiche post rock già presenti in: “Contre la vie, contre la morte”, il precedente album del gruppo, ritornano con iniezioni di rock progressive e noise a riempire tutti i vuoti di un album registrato in presa diretta all’interno di un’ex-fabbrica in disuso, scelta per il particolare riverbero dei muri.
Il suo mood risulta quindi fortemente impregnato dagli echi di uno spazio industriale, scabro e desolato e in questa eleganza alternata a ruvidezza s’innesca il racconto che ha l’uomo come focus e la sua vita segnata dalla nascita.
Un “Animale morente” destinato al “Dolce mattatoio”.
 
Salomè Lego Playset:
NICOLA BOARI – Accordion, drum machine, acoustic and electric guitar laptop, objects, radio, trumpet, violin, vinil player and voice.
JACOPO CINTI – Acoustic guitar, bass, drums, objects, piano and voice.
ELIA DALLA CASA – Tenor flute, kid’s keyboard, melodica, some effects and objects, tenor and baritone saxophone, trumpet and twistels.
DAVIDE LANDI – Bass, some effects and objects.
 
Track list
1. L’animale morente
2. Heimarmene
3. Humanity and papere ball
4. The Fountain
5. The Gorge
6. Il deserto e le fortezze
7. Dolce mattatoio

http://www.epx.it/salomelp/



“2″ dei Guano Padano nei negozi dal 13 marzo

Tra americana e spaghetti western la nuova ventura discografica dei Guano Padano abita il nostro tempo, pur sfuggendo la nomenclatura dei luoghi e costumi urbani. Il trio dopo aver conquistato la critica internazionale con il debutto omonimo – originariamente edito nel 2009 da Important, una delle più qualificate indipendenti del nostro tempo – torna con un secondo album che ne amplifica ulteriormente la componente cinematica. Sono la chitarra di Alessandro Stefana, la batteria e le percussioni di Zeno De Rossi, il contrabasso e il basso elettrico (occasionalmente anche l’organo) di Danilo Gallo a dettare i tempi di questa immaginifica pellicola.
E’ uno scenario polveroso e propiziatorio quello di “2”, cornice ad una sintomatica sfida all’ultimo respiro. Un disco che padroneggia con disinvoltura ipotesi attorno alle musiche di confine, andando a rovistare nell’oceano della world music, scomodando miti e leggende del pre-war folk, stuzzicando una rivalità con personaggi in vista del jazz creativo (Bill Frisell, Eugene Chadbourne) e solcando a più riprese i mercati d’Oriente. E’ un disco incredibilmente ricco, quasi un album fotografico da sfogliare con ardore, in attesa di nuove e mai scontate epifanie.

La chitarra del sodale Marc Ribot si fa largo tra le maglie dell’intro made in China di “Miss Chan” e risale il guado grazie ad una memorabilia surf da brividi. I fuochi d’artificio sono inaugurati da Mike Patton – Stefana è uno dei musicisti scelti nell’itinerante progetto Mondo Cane – in “Prairie Fire”, come un thriller ambientato nelle luci sfocate della prateria. Tra sirene e rumori sinistri, le chitarre preparano il campo ad una performance che farebbe saltare sulla sedia anche un tipo smaliziato come Jim Jarmusch.

Quando è la viola del polistrumentista Paolo Botti (vi prego, cercate il suo tributo ad Albert Ayler) a segnare il passo in “Bellavista” sembra di sprofondare in una balera affollata da redneck, mentre nell’ossequiosa “Lynch” il gioco è ancor più peccaminoso, con fitte di cool jazz che sembrano rimandare alle provocazioni dei primissimi Lounge Lizards. Il theremin di un’altra stella della nostrana avanguardia come Vincenzo Vasi rende il gioco più prossimo ad un cine forum d’antan.

Si flirta con il jazz e si vanno a scomodare personalità della downtown newyorkese come Chris Speed – suo il clarinetto nell’atipico stomp surf di “Gran Bazaar” – e Ted Reichman (numerose uscite con il Claudia Quintet per Cuneiform ed un memorabile disco in solo per la Tzadik di John Zorn) – che accarezza il piano in “Gumbo” (ancora una volta il cinema…) e suona la fisarmonica nell’esplicita “Nashville”, che guarda caso si avvale anche dei field recordings dell’eroe di casa Paul Niehaus, uno dei membri fondatori dei Lambchop. L’epilogo spetta al calligrafico tributo a Santo & Johnny con “Sleep Walk”, numero che chiude regolarmente i concerti del gruppo.
Guano Padano ha infranto ogni legge occidentale ed il sospetto è che la taglia sulla sua testa sia lievitata a dismisura.
Banditi di classe.

 

www.guanopadano.com
www.tremoloarecords.com
www.venusdischi.com
www.tannenrecords.com



I Dragonforce rivelano dettagli del nuovo album

I DRAGONFORCE hanno finalmente reso noti i dettagli del loro nuovo album. Intitolato “The Power Within”, il quinto disco della band di stanza a Londra, vede il debutto del nuovo cantante Marc Hudson.

Il chitarrista dei DragonForce Herman Li ha dichiarato: “Non abbiamo mai passato due anni così divertenti nel realizzare un album. Nel comporre, jammare e suonare dal vivo insieme abbiamo costruito questa incredibile energia, energia che è stata completamente catturata nel nuovo disco”.

Questa volta abbiamo davvero portato in superficie il nostro lato metal e creato la migliore musica della nostra carriera. Dalle canzoni più veloci che abbiamo mai registrato alle più lente, passando per alcune cose che mai vi aspettereste da noi, questo è senz’altro il più variegato disco che i DragonForce abbiano mai realizzato”.

The Power Within” verrà pubblicato il 15 aprile attraverso l’etichetta della band Electric Generation Recordings.

Li aggiunge: “Questa è un’eccitante nuova era per i DragonForce con Marc che si è unito alla band, quindi abbiamo capito che questo era il momento giusto per prendere in mano il completo controllo del nostro destino e fondare una nostra etichetta per l’Europa”.

La tracklist di “The Power Within” è la seguente:
1. Holding On
2. Fallen World
3. Cry Thunder
4. Give Me the Night
5. Wings of Liberty
6. Seasons
7. Heart of the Storm
8. Die By the Sword
9. Last Man Stands
10. Seasons (Acoustic Version)

È prevista anche un’uscita in vinile + download digitale con le bonus tracks “Cry Thunder (Live Rehearsal)”, “Heart of the Storm (Alternative Chorus Version)” e “Avant La Tempête (Instrumental)”, oltre ad un esclusivo boxset comprendente:
 
CD
codice d’accesso per materiale bonus
bandiera dei DragonForce
torcia / apribottiglie dei Dragonforce
un set di sei sottobicchieri con la band rappresentata come cartone animato, realizzati dal bassista Frederic Leclercq.

Un numero limitato di fortunati fan avrà la possibilità di ascoltare le nuove canzoni del disco durante il concerto al 100 Club di Londra del 16 febbraio già sold out.

http://www.dragonforce.com/



“Un mondo del tutto differente”, la storia di Wow e dei Verdena

Erano in molti a pensare che i Verdena fossero un fuoco di paglia, un gruppo destinato a sparire con la stessa rapidità con cui aveva raggiunto il successo. Invece, dopo più di dieci anni, sono ancora qui, nel pieno delle loro forze e nel bel mezzo di un percorso inattaccabile per coerenza, dedizione e qualità. Una vera mosca bianca del panorama italiano, che ha sempre messo la musica davanti a tutto il resto relegando a un ruolo secondario ogni questione di immagine e marketing.

WOW, il loro quinto album, è stato il caso discografico del 2011: un disco doppio, coraggioso e pop al tempo stesso, che ha suscitato profondi entusiasmi nella critica e nel pubblico, come testimoniano gli ottimi dati di vendita e un tour quasi interamente sold out.

Questo libro parte proprio da WOW, dalla fine, o meglio ancora, dalla sua genesi. Entra in studio di registrazione con i Verdena, narra i momenti belli e quelli difficili di un percorso creativo durato tre anni e dai confini quasi infiniti. Racconta, senza volerla spiegare, la vicenda di una band fuori dal tempo eppure perfettamente ancorata alla contemporaneità.

Una storia del tutto differente e un libro tutt‘altro che tradizionale in cui, in perfetto stile Verdena, le immagini, gli appunti e i disegni si fondono col testo dando vita a un‘insieme organico e al tempo stesso volutamente poco lineare.

Emiliano Colasanti
Giornalista musicale e conduttore radiofonico, collabora abitualmente con «Rolling Stone» e cura per «GQ.com» il blog musicale Stereogram (http://stereogram.gqitalia.it).
Ha fondato e gestisce l’etichetta discografica indipendente 42Records.

Fleisch Agency



Slash: il nuovo album in uscita il 22 maggio

Slash, uno dei chitarristi rock e compositore più grandi di tutti i tempi , vincitore di un Grammy, è attualmente in studio a Los Angeles per apportare gli ultimi ritocchi al suo secondo album da solista . L’album, ancora senza titolo, uscirà in Italia il 22 maggio per la Dik Hayd International, etichetta di proprietà dell’artista distribuita in Europa, Medio Oriente e Africa da Roadrunner Records.
Per il nuovo lavoro, SLASH, affiancato da Myles Kennedy (voce), Brent Fitz (batteria) e Todd Kerns (basso), si è avvalso nuovamente della collaborazione del produttore Eric Valentine che aveva già prodotto il disco precedente.
Tutti i brani sono stati scritti da Slash e Kennedy e tutto il processo produttivo dell’album è stato seguito dalle telecamere.

Guarda l’esclusivo behind-the-scenes che andrà in onda settimanalmente a partire da oggi