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Amarone in Jazz

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Uscirà il 28 febbraio il nuovo disco de Il Cielo di Bagdad

Uscirà il 28 febbraio il nuovo disco de Il Cielo di BagdadUnhappy the land where heroes are needed or lalalala, ok”.

Il secondo lavoro del gruppo campano è stato registrato allo Zoo Studio di Aversa con la produzione artistica di Fausto Tarantino ed è stato anticipato nei mesi scorsi dal video del singolo “LaLaLaLa, ok” girato da Giacomo Triglia (Brunori S.A.S, Colapesce, Di Martino, Maria Antonietta), selezionato su MTV New Generation e trasmesso in Italia, Spagna, U.K., Korea, Francia e Brasile.

Un disco Colorato, Profondo e Semplice.
Per tutti gli eroi che non conosceremo mai.

La musica non cambia il mondo. A farlo ci pensano gli eroi, quelli “semplici” ma difficili da trovare in giro, a cui Il Cielo di Bagdad dedica il nuovo disco “Unhappy the land where heroes are needed or lalalala, ok”.

L‘amara massima brechtiana viene riscritta con un festoso “lalalala, ok” conclusivo, che rappresenta al meglio il nuovo lavoro del gruppo campano: un tempo alfiere del miglior post-rock della Penisola con il crepuscolare “Export for Malinconique” (distribuito in oltre mille copie anche fuori confine), oggi a cavallo di otto canzoni solari e colorate, profonde e semplici, che non dimenticano la gioia, la festa, i felici e gli infelici.

Così “Unhappy the land where heroes are needed or lalalala, ok” è un inno alla vita e all‘eroismo quotidiano che rilegge il folk in una prospettiva luccicante e orchestrale, partendo dai Beatles di “Yellow Submarine” per arrivare ai primi Arcade Fire, ma con uno spirito che personalizza i migliori episodi del pop europeo degli ultimi anni, grazie anche alla produzione artistica di Fausto Tarantino.

Energico e suggestivo, cantato in un inglese mischiato ad un “codice” universale e ancestrale (“lalalala”), il secondo lavoro de Il Cielo di Bagdad è un percorso intenso, costellato di sonorità ricche di sfumature, nel quale scampanellii e violini danzanti si alternano a echi mediterranei e cavalcate dal passo poderoso.

Il tutto diventa una celebrazione del coraggio di affrontare le gioie e i dolori di tutti i giorni, con la fantasia dei bambini e la forza degli innamorati. Come quegli eroi che non conosceremo mai e che dinanzi ad un ostacolo hanno sorriso e cominciato a cantare il loro “lalalala, ok!”.

Fleish Ufficio Stampa



I New Candys firmano per Foolica

Foolica comincia il nuovo anno con un importante novità: sono entrati a far parte del roster i New Candys.
La band di Treviso ha già all’attivo un ottimo EP di esordio (omonimo) registrato con Matt dei Mojomatics che ha attirato l’attenzione di critica e pubblico per qualità e attitudine rock’n'roll nelle declinazioni più dirty.
E ora che si misura con la distanza lunga, Foolica non si è fatta scappare l’occasione di arricchire il proprio caleidoscopio musicale con i colori psichedelici dei New Candys.
L’album si intitola Stars Reach The Abyss ovvero “Stelle giungono all’Abisso” ed uscirà il 23 marzo con distribuzione Audioglobe.
Il tema ricorrente nel disco è la concezione del tempo: si tratta di un trip tra ambienti che passano continuamente da oscurità a luce e viceversa, in un susseguirsi continuo che fa viaggiare la mente.
Dal rock più acido e cupo al pop più fluttuante e sognante, con nel mezzo panorami mistici caratterizzati dalla presenza del sitar in più brani.
Stars Reach The Abyss è un vortice di psychedelia e garage che riporta allo spirito sixties, una validissima interpretazione di quello che è il rock’n'roll secondo Foolica.
Scritto dai New Candys, prodotto, registrato e mixato al TUP studio da Pierluigi Ballarin (The R’s) e Stefano Moretti (Pink Holy Days), l’album è stato masterizzato da Jon Astley che ha detto testualmente: “Well what a lovely day and what a great record!” e noi siamo d’accordo con lui!
Preparatevi ad una bella sorpresa prima dell’uscita del disco, stay tuned!

www.foolica.com



Uscito “La Fabbrica dei Ricordi” di Delsaceleste

DELSACELESTE
“La Fabbrica Dei Ricordi”
Il nuovo lavoro del cantautore milanese Marco Del Santo
Disponibile in cd su www.delsaceleste.it ed in tutti gli store digitali – dist. Zimbalam

Delsaceleste è la creatura artistica di Marco Del Santo, cantautore milanese da anni attivo nella scena. Uno dei punti chiave del suo stile è la volontà di riallacciarsi secondo modalità personali alla tradizione dei concept album, proponendo opere musicali dotate di una propria coerenza strutturale interna, in cui i diversi brani si intrecciano e si richiamano tra di loro, veicolando un contenuto narrativo.
“La Fabbrica Dei Ricordi” è un concept album sull’esplorazione e la rivelazione di sè stessi; un percorso sonoro in cui il protagonista invita la persona che ama ad attraversare con lui le diverse stanze della sua Fabbrica dei Ricordi, spazi simbolici dove riscoprirsi e raccontarsi.
L’album è stato presentato in anteprima nel Giugno 2011 presso lo spazio espositivo Sassetti Cultura di Milano, con opere di alcuni artisti ispirate alle tematiche del concept, la proiezione del video del singolo “La Stanza degli Incanti”, nonchè di foto tratte dal backstage del videoclip. Il disco e la mostra annessa hanno attirato l’attenzione di addetti ai lavori sia in ambito musicale che artistico.
“La Fabbrica Dei Ricordi” procede nel percorso di ricerca inaugurato con l’EP “Sogni di Sabbia” (2006) e con l’album di debutto “Io come…la voce della stagioni” (2008) che ha ottenuto ottimi riscontri critici ed è stato così descrittoda Giulia Salvi (RockIt, Virgin Radio): il disco “vuole riprodurre il succedersi delle stagioni come se fosse un viaggio in bicicletta, tra sentieri, profumi e immagini di vita. Con sonorità magiche ed avvolgenti, Delsaceleste ci rende partecipe degli scenari che si presentano davanti ai suoi occhi e ci lascia fluttuare in un mare di emozioni che scorrono insieme al passare dei mesi”. 

Discografia:
“Sogni di sabbia” – ep – 2006
 ”Io come…la voce della stagioni” – 2008
“La Fabbrica dei Ricordi” – 2011

“La Fabbrica Dei Ricordi” – tracklist:
1. Intro – Sulle Pareti – 2. La Fabbrica Dei Ricordi PT.1 – 3. La Stanza Dei Momenti – 4. La Stanza Delle Storie – 5. La Stanza Degli Incanti – 6. La Stanza Degli Sguardi – 7. La Stanza Dei Silenzi – 8. La Fabbrica Dei Ricordi PT.2
Contatto per promozione: New Model Label

 



“Utopie e piccole soddisfazioni” di Bologna Violenta

Recensione di Andrea Broggi

Utopie e piccole soddisfazioni terza fatica di Bologna violenta (progetto musicale dietro al quale si cela il polistrumentista Nicola Manzan), pubblicata da Wallace records e Dischi Bervisti e distribuito da Audioglobe, si presenta con un motto: “Le grandi utopie che muovono il mondo e l’animo umano, sono ridicolizzate dalla sensazione che tutto sommato son le piccole soddisfazioni di ogni giorno a rendere la nostra vita migliore”.

All’interno di questo clame co-esistono ventuno brani, in cui la voce è poco più che il pizzico di sale in un condimento strumentale spontaneo, concitato e altamente rumoroso, che già nei singoli titoli delle tracce rivela il suo essere lisergico, il bisogno di urlare un sonoro vaffanculo al cielo.
Dal punto di vista strettamente musicale, il disco viene aperto con Incipit dall’ingessato discorso di fine anno di un vecchio Presidente della Repubblica e, per i successivi trenta minuti, oscilla da un hardcore-punk anni ottanta, vero leitmotiv di tutte le tracce, a cori aulici, canti tradizionali, componimenti per orchestre da camera e urla agghiaccianti, terminando con un requiem di archi dal titolo Finale – Con rassegnazione. Nel mezzo tra gli altri brani una cover molto personale dei CCCP Valium Tavor Serenase, Intermezzo l’unico pezzo dell’album privo di interferenze hardcore e Le armi in fondo al mare il migliore dei ventuno.

Utopie e piccole soddisfazioni è uno di quei dischi che mette addosso la voglia di affaticare oltre misura i polmoni o almeno le corde vocali, il che non lo inserisce per direttissima tra i miei preferiti, o almeno non ne fa un disco che ascolterei quotidianamente, ma senza dubbio in tutto il suo essere disturbato, manifesta un sentimento di espulsione della rabbia interiore fagocitandolo in archi, percussioni, distorsioni e cannibalizzazioni vocali sinistramente piacevoli.
E musicalmente si devono avere le contro-palle per fare un disco con questi intenti così ben riuscito.
Buon ascolto.

 
Tracklist
1. Incipit
2. Vorrei Sposare Un Vecchio
3. Utopie
4. Sangue In Bocca
5. Costruirò Un Castello Per Lei
6. E’ sempre La Solita Storia, Ma Un Giorno Muori
7. Valium Tavor Serenase
8. You’re Enough
9. Lasciate Che I Potenti Vengano A Me
10. Remerda
11. Intermezzo
12. Il Convento Sodomita
13. Terrore Nel Triregno
14. Mi Fai Schifo
15. Il Bimbo
16. Lutto Della Testa
17. Piccole Soddisfazioni
18. Popolo Bue
19. Le Armi In Fondo Al Mare
20. Transexualismo
21. Finale – Con Rassegnazione



“9 Psalms Of An Antimusic To Come” di Antigama/Psychofagist

Recensione di Luca Malinverno

Lo split è da sempre un formato molto gettonato nel panorama grind, diverse infatti le produzioni che vedono confrontarsi nomi di spicco a interessanti realtà. Il caso di 9 Psalms Of An Antimusic To Come è leggermente diverso, in quanto ci troviamo di fronte a due nomi ormai consolidate nella suddetta scena. E allora a che serve uno split? A divertirsi innanzitutto, a sperimentare, a far vedere che in fondo, non è affatto vero che suonare certi tipi di musica porti a fossilizzare il proprio estro. In nove brani queste due band mostrano a chiare lettere una grande capacità, quella di sapersi mettere in discussione optando per soluzioni rischiose ma mai avventate. Basti infatti pensare al modo in cui è stato preso questo lavoro dagli Antigama, che in quattro brani vanno a piazzare alternanze ritmiche, elettronica, giri di chitarra tamarri (quest’ultimo termine prendetelo con le dovute proporzioni) per poi chiudere in bellezza con un outro decisamente inutile nel complesso. In poche parole pregi e difetti del fare grind insomma. Chi invece non ha timori a mostrare il proprio lato bastardo sono i Psychofagist, che da bravi manovali nei loro cinque brani pestano senza pietà mettendo al tappeto chiunque, persino i compagni di split Antigama. La fame o se vogliamo il modo di prendere in considerazione questa opportunità è stata concepita in maniera diversa dalle due band, con gli Antigama più propensi a chiudere in fretta la loro parte e i Psychofagist a far sì che anche in questa occasione si possa parlar di loro in maniera positiva. E così è stato. 9 Psalms Of An Antimusic To Come è un lavoro interessante, che sa offrire spunti e una visione insolita di ciò che viene comunemente definita musica estrema.



“Un meraviglioso declino” di Colapesce

Recensione di Andrea Broggi

Non mi capita spesso di ascoltare un disco di musica italiana in grado di tenere talmente ancorata la mia concentrazione, da consentirmi di scrivere durante l’ascolto. E forse l’incantevole malinconica bellezza di Un meraviglioso declino (42Records), primo lavoro cantautorale di Colapesce, progetto musicale dalle piacevolissime quanto orecchiabili sonorità, si nasconde qui.  Molte le collaborazioni che hanno reso ancor più straordinaria la piacevolezza delle tredici tracce: Roy Paci e Grazia Negro (anche padroni di casa della tappa di registrazione leccese passata anche per Milano e Bologna), e Alessandro Raina (Amor Fou) e Mirko Onofri (Brunori Sas).

Ascolterete un disco che parla d’amore e che mi ha fatto immaginare scene di intenso dialogo con se stessi, simili a quando si è abbastanza distanti dalla persona amata da poter lasciar scivolare la sincerità e liberare senza timidezza alcuna o remora la propria emotività, magari su carta dove non si è nemmeno costretti ad ascoltarsi vivendo nella paura di dire male qualcosa. Potrebbe essere una dedica, una lettera dal fronte quotidiano delle relazioni, in cui la chitarra acustica (come in Restiamo in casa e Satellite) diventa lo strumento con cui parlare, circondato da un ambiente di percussioni a fare da accompagnamento.
Adesso avete poco più di cinquanta minuti per scrivere la vostra lettera, leccare il francobollo, spedirla al vostro amore distante.
Buon ascolto.



The Cure in Italia per due date a luglio 2012

 

 

I grandiosi The Cure tornano in tour nel 2012, toccando moltissime città europee.
Saranno in Italia per due date: il 7 luglio 2012 sul palco dell’Heineken Jammin Festival di Rho (MI) e il 9 luglio 2012 al Rock in Roma.

I biglietti sono già in vendita!



“Eskimada” di Eskimada

Recensione di Annalisa Esposito

Il 2011 segna l’anno di svolta per i sardi Eskimada che finalmente ottengono la meritata notorietà grazie alla firma con la Red Cat Promotion e la conseguente pubblicazione del loro album omonimo.
Con un sound vicinissimo alla scena nu-metal dei Korn “contaminato” a tratti da un post/harcore più melodico e pacato, il gruppo riesce a snodare molto bene le proprie capacità sia vocali che strumentali, senza andare fuori tema pur variando di colpo l’andamento del disco.
L’inizio di voci e cori cauti e moderati non deve trarre in inganno, perchè già da “Stand” cominciano ad apprire le scene caratterizzanti, dagli andamenti veloci e ristretti poi co-partecipi a voce e strumenti. Successivamente ecco spuntare in “Hero” la compente che si potrebbe definire a cavallo tra progressive e post-grunge. Piega melodico-onrica per “Interludio”, tra le atmosfere zen e le chitarre acustiche di sottofondo; post-hardcore davvero ben riuscito per “The 16th minute”, dove le melodie si districano sinuosamente tra cantato clean e scream i quali a loro volta si trascinano fino alla chiusura di “Action”, affermando il riuscito “colpo grosso al gatto rosso”.



Da oggi su Youtube ogni settimana un brano di “Black Rainbow Remixes” degli Aucan

Da oggi inizia quello che la band definisce “YouTube release”; ogni settimana Aucan posteranno su YouTube un brano di  “Black Rainbow Remixes“. Il primo brano on line è il remix di “Storm”, tratto, come tutti gli altri remix che verranno pubblicati nelle prossime settimane, dal primo album di Aucan, Black Rainbow, appunto.
“Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con uno degli MC più ispirati di sempre; Will Brooks (leader di DALEK e IconAclass, vari album all’attivo su Ipecac e Deadverse Recordings). Il risultato è una traccia hip hop visionaria in puro stile Aucan. Il testo parla dell’attuale crisi mondiale, argomento chiave nel percorso artistico della band sin dalla traccia “Crisis” del 2010.
“Black Rainbow Remixes” verrà pubblicato da “La Tempesta International” per l’Italia ad aprile e per l’Europa dalla storica etichetta dub electro “Jarring Effects”. Nello stesso periodo il disco verrà pubblicato anche in vinile con Tannen Records.

ASCOLTA IL PRIMO BRANO



Questa settimana al Leoncavallo: BOLOGNA VIOLENTA + PSYCHOFAGIST, FUCKSTEP 4 e tanto altro

LEONCAVALLO
Eventi dal 2 al 4 Febbraio 2012
Spazio Pubblico Autogestito
Via Watteau, 7 Milano
(Bus 43 – 81 – MM verde Gioia o Centrale / Gialla Sondrio)
www.leoncavallo.org

Secondo appuntamento con daunTRoK! Al Leoncavallo di Milano: sul palco il One Man Grind ‘Bologna Violenta’. Weekend di Elettronica, tra Dubstep e Drum ‘n’ Bass.
Spazio al Jazz dei giovani milanesi City Flowers e al Country di Johnny Selfish.

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Giovedì 2 Febbraio
Bologna Violenta + Psychofagist
Ingresso a sottoscrizione 5 euro
Genere/Rassegna: daunTRoK!

Secondo appuntamento con daunTRoK!, di nuovo all’ insegna di satana & morte & metallo.
E’ di giovedì e farà più caldo della volta precedente. E sarà di giovedì sera pure il prossimo TRoK! in Torchiera: 23 febbraio con Les Rhinocéros e ricchi ospiti…

daunTRoK! presenta:
BOLOGNA VIOLENTA
[one man grind | bologna]
 http://bolognaviolenta.tumblr.com/
+
PSYCHOFAGIST
[free sludge metal | novara]
 http://www.psychofagist.com/

http://www.leoncavallo.org/
http://www.trok.it
http://www.facebook.com/TRoK666
http://www.facebook.com/dauntaun.leoncavallo
::BOLOGNA VIOLENTA::
BOLOGNA VIOLENTA è la one-man-band dietro cui si cela Nicola Manzan, trevigiano classe 1976, diplomato in violino e polistrumentista che negli ultimi anni ha lavorato in studio e dal vivo con band molte band del panorama musicale italiano.
Il progetto nasce nel 2005, anno dell’ esordio omonimo ispirato ai poliziotteschi degli anni Settanta, ed è fin da subito votato alla violenza sonora ed al nichilismo musicale: una sorta di cyber-grind dove la melodia è quasi assente, mentre sono le ritmiche serrate, i riff punk-hardcore ed i sintetizzatori a farla da padrone.
Il secondo album, intitolato “Il Nuovissimo Mondo”, esce nel 2010 per Bar La Muerte e segna una prima svolta nello stile del progetto.
Ispirato dai cosiddetti “mondo-movie”, il disco è carico di citazioni (con tanto di finti dialoghi che riportano alle atmosfere ciniche e spietate tipiche di quei film) e non mancano delle parti, seppur brevi, in cui fa capolino qualche accenno melodico.
Dopo un tour durato due anni per un totale di centotrenta date in Italia e all’estero, Nicola si è chiuso nel suo studio per realizzare il terzo album intitolato “Utopie e piccole soddisfazioni”, in uscita il 27 gennaio 2012 per Wallace Records / Dischi Bervisti e distribuito da Audioglobe.
I ventuno pezzi che compongono il lavoro sono l’espressione più eclatante del background musicale di Nicola, che va dalla musica classica al rumore puro.
Nessuna citazione da film in questo nuovo album, dove è la musica a farla da padrone, e solo poche parole a sottolineare che dietro alle grandi utopie che muovono il mondo, sono le piccole soddisfazioni a rendere migliore la nostra vita.
::PSYCHOFAGIST::
Da 10 anni la (in)naturale evoluzione darwiniana della (non) musica estrema votata ai più insperati (ed esasperati) lidi della consonanza/dissonanza tra generi. Jazzgrind, noisecore, tratti di psichedelia e blast beats… svariati blast beats. L’affermata rivista scientifica \”The International Psychic Observer\” scrive di loro: un teatrino freak di neurolabili che prendono a calci i propri strumenti musicali, e in sottofondo cumuli irrazionali di note dispari a volumi poco gradevoli.
E’ di freschissima uscita lo split cd “9 Psalms of an antimusic to come” con gli Antigama e la conferma del tour est-europeo di spalla ai FuckTheFacts. Un 2012 aperto con tutti i migliori auspici…
http://www.psychofagist.com/

City Flowers
Ingresso a sottoscrizione libera
Genere/Rassegna: Jazz
Luogo: Baretto

Arianna Masini – Voce
Alessandro Borgini – Chitarra
Federico Rubert – Basso Elettrico
Edoardo Luparello – Batteria

I City Flowers si sono formati presso la Scuola Civica Jazz di Milano nel 2010.
Sicuramente il jazz rappresenta l?elemento fondante del gruppo, sebbene gli eterogenei background contribuiscano ad un suono e ad una identità musicale assolutamente originale.
Il repertorio comprende standards riarrangiati e brani della tradizione brasiliana (Bossa e Samba) nonchè la rivisitazione di canzoni italiane.

A seguire Jam Session.
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Venerdì 3 Febbraio
FuCK step 4 – the F**KING Dubstep & DnB Party
Ingresso a sottoscrizione 5 euro
Genere/Rassegna: Fuck Step

DOUBLE*DROP FAMILIA PRESENTA
FuCK step the F**KING Dubstep & DnB Party !!!
+ Reggae Dancehall Area

::DUBSTEP & DNB AREA::
>STEREOLIEZ
>TOMMY*TUMBLE
>DJ NARCO
>DJ KAM
>PSYCHO DUBBAZ

::REGGAE DANCEHALL AREA::
>BUSHKILLAH feat. JAH YOUTH
>PUPPIES SOUND
>RISING HOPE
Johnnie Selfish & the Worried Men Band
Ingresso a sottoscrizione libera
Genere/Rassegna: Country
Luogo: Baretto

I country-punkers piu famosi di Lambrate!

Johnnie Selfish, al secolo Giovanni Maroli, è un cantante milanese innamorato degli States e del suo roots rock, del country, del blues e del folk.
Così come la band che lo accompagna, The Worried Men, ovvero Luca “The Chieftain” Bistrattin alla chitarra acustica e cori, Alessandro “Mr. Time Machine” Spanò al basso, Lorenzo “Little Harp” Trentin alla chitarra solista e all?armonica.
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Sabato 4 Febbraio
War Territory 4 Supersonic vs Bass Odissey
Ingresso a sottoscrizione 10 euro
Genere/Rassegna: Dub
::WAR TERRITORY 4::
BASS OYSSEY
vs.
SUPERSONIC

opening: Golden Bass
Hosted by: Trevor Sax & Lampa Dread

Funky Kruger Dj
Luogo: Baretto